LA RECE NON CONTIENE GROSSI SPOILER SE NON
ALLA FINE, DOVE CI SONO LE
"OSSERVAZIONI SPARSE"
"Le Due Torri" e' il seguito de "La Compagnia
dell'Anello", e sposta
l'azione su una scala piu' vasta. Non sono piu' i singoli
personaggi, i loro
viaggi e le loro battaglie a definire il corso degli eventi,
ma il
mobilitarsi di interi regni e gli scontri di interi
eserciti. In cio' sta
l'anima positiva e negativa del film: chi si era affezionato
alle avventure
di un gruppo di personaggi legati dal filo del destino ne'
"La Compagnia"
trovera' pochissimo spazio per questo genere di sentimenti
ne "Le Due
Torri". Chi, d'altro canto, non vedeva l'ora di vedere
al cinema una guerra
fantasy realizzata Come Dio Comanda, non trovera' nessun
altro esempio
cinematografico che possa paragonarsi al nuovo film di
Jackson.
"Le Due Torri" non ha alcun riassunto, e inizia
dove "La Compagnia" ci aveva
lasciato.
Se non avete visto il primo film, preparatevi a
trovarvi a una
festa dove tutti parlano di cose che non sapete.
Nelle "Due Torri" il tema non e' piu' il viaggio
di una compagnia di
personaggi, e il complesso sviluppo dei loro rapporti. Il
quadro si allarga,
e il tema centrale del film diventa la guerra. Piu'
precisamente, il
"conflitto", che tra nazioni diventa guerra. Vi e'
conflitto tra amici,
conflitto tra sentimenti, conflitto tra gli stessi eroi
sulle scelte da
compiere. Ma, su scala piu' vasta, ovviamente vi e' la
guerra. La compagnia
si e' divisa, i protagonisti hanno preso strade diverse, e
nei loro viaggi
entrano in contatto con i diversi aspetti di tale realtà,
che come un
incendio si sta allargando su tutta la Terra di Mezzo.
E' stato questo, probabilmente, l'aspetto che piu' mi ha
colpito de "Le Due
Torri". Film come "Salvate il Soldato Ryan" o
"Blackhawk Down" si
concentrano su un luogo e un momento ben precisi all'interno
di un
conflitto. "Le Due Torri", al contrario, mostra
l'intera estensione dello
stesso, in tutte le sue forme e in tutte le regioni che ha
invaso: dalle
imboscate dei ranger di Gondor agli scontri
"secondari" tra la cavalleria
che scorta dei civili e gli orchetti cavalcalupi nelle
pianure di Rohan,
agli assedi - profondamente diversi in geografia e natura,
del Fosso di Helm
e di Osgiliath.
Sembra che non una singola regione della
Terra di Mezzo, se
non la fortunata contea a settentrione, non sia avvolta
dalle fiamme della
guerra. Una guerra rappresentata realisticamente, con
estrema violenza (una
compagnia di uomini del sul viene massacrata in un'imboscata
con una
freddezza degna di un azione militare reale) e ben poca
gloria. Cio' rende
"Le Due Torri" un film cupo e crepuscolare, che
solo l'occasionale momento
comico offerto da Gimli il Nano riesce a rischiarare.
Visivamente e spettacolarmente il film lascia senza fiato.
Laddove
"L'Attacco dei Cloni" me lo ricordo a tutt'oggi
come un enorme candito in CG
senza ne' capo ne' coda, "Le Due Torri" mi ha
lasciato una serie di immagini
che, mentre scrivo, si stagliano nella mia mente come
quadri. Tutto cio'
pero' ha un prezzo, ed e' una minore definizione dei
personaggi ed un
perdersi della linea narrativa che scorreva nitida nella
"Compagnia
dell'Anello"
* Cinematograficamente * parlando, infatti, il finale della
"Compagnia"
indicava chiaramente le due linee narrative sulle quali
sarebbe dovuta
proseguire la storia: il viaggio di Frodo verso Mordor e
quello di Aragorn
verso Gondor, dopo il dialogo finale con Boromr. Cio',
sempre da un punto di
vista cinematografico, avrebbe condotto subito al
"Ritorno del Re".Il
risultato e' che "Le Due Torri" diventa un film
superfluo. La prima parte
introduce i personaggi e la trama, mentre ovviamente nella
terza ci saranno
i Veri Botti (tm). Cio' riduce un po' la seconda a un
momento di passaggio
nel quale, a ben pensarci, non vediamo nulla che abbiamo
visto prima o non
vedremo dopo. In sintesi, "Le Due Torri" non e'
"L'Impero Colpisce Ancora".
Gli stessi personaggi sembrano "congelarsi":
Aragorn vive un'evoluzione ben
precisa - e molto bella - ne "La Compagnia", qui
diventa un capo guerriero,
ma non ha alcuna vera crescita psicologica. Chi conosce i
libri sa che tale
evoluzione riprendera' nella terza parte.
Frodo, e' vero, e'
sempre piu'
preda dell'Anello, ma la linea narrativa scelta per la sua
vicenda nelle
"Due Torri" ha RIEMPITIVO scritto lontano un
miglio, e in effetti tolta
qualche scena avrebbe avuto piu' senso vederlo affrontare
Mordor -
soprattutto considerando che con cosa accadra' la' le robe
da raccontare non
sarebbero mancate.
Gli attori: tra i nuovi, sopra a tutti, ho preferito Bernard
Hill come
Theoden e (OVVIAMENTE!) Brad Dourif come Vermilinguo (ma
quand'e' che a Brad
faranno interpretare per una volta un personaggio alla Vin
Disel? ^__^)
Theoden e' tra l'altro il mio personaggio preferito nel
libro. David Whenam
come Faramir e' un passo indietro, ma piu' che altro per la
caratterizzazione poco chiara del suo personaggio - la sua
somiglianza con
Boromir e' davvero impressionante. Infine, Karl Urban come
Eomer fa davvero
troppo poco per dare un giudizio, e penso si vedra' di piu'
nel terzo libro.
Ah, non posso fare a meno di menzionare come, per qualche
ragione, ho
trovato MOLTO piu' azzeccato qui l'Agente Smith (Hugo
Weaving) nei panni di
Elrond di quanto non lo fosse nel primo film.
Un discorso a parte, e piu' lungo, merita Miranda Otto come
Eowyn. Mentre
praticamente tutto il mondo sa che per me la Eowyn dei libri
e' Milla
Jovovich (particolarmente qui: http://www.millaj.com/pics/joa6.jpg)
occorre
dire che l'interpretazione che Jackson da' del personaggio
e' diversa da
quella che ne da' Tolkien. Questo e' pero' un punto
importante per la
mitologia tolkieniana: Eowyn viene spesso citata dagli
studiosi di Tolkien
come la dimostrazione che "l'anziano (e secondo alcuni
misogino) professore
di Oxford" aveva in realta' una sensibilita' molto
umana verso i problemi
delle donne e i loro sentimenti a una certa eta'. La natura
del suo amore
per Aragorn non è mai realmente rivelata nel libro, ed e'
in realta' Aragorn
stesso a giustificarlo come "un amore non per me ma per
cio' che
rappresento: liberta', autodeterminazione, il non essere
prigioniero in una
gabbia dorata". Forse e' cosi', ma e' certo che la
cotta di Eowyn per
Aragorn fosse ben reale e, nell'usare non a caso il termine
"cotta", tale
sentimento avrebbe dovuto puntare verso un personaggio di
eta' ben diversa
da quella di Miranda ("fredda come la nebbia di un
mattino d'inverno, e non
ancora maturata in donna" la descrive Tolkien).
Invece
la Eowyn di Jackson
(oltre a sembrare un'incrocio tra la mia panettiera e una
cameriera
dell'Oktoberfest) sembra gia' di base accettare il suo amore
come
espressione di cio' che Aragorn simboleggia - inclusa la
fedelta' verso la
donna che Aragorn ama (come mostra la sua radiosa scelta di
recitazione in
un momento al fosso di Helm in cui il sentimento di Aragorn
per Arwen viene
mostrato in modo semplice ma intenso). Scelta questa
interpretazione del
personaggio, allora prendiamoci pure Miranda Otto, con la
sua maggiore
maturita'. Cio' non toglie che, nel terzo film, a andare a
spaccare il kulo
a Chi-Sappiamo-Noi (tm) TRAVESTITA DA UOMO avrei voluto
vedere la Milla
dell'immagine di cui sopra (che tra l'altro immagino sappia
prendersi cotte
e travestirsi da uomo molto meglio di Miranda). Pazienza,
non si puo' sempre
vincere.
DUE discorsi a parte li meritano invece Gollum e gli Ent,
anche se piu'
brevi. Gollum e' il piu' bel personaggio in CG che sia mai
stato creato. Lo
hanno gia' detto tutti e ora posso solo dire: guardatevelo!
So che puo'
sembrare ingiusto dedicare due righe alla cosa piu' bella
del film, ma
davvero non ho altro da dire: guardatelo!
^__^
Gli Ent mi hanno lasciato meno soddisfatto, ma in effetti
gli Ent sono una
di quelle cose che funzionano nell'immaginazione suscitata
dalla parola
scritta, ma che poi diventano un incubo da rappresentare
visivamente. Dato
questo problema, credo che Jackson e i suoi abbiano fatto
uno tra i migliori
lavori possibili (sicuramente ce n'erano altri).
L'assedio del Fosso di Helm verra' ricordato, senza dubbio,
come una pietra
miliare nell'arte di rappresentare la guerra al cinema.
L'accostamento che
piu' spesso e' stato fatto e' quello con i capolavori
bellici di Akira
Kurosawa ("Ran", "Kagemusha".) Trovo che
questo accostamento sia
assolutamente corretto, anche se a favore del maestro
giapponese gioca un
merito in piu': Kurosawa doveva davvero organizzare e
comandare i suoi
eserciti di comparse, mentre Jackson ha potuto avvalersi
delle piu' moderne
tecnologie digitali.
Detto questo, l'intera sequenza dell'attacco al Fosso e'
tanto superiore
(per fare un confronto qualsiasi) alla battaglia finale de
"L'Attacco dei
Cloni" quanto la portaerei Nimitz puo' esserlo del
canotto che avevo al mare
da bambino: il campo di battaglia e' ben definito, i piani
di battaglia dei
due schieramenti sono chiari (piu' sofisticato quello dei
difensori, piu'
rozzo ma con un suo senso quello degli attaccanti).
Lo
svolgersi della
battaglia e' sempre nitido, con assalti, ritirate e
cambiamenti di strategia
da parte dei comandanti che mostrano sempre una logica
chiaramente
identificabile in base a cosa sta accadendo. In sostanza, lo
scontro finale
di Ramelle di "Salvate il Soldato Ryan"
moltiplicato per diecimila.
In definitiva, forse alla fine Jackson ha cercato di
sostenere visivamente e
con l'azione un film che narrativamente rappresentava un
momento di
cedimento, e, in questo senso vi e' riuscito in modo
STELLARE: a "noi umani"
viene permesso di assistere a una serie di scene che in
altri film da sole
avrebbero costituito il momento clou. Ma ora un po' ora
aspetto i Veri Botti
(tm) nel "Ritorno del Re", un po' mi manca il
piccolo mondo di relazioni tra
i personaggi de "La Compagnia dell'Anello", un po'
non condivido molte
variazioni e scelte rispetto al libro, un po' volevo la
Milla. e un po' mi
manca Boromir.
VOTOVINCE: * * * * SU * * * * *
OSSERVAZIONI SPARSE (SPOILER)
Una menzione speciale nonche' un delirante applauso va
all'"Orchetto
Tedoforo" (se avete visto il film capirete). Secondo
alcuni in realta' erano
tre o quattro, che si sono passati la torcia a staffetta da
Isengard al
Fosso di Helm - un'immagine meravigliosa.
Cose notevoli della scena: splendida l'idea di girarla come
il momento
epico/drammatico di un film sportivo di serie B;
assolutamente delirante
come la chiave di volta del piano d'attacco dei cattivi si
basi su uno (e
uno solo) che deve arrivare alle mine portando la torcia
SENZA ARMATURA e
con i compagni intorno che applaudono (invece che coprirlo
scagliando frecce
verso i nemici) e dove già in primo luogo non si capisce
perché non abbiano
usato una freccia infuocata o non abbiano acceso le mine gli
stessi che le
hanno posate; surreale infine che l'eroe orchetto sopravviva
a DUE frecciate
di Legolas sparate da due passi laddove NULLA in due film e'
mai
sopravvissuto a una frecciata di Legolas (perfino nella
"Compagnia" aveva
sparato la freccia decisiva che aveva ammazzato il troll).
Sempre parlando della stessa scena, non ho capito neppure
perche' le mine di
Saruman fossero uguali a quelle che posavano gli U-Boat
nella prima guerra
mondiale (con pure gli spuntoni per attivare il congegno
esplosivo quando
impattavano contro una nave); forse anche per questo mi e'
un po' mancata su
di esse la scritta "ACME": WAR SURPLUS.
Parlando di cose che mi sono mancate, Gandalf che recita IL
POTERE DEI VALAR
TI ESPELLE!!! mentre Theoden si alza in volo a braccia
aperte. Anche la
testa del re che si girava di 180 gradi e iniziava a parlare
con la voce di
Saruman non sarebbe stata male.
Parlando invece di WAR SURPLUS: le bestie volanti dei Nazgul.
Sono grandi
come F-14 ma si beccano UNA freccia e volano via
terrorizzate! Chissa' come
saranno contenti i Nazgul di averle in dotazione.
Un'altra scena che mi e' mancata: Haldir che arriva al Fosso
di Helm e
saluta Theoden "Siamo venuti a onovave l'alleanza tva
gli elfi e il
coraggioso popolo dei cavalli!" E Theoden, indicando
fuori dalle mura
"Gettate questo frocio fuori dal mio castello"
("AAAAAAAH! Scena identica a
quando gettano fuori Vermilinguo.) Pero' gli arcieri
ovviamente se li
tenevano.
Gli arcieri elfici sono un po' nazisti. un po' SS,
diciamo.. Un po' si',
dai.
La "conversione" di Faramir: per tre ore David
Wenham dà un'interpretazione
del personaggio che non ha nulla a che vedere con il libro,
ma che almeno è
coerente con sé stessa. Poi,di colpo, assiste alla scena di
Frodo che sta
per dare l'Anello al primo Nazgul che passa, e esclama
"Come ho potuto
essere così cieco! Ma ora ho visto la luce! Vi libero e vi
mando da soli con
l'Anello (e Gollum) verso le terre di Mordor!" Se lo
dice lui.
Sempre parlando di Faramir, o ha poteri psichici o e'
saltato qualcosa nel
montaggio: come fa a sapere della morte di Boromir? Nel
libro lo intuisce,
perche' vede una notte lo spettro della barca funebre di suo
fratello
passare sull'Anduin, ma nel film di questa scena non vi e'
traccia.
Escludendo i poteri psichici, propendo per il fatto che la
vedremo nel DVD.
Ma perche' tagliarla?
Qualcuno vuole spiegarmi CHI, in un momento in cui
ipotizziamo che il Re di
Rohan fosse ancora in possesso delle sue facoltà mentali,
ha assunto BRAD
DOURIF come suo consigliere?!? O____o
Re Theoden sara' anche stato esorcizzato e liberato, ma non
ne imbrocca
comunque una: "Al Fosso di Helm saremo al sicuro! Mai
le mura sono cadute!
Il Trombatorrione non e' mai stato preso!" e ogni volta
viene sbugiardato
nel giro di pochi secondi. Ma perche' non l'hanno
imbavagliato?
Visto che il "Signore degli Anelli" e' (respiro
profondo) Fascista,
Comunista, Femminista, Misogino, Ecologista, No-Global ecc.
vi propongo una
nuova interpretazione: FILOIRACHENO. "Non rischiero'
una guerra aperta!"
dice Theoden "La Guerra aperta vi arrivera' addosso che
voi lo vogliate o
meno" risponde Aragorn - e si trovano assediati 20 a 1
da un nemico
tecnologicamente superiore. E vincono!! Saddam potrebbe
distribuirlo alle
truppe come propaganda.
Ho gia' detto che come Eowyn volevo Milla? Beh, beccatevela
qui
http://www.millaj.com/pics/joa-motm7.jpg
(a Edoras) e qui
http://www.millaj.com/pics/joa20.jpg
(nel "Ritorno del Re"). Come quella del
pugnale di Morgul, questa e' una ferita da cui non guariro'
mai.
Vincenzo Beretta (da IAC)
L’attesissimo secondo
episodio della saga di Tolkien, diretta da Peter Jackson,
giunge finalmente in Italia, ad un anno dall’uscita del
suo predecessore. Ritroviamo, quindi, i due hobbit, Frodo e
Sam, diretti verso l’oscura Mordor, mentre l’eroico
Aragorn con i fidati Legolas, l’elfo, e Gimli, il nano,
lottano per difendere Rohan dall’esercito di orchi inviato
dal malvagio Saruman, alleato di Sauron, signore del male. A
questi due fili narrativi portanti se ne aggiungono altri a
formare un intreccio, a volte complicato, di cui Jackson
riesce a mantenere le redini. Certo, per chi non avesse
letto il romanzo, il rischio di smarrirsi lungo la
narrazione è più che concreto, mentre diventa una certezza
per quei pochi che nemmeno hanno visto il primo episodio. E’
tuttavia significativo come Jackson riesca ad evitare quasi
sempre concreti scivoloni in prolissità di vario genere,
puntando, ancora una volta, su una eccessiva e vincente
visionarietà, un magniloquente delirio di immaginazione e
fantasia che tampona le cadute di ritmo, peraltro poco
frequenti, e ci fa chiudere un occhio su quelle di gusto,
come gli imbarazzanti messaggi ecologisti. Quindi confermata
la promozione a pieni voti di Jackson che esce da
protagonista dal confronto con un’impresa così ardua e
costruisce un grande poema epico fatto di cinema, che evita
le secche d’ispirazione in cui erano talora caduti altri
autori di imprese simili (ad esempio George Lucas).
Simone Spoladori