Matrimonio tardivo
Regia: Dover Kosashvili
Sceneggiatura: Dover Kosashvili
Interpreti:
Lior Louie Ashkenazi, Moni Moshonov, Ronit Elkabetz,
Rozina Cambos, Lili Kosashvili

Il
matrimonio tardivo di Zaza, trentunenne ebreo di origine
georgiana, laureando in filosofia e buon partito, che i
genitori sono ansiosi di vedere impalmato. Nella migliore
tradizione, organizzano incontri con ragazze giovani e
illibate benché il giovanotto ostenti indifferenza se non
addirittura fastidio. In realtà è già sentimentalmente
legato ad una donna più grande di lui e divorziata, madre
di una bambina di otto anni. La famiglia allargata non si
farà scrupolo di irrompere violentemente nella casa di
lei, pur di salvare l’onore e la presunta felicità del
figlio.
Questo l’esile intreccio che è però reso interessante
dalla verità delle scene d’amore fra i due giovani e
dalla profondità del dolore che la forzata separazione
produrrà in entrambi. I genitori, che sono stati a loro
volta vittime del perbenismo e del moralismo, infliggono
la peggiore delle condanne all’unico figlio maschio: un
matrimonio non d’amore. Perché chi è infelice non può
fare l’altrui felicità, tanto meno quella dei figli.
Chi ha castrato se stesso e i propri desideri ripropone lo
schema nevrotico a chi verrà dopo di lui.
Molto
curata è la descrizione delle case degli ebrei georgiani,
con tutto quel fiorire di rasi e sete, ninnoli e
soprammobili. Grottesca la rappresentazione della
madre-matrona che “schiaccia”, e non solo in senso
metaforico, la figura del marito e del figlio. Se a tratti
si sorride per l’apparente inverosimiglianza delle
situazioni, il finale lascia l’amaro in bocca. La
felicità era lì, è mancato solo il coraggio di
afferrarla.
Mariella
Minna
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