E' GIA' IERI
di Giulio Manfredonia,
con Antonio Albanese, Goya Toledo e Fabio De Luigi

*** spoiler alert: level 1

Ore 07,27.
Suona la sveglia. Bi-bip, bi-bip, bi-bip... Che suono fastidioso: mi penetra nella testa all'inutile ricerca di un
cervello che mi ordini di muovere qualche arto. Chissà mai per quale motivo l'avrò comprata, di certo non per la sua gradevole melodia. Ah già, ora ricordo: SBAM! Posso sbatterci sopra la mia mano morta (dal sonno, ovviamente) e si spegne. Ma che ore sono? Le sette-e-ventisette? Ma che cavolo di orario è?? Uno la sveglia la fissa alle sette-e-dieci, alle sette-e-un quarto, alle sette-e-mezza, ma non di certo alle...... zzzzz..... zzzz..... BI-BIP, BI-BIP, BI-BIP.... Ecchecaspita, le sette-e-trentacinque??? Ah già, riprende a suonare da sola dopo otto minuti. Chissà perché poi otto. Non ho il tempo di pensarci, anche se mi sembra di aver già rimandato la cosa; una nuova entusiasmante giornata mi attende e... ma quanto sonno ho? Ieri sera dovevo andarmene a nanna prima, altro che le due passate... a far cosa poi? Solo per guardare in catalessi la tv con in mano un giornalino di supereroi? Mah! Fuori dal letto, su! Ma quanto freddo fa??? Possibile che in quasi quattro anni che abito qui non abbia ancora imparato a programmare il riscaldamento? Brrrr... Ok, sono davanti allo specchio, è già qualcosa. Sono compiaciuto: pur avendo una tenuta da "se-qualcuno-mi-vede-con-questi-boxer-a-pois-rossi-e-la-canotta-bianca-sono-rovinato" noto con soddisfazione che i primi risultati della dieta cominciano a vedersi. Profilo. Noooooo... Impietoso!!! Ma perché l'uomo moderno con tutta la sua intelligenza ha inventato il profilo??? Gli antichi egizi erano forse degli stupidi??? Cristosanto, ma che ho ingurgitato ieri, una palla medica?? La dieta non funziona. No no, non funziona. Vabbè, diamole ancora qualche giorno di tempo; in fondo questo è solo il secondo giorno di dieta. C'è sempre un gran freddo. Deciditi: se ti spogli e vai subito in doccia rischi come minimo una polmonite, ma se invece ti lavassi a pezzi? A pezzi? E cosa mi becco, un'influenza rateizzata? Vada per la seconda soluzione. Ascelle. Brrr. Viso. Brrr. Organi riproduttivi (parlo forbito, io), sempre che dopo questa gelata riusciranno mai a riprodurre qualcosa. Ok, "Fast Forward" e sono in ufficio. Ventuno chiamate inutili sul mio cellulare per comunicarmi che questa cosa non va bene e quell'altra neppure. Telefonatina all'amico Pac: questa sera non sa se riusciremo a vederci perché facilmente starà con la morosa. Bella novità. Il server si blocca. Le ragazze dell'ufficio imprecano. Il cellulare squilla. Ho bisogno di un tè; non posso, la dieta! Telefonatina all'amico Belòt: questa sera non sa se riusciremo a vederci perché facilmente starà con non-mi-vuole-dire-chi. Bella novità. "Fast Forward" e sono a pranzo dai miei. Pasto leggero, date le mie disperate condizioni: pasta con zucchine. Le solite zucchine. E poi l'esperimento di mamma: una frittata alle mele. Ma la frutta non andrebbe mangiata lontano dai pasti? E le uova saranno dietetiche? E, soprattutto, ma che c'entreranno mai le mele con la frittata??? Vabbè. "Fast Forward" e mi trovo nella saletta d'attesa di un cliente, il primo dei tre che visiterò nel pomeriggio. Chissà per quale oscuro motivo ogni saletta d'attesa che si rispetti deve avere delle orripilanti stampe di arte astratta appese alle pareti. Certo, grandi nomi, sicuro. Ma pur sempre stampe. Ma pur sempre tutte uguali. Ma pur sempre... oddio mi gira la testa: le ho guardate troppo a lungo. Arriva l'impiegata: ha la faccia di quella che da qui a due secondi si scuserà. "Purtroppo il titolare è in forte ritardo, potrebbe aspettare ancora una ventina di minuti?". Ed io che pensavo che si sarebbe scusata per le stampe. "Fast Forward" ed è sera. Sono stanco. Fortunatamente ora mi ricaricherò con un lauto pasto: un piatto di zucchine che mia mamma quest'oggi mi ha messo di soppiatto (eh, è un piatto...) in auto prima di salutarla e ottanta grammi di ricotta. Non vi dico come faccio a sapere che sono ottanta grammi: fidatevi. Accendo la televisione. Che strano, Bonolis che impreca contro quelli di Striscia la Notizia e quelli di Striscia la Notizia che imprecano contro Bonolis. Ma non era così anche ieri sera? E pure l'altro ieri sera? Comincio a sospettare qualcosa. Metto un dvd. Mi cala la palpebra. Ok, vada per il computer e per Internet. Maaa... ma che ci vado a fare su Internet? E' sempre la stessa cosa, sempre la stessa gente: una volta conosciuti quei ventotto milioni di smanettoni si perde anche qui l'entusiasmo. "Fast Forward" e dopo innumerevoli abbiocchi sono sotto le lenzuola. Sveglio e arzillo. Caspita, sono già le due passate. Bene, un fumetto mi metterà certamente sonno, specialmente questo che è pure pesante da tenere in mano e, anche se non mi dovessi addorm....zzz...zzzzz....zzzzzzz..............
Ore 07,27.
Suona la sveglia. Bi-bip, bi-bip, bi-bip... Che suono fastidioso: mi penetra nella testa all'inutile ricerca di un cervello che mi ordini di muovere qualche arto. Chissà mai per quale motivo l'avrò comprata... Hey, ma... ma... ma ho come un dejà-vu! Ma no, ma che vado a pensare? Non comincerò certo io, e soprattutto a quest'ora, a pormi domande esistenziali, vero? Una nuova entusiasmante giornata mi attende, questo non è mica un film..!
 
DA TENERE: Finalmente Albanese che recita diretto da qualcuno che ha saputo tenerlo a freno: l'altro giorno mi sono visto "Il nostro matrimonio è in crisi" da lui diretto ed interpretato. Inguardabile. Ok, Manfredonia -il regista- non è Mazzacurati (che lo diresse in "Vesna va veloce"), però ha saputo dirigere bene non solo il protagonista, ma tutto il cast. Ottimo Fabio De Luigi.
DA BUTTARE: Oddio, qualche calo qua e là c'è, ma se proprio vogliamo trovare il classico pelo nell'uovo direi gli "effetti speciali". Ci sono, pochissimi ed "invisibili", ma ci sono. E fatti piuttosto male.
NOTA DI MERITO: La coraggiosa idea di fare un remake italiano di un film americano. Certo, "E' già ieri" non è "Ricomincio da capo" e Antonio Albanese non è Bill Murray, però...
NOTA DI DEMERITO: Al sottoscritto. Al sottoscritto perché, per rendere l'idea delle giornate tutte uguali nel delirio qui sopra, ha volutamente omesso la presenza della fidanzata nella propria vita. Solo per un motivo: con la sua vitalità ha il potere di rendere diverse e straordinarie tutte le mie giornate. Amen.
Ben, aspirante Supergiovane

Curioso trovare un remake italiano di un film americano, ma tant'e', non si ratta di scopiazzatura, ma proprio di un remake, in quanto la sceneggiatura originale di Harold Ramis e' stata comprata e citata nei titoli di coda! Quindi, la storia e' piu' meno la stessa, le uniche varianti sono che il nostro "eroe" non e' l'omino delle previsioni, ma una specie di Piero Angela bieco e borioso, e non si tratta di scovare una marmotta che esce dal letargo, ma una serie di cicogne che hanno deciso di svernare su un'isola sperduta invece che migrare. Il plot e' esattamente lo stesso: per qualche strano motivo, il protagonista si ritrova a rivivere apparentemente all'infinito, sempre la stessa giornata. Visto il personaggio, ovviamente scettico e confuso all'inizio, si ritrovera' a piombare alla disperazione fino ad una specie di "ammansimento", dove all'inizio trovava molto egoisticamente e superficialmente la maniera per il proprio tornaconto, ma poi il ripetersi degli eventi comincia a far sbocciare in lui quell'umanita' nascosta in fondo al proprio ego che gli servira' per capire piu' a fondo (e piu' umanamente) se stesso in primis e tutti coloro che ha vicino. Una sorta di redenzione "forzata", insomma. Dal punto di vista tecnico, ci sarebbe qualche appunto da fare su degli effetti speciali non troppo speciali, ma vista la tipologia di film, si puo' anche soprassedere, il regista non usa vezzi di nessun tipo e dirige Albanese con mano sicura senza troppa voglia di concedersi qualche cosa di diverso. Albanese dal canto suo e' molto bravo, anche nell'evolversi del personaggio, sempre misurato anche quando sembra lasciarsi andare a pazzie tipiche di alcuni suoi personaggi. Un po' sottotono De Luigi, bravino, ma la sua parte e' giusto un ritaglio per coprire qualche buco, niente di piu'. Nel complesso non e' un film brutto, e si segue abbastanza volentieri, purtroppo non ha la grinta e l'inventiva dell'originale e la storia, benche' sia identica, stavolta sembra un po' troppo fine a se stessa. Voglio dire che non ci si stupisce di vedere questo personaggio cinico e bastardo diventare mansueto, nemmeno se non si e' mai visto l'originale! E poi mancherebbe un epilogo, il finale va bene, pero' sarebbe stato bello vederlo nella vita di tutti i giorni dopo il "cambiamento"... Vabbe', e' andata cosi'...
Voto: 6
The Wolf