|
Il film,
tratto dalla novella omonima di Pirandello, narra del
conflitto che nasce,
in casa del professor Mori, tra la moglie di quest'ultimo e
la ragazza
venuta ad allattare il figlio. La vitalità e la
disponibilità materna della
balia si oppongono alla figura profondamente nevrotica della
moglie, che
arriva alle soglie della follia. Lo stesso professore, uno
psichiatra, è
combattuto tra l'amore per la moglie e l'attrazione per la
figura così
vitale della ragazza..
In un certo senso assistiamo ad uno sdoppiamento della
figura femminile;
abbiamo un volto positivo e un altro in qualche modo
negativo della figura
della donna. L'uomo in questo caso vive indeciso tra i due
poli, incapace di
scegliere. I due aspetti ritornano anche specularmene in
altri personaggi
femminili della vicenda. Per esempio potremmo ritrovare una
figura speculare
della balia nella ragazza che fugge con il giovane collega
di Mori. O nel
caso della moglie, mi sembra interessante collegarla con la
madre del
paziente che Mori va a visitare in casa, personaggio con
molta probabilità
vittima di un'educazione repressiva. La prima sequenza a
questo proposito è
emblematica. Conviene soffermarsi brevemente.
La prima inquadratura ci mostra un paesaggio montano dove
stanno
passeggiando alcune donne tra cui la balia stessa, ancora
con il bambino nel
grembo. Abbiamo una dissolvenza in nero e udiamo la voce del
dottore che
parla con il suo paziente. In seguito vediamo Mori e il
paziente che stanno
colloquiando. Il medico spinge il paziente ad uscire di
casa.Troviamo
contrapposti dunque fin da subito la speranza rappresentata
dalla maternità
e la malattia psichica, dunque l'elemento negativo.
Gli
uomini in questo
film non possono vivere se non nell'indecisione, nel cupo
pessimismo.
Assistiamo dunque ad una diversa collocazione delle forze in
campo rispetto
al film precedente. La donna rappresenta anche in questo
caso l'elemento
vitale, ma sono presenti anche figure femminili castranti
come nel caso
della madre del paziente, o sprofondanti nella follia.
Dunque la figura della donna non riveste più come nel caso
dei film
precedente un ruolo solo positivo, ma incomincia anche a
sostituirsi alla
figura maschile come elemento antagonista.
Mauro Madini
(Dis)alma
mater: una riflessione sul cinema di Bellocchio |