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legal-thriller e' un genere molto amato dal pubblico,
soprattutto quando e' l'uomo comune a scontrarsi con il
potere, all'apparenza inattaccabile, dei colossi
dell'economia. Nell'omonimo romanzo di John Grisham, da cui
il film trae origine, ad essere sotto giudizio era una
multinazionale del tabacco, ma la fantasia ha ormai superato
la realta', con rimborsi miliardari da parte dei giganti del
fumo. Nel film di Gary Fleder si aggiorna quindi lo scontro
alla lobby delle armi da fuoco, sempre al centro del mirino
dell'opinione pubblica e piu' che mai sotto l'occhio
indiscreto della macchina da presa; basta pensare al
successo planetario del documentario di Michael Moore "Bowling a Columbine", fresco di Oscar. Ma, si sa,
per trovare spazio nelle sale cinematografiche americane e'
necessario che la denuncia sociale abbia la forma
dell'intrattenimento. E cosi', al romanzo prestigioso e'
necessario affiancare il traino di un cast "all stars".
Gary Fleder e' riuscito nella non facile impresa di riunire
due miti del cinema come Dustin Hoffman e Gene Hackman,
amici di vecchia data ma mai insieme in uno stesso film. Il
primo e' un avvocato vecchio stile, di quelli fiduciosi
nell'equita' del sistema giudiziario. Il secondo e' invece
un machiavellico consulente legale, che fa della corruzione
la sua arma piu' affilata. Completano il cast la coppia John
Cusack, perfetto uomo comune, e Rachel Weisz, brava e in
parte, capaci di ordire un complotto (improbabile ma
efficace) basato sulla manipolazione e l'inganno. Bella
l'idea di una giuria ignara di essere in vendita al migliore
offerente. La sceneggiatura e' molto abile nel calibrare i
colpi di scena, sviscera nei tempi giusti gli interrogativi
stimolati dalla narrazione e mantiene vivo l'interesse fino
alla fine; la regia rende molto dinamico l'aspetto visivo,
anche a causa di un montaggio frenetico, e mitiga la
frammentazione delle immagini con la linearita' dei
dialoghi.
Il
risultato e' un film convezionale ma solido e appassionante,
che delude le aspettative solo nell'atteso faccia a faccia
dei due divi, il cui innegabile talento e' fin troppo
spremuto in un dialogo ad effetto ma schematico nella ovvia
contrapposizione tra bene e male, e nel finale, un po'
troppo blando, anche per il cinismo laccato della
confezione. Nonostante si possa considerare un esempio
riuscito di cinema commerciale, probabilmente il film
fatichera' a trovare un suo pubblico: troppo Mtv per
conquistare i "matusa", troppo parlato per
incollare i teen-ager (opresunti tali), da tempo ormai
decretati come l'ago della bilancia delbox-office.
Luca Baroncini (da
www.spietati.it)
***1/2
spoiler alert: level 1
Giuro di dire la verità, soltanto la
verità e nient'altro che la verità: il film
è molto più che passabile. Dal momento che
non sono un grandissimo appassionato di film
processuali, sono stato ben felice di
constatare che il regista (con l'autore
del romanzo originale John Grisham e lo
sceneggiatore) abbia deciso di
movimentare la solita zuppa con complotti e
location al di fuori dell'aula di giustizia.
Lo ammetto: Perry Mason mi ha sempre annoiato.
Colpa mia? Come come?? Dite di sì??? E
che cosa mi vorreste fare: mettermi sotto
processo? Ma braaavi, braaavi... e credete che
il sottoscritto se ne starebbe fermo lì con
le mani in mano??? Ma... ma per chi mi avete
preso??? Guardate che con pochi milioni di
dollari io mi compro tutta la giuria in men
che non si dica!!! Bastardi che non siete
altro, ve la farò vedere io, eccome se ve la
farò vedere io... Non è ancora nato quello
che mi farà fesso, tzè! E se proprio questo
non dovesse bastare vorrà dire... vorrà
dire... ma sì, che idea geniale: vorrà dire
che scenderò in camp... Ehm, no, forse questo
è meglio di no... Scusate, scusate, come non
detto. Amici come prima?
DA TENERE: Con un
cast così c'è anche da chiederlo?
DA BUTTARE: Direi
nulla. Non è certo il film memorabile che passerà alla
storia, anche perché questo genere è difficile
da reinventare, ma mantiene ciò che promette: una paio
d'ore di svago senza farci sentire troppo in colpa per non
aver scelto "quel film d'autore che piace tanto alla
mia ragazza, ma che -accidentina- questa sera non danno
proprio in nessun cinema".
NOTA DI MERITO: Un
gran ritmo, le facce giuste al posto giusto (farete a gara nel
dire "ma guarda quello chi è!" vedendo i
comprimari già nei primi minuti della pellicola).
NOTA DI DEMERITO:
"What a feeling..!" Ma dai, ma che ci fa
Jennifer Beals in 'sto film??? Sembra quasi il fantasma si
sè stessa. Ed infatti manco se vede...
Ben, aspirante giurato Supergiovane
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