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Gli zoccoli d'oro
(Les
sabots en or, 1989, in coproduzione con la Francia) di Nouri Bouzid,
interpretato da Hichem Rostom, Hamadi Zarrouk e Mechket Krifa.
Il
film racconta di Yussef, un intellettuale di sinistra, uscito dal carcere
dov’era stato rinchiuso e torturato per motivi politici. Di nuovo libero cerca
di ricostruirsi la propria vita, ma sfortunatamente incontra solo porte chiuse.
Tutti lo respingono, persino i figli e gli amici e così una nuova disperazione
lo porta al suicidio.
Come per il libanese Ziad Doueiri, anche Nouri Bouzid attinge
in parte all’autobiografismo. Anch’egli infatti ha subito la terribile
esperienza del carcere a causa della sua azione rivoluzionaria contro il regime
di Habib Ibn Alì Burghiba. Il film comunque si limita ad un parziale
riferimento ad esperienze personali e la storia vive di una propria
indipendenza, soprattutto in termini di scelte narrative, poiché il
tradizionale racconto lineare che ci si aspetterebbe in un racconto anche solo
parzialmente di carattere biografico, è felicemente sostituito da una struttura
in cui diversi brani narrativi s’incastrano tra loro, sottolineando così
l’impossibilità per il protagonista di riavere una vita tranquilla.
Sergio Gatti
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