THE
WOODSMAN
Regia: Nicole Kassel
Cast: Kevin Bacon, Kyra Sedgwick, Mos Def, David Alan Grier, Benjamin Brett,
Kevin Rice
Sceneggiatura: Steven Fechter, Nicole Kassel
Fotografia: Xavier Perez Grobet
Musiche: Nathan Larson
Montaggio: Lisa Fruchtmanbrian, Brian A.Kates
Scenografia: Stephen Beatrice
Costumi: Frank L. Fleming
Origine: Usa, 2004
Durata: 87'
Sito: www.thewoodsmanfilm.com
Genere: Drammatico
Walter esce di
prigione dopo 12 anni. Il crimine che ha commesso è forse il più deplorevole:
ha molestato due minorenni. Ma anche un pedofilo ha diritto a rifarsi una vita.
E forse più di altri non riesce a trovare un posto nella società. Ha un
lavoro, una casa e pure una donna ma qualcosa non va. La vista del suo
appartamento dà su una scuola elementare. Ogni giorno passano sotto i suoi
occhi mandrie di ragazzini e le tentazioni incombono. Non è facile reinserirsi
anche se nessuno sa che cosa hai fatto. Figuriamoci se la segretaria del posto
in cui lavori distribuisce a tutti la tua scheda personale. L'intolleranza
comincia a farsi minacciosa e le occhiatacce, le insinuazioni, le aggressioni
non ti lasciano respirare. La privacy è stata violata ma chi se ne frega tanto
è un pedofilo e la società deve sapere che faccia ha, dove vive e che fa. La
pedofilia è senza dubbio una delle tematiche, insieme all'Aids, più spinose da
portare sul grande schermo e solitamente al cinema non riesce quasi mai a
funzionare. Qui si tratta di recupero. Recupero della vita ma anche della
coscienza. I sensi di colpa, i ricordi, le ossessioni. La psicanalisi cerca di
trovare una via di scampo alla "malattia" ma le terapie si rivelano
solo dei placebo. L'individuo si ritrova solo di fronte al suo male. E non può
farci nulla se non lottare strenuamente per superare quell'attimo. Quell'attimo
in cui l'impulso che ti spinge al male potrebbe prendere il sopravvento. Si
tratta di un attimo dopodiché tutto degenera. Cosa spinge un uomo non tanto a
fare del male ma a non farlo? L'esperienza? La pena? La morale? Cosa ti permette
di discernere il bene dal male? L'educazione? La legge? L'etica? La famiglia?
Forse la condivisione, la comprensione, l'accettazione. Magari tra reietti, tra
nerds, tra "colpevoli". La comunanza delle ferite, siano esse del
cuore o dello spirito o del corpo, serve a prendere coscienza di sé, dei propri
limiti, della propria identità. E forse da carnefici si può diventare non
vittime ma esseri umani. Essere umani come gli altri. E' il controllo
dell'istinto che ti permette di salvare la tua anima. E forse il recupero è
possibile. Basta incanalare la violenza repressa nella giusta direzione e
cercare l'affetto mancante nel giusto bacino di diffusione. La prova del nove è
porsi (volutamente?) di fronte alla tentazione per dimostrare a se stessi prima
di tutto ma poi anche al resto del mondo di essere in grado di superarla. Ma non
è facile, richiede tempo, implica rischi e fa soffrire.
The woodsman
significa taglialegna e fa riferimento sia al lavoro di Walter (operaio in una
segheria) sia al personaggio della favola di Cappuccetto Rosso che aprendo con
l'accetta il ventre del lupo salva la piccola protagonista dalla morte sicura
(un po' quello che ogni pedofilo, e Walter per primo, potrebbe diventare).
Marco Catola
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