Tutto o niente
di Mike Leigh

Dopo la seconda guerra mondiale, nei quartieri sud orientali dell’area metropolitana di Londra, è stato realizzato un numero imponente di alloggi pubblici. L’iniziale tendenza a costruire tradizionali case basse fu presto abbandonata in favore di insediamenti di torri e stecche di grandi dimensioni, che divennero tristemente famosi per il dilagare del vandalismo e del degrado. 

Per porre rimedio alla situazione, nel 1964 prese avvio la costruzione dei cosiddetti isolati integrati, edifici di altezza variabile disposti sul terreno in modo da formare una griglia rettangolare, con  appartamenti sui lati lunghi e servizi sugli altri,  al cui interno dovevano essere  ricavate corti aperte destinate a parcheggi, verde, e giochi. In uno di questi, New Haddo nel borough di Greenwich, abitano le tre famiglie le cui vicende costituiscono la fragile intelaiatura del film.

In contrasto con lo stereotipo che abbina sovraffollamento e degrado all’immagine della casa popolare, sembrano non esserci molti altri  abitanti. Gli alloggi, ai quali si accede da corridoi esterni, sono duplex sufficientemente ampi - ogni personaggio ha una camera per sé - e non particolarmente deteriorati.

L’apparente contraddizione si spiega con il fatto che quando il film è stato girato, New Haddo, composto da un misto di edifici di  due, quattro, otto e dieci piani, era vuoto ed in attesa di essere abbattuto.

Localizzato in un lotto a nord di Greenwich High Road adiacente alla stazione, il complesso si trova  in una posizione che è diventata pregiata. Per questo la municipalità, che ha intrapreso una energica politica di privatizzazioni e di iniziative di valorizzazione immobiliare affidate a società finanziarie private, tra le quali la costruzione del Millennium Dome e la trasformazione della penisola di  Greenwich in area destinata ad attività commerciali e residenze di lusso, nel 2000 ne ha deciso la demolizione e la costruzione al suo posto di 296  nuovi alloggi.

172 appartamenti saranno messi in vendita, mentre solo 124 rimarranno destinati ad edilizia sociale. Malgrado il parere negativo del sindaco di Londra, che ha espresso preoccupazioni  per la perdita di case popolari e perplessità  per la scarsa qualità architettonica, il progetto è stato approvato ed ha anche ricevuto fondi dal governo che finanzia operazioni di rigenerazione urbana area based, finalizzate cioè alla valorizzazione di aree e manufatti e che  ignorano la sorte degli abitanti esistenti.

Questi ultimi non hanno altra scelta se non andarsene e solo in parte vengono aiutati a trovare una nuova sistemazione. I documenti ufficiali spiegano che essi vengono decanted, un termine che tradotto letteralmente significa travasati e che molto efficacemente rende l’idea di quello che succede loro. Come qualsiasi travaso lascia depositare dei residui inutilizzabili, così dalla demolizione  e successiva ricostruzione rimangono degli scarti destinati a disperdersi, e poco importa che si tratti di esseri umani.

“Mi sento tagliata fuori” dice Penny, nella cui famiglia lavorano in tre ma fanno fatica ad arrivare alla fine della settimana, esprimendo il senso di frustrazione e insicurezza di chi, a differenza dei clienti del taxi di suo marito, non può scegliere. Chissà dove si trova ora, dopo essere stata “decantata”.