Un ciclone in casa

Steve Martin e' un grande comico. Ha fatto
uno stuolo di commedie per cui si
potrebbe scrivere un saggio su quel suo particolarissimo
modo di essere
pungente e satirico con misurata intelligenza e con quel suo
savoir-faire da
"lord" senza andare troppo sul pesante. Ed e'
quasi sempre andato a segno.
Dopo un sacco di tempo torna sulla scena, memore della sua
presenza come
"anchor-man" alla recente nottata degli Oscar, gli
americani sono corsi in
massa a vedere questa sua ultima fatica, e chissa' se le
loro speranze sono
rimaste deluse o meno.
Per quello che mi riguarda, posso dire che il film in
questione e' la
solita, banale commediola, con *qualche* trovatina comica e
niente piu'. Ed
e' triste perche' Steve Martin, anche se invecchiato,
fisicamente tiene bene
gli anni, e sullo schermo si muove come sempre molto a suo
agio.
Peccato che la sceneggiatura faccia di tutto per
ridicolizzarlo in una parte
dove scimmiotta se' stesso. Il meglio e' "quasi"
tutto nei provini, il resto
e' talmente blando che deprime. A dire il vero il film
sembra quasi stato
scritto maggiormente per Queen Latifah (si scrive cosi'?),
la cui
ingombrante presenza fisica e' decisamente ben messa in
risalto
utilizzandola per creare quasi tutte le situazioni comiche.
Che dire? Se in sala c'e' gente, magari vi ritroverete a
ridere con loro, se
siete da soli, forse vi annoierete. Badate, c'e' di ben
peggio in giro, ma
il fatto di trovarsi di fronte all'ennesima commediola
americana, con le
solite implicazioni sentimentali sul finale, perdipiu' con
un protagonista
come Steve Martin, che fa il pagliaccio, sinceramente mi ha
un po' deluso...
Voto: 6 (politico) ... e poi perche' non ho voglia di essere
cattivo...
Wolf
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