DIABOLIK
IT-FR 1968 di Mario Bava con John Phillip Law, Michel Piccoli, Marisa Mell, Adolfo Celi, Claudio Gora, Therry-Thomas (Thomas Terry Hoar-Stevens), Caterina Boratto, Carlo Croccolo, Francesco Mulè, Tiberio Mitri.

° L’ispettore Ginko vuole a tutti i costi agganciare le manette ai polsi di Diabolik, astuto ladro mascherato che invece, grazie al provvidenziale aiuto dell’adorata e fedelissima moglie Eva Kant, ogni volta gli scappa. Attesa trasposizione cinematografica del fumetto, popolare ma corrivo, creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani (miscuglio di atmosfere e personaggi di tante saghe-feuilleton create a cavallo dei due secoli: da Fantomas all’Arsenio Lupin di Maurice LeBlanc ispiratore anche di un celebre cartone animato giapponese), considerata “uno dei più stupidi film degli anni Sessanta” dal sempre troppo impulsivo e intellettualoide Tullio Kezich e invece apprezzata dai Cahiers du Cinéma: Bava, resosi conto della puerilità dell’intreccio e dei personaggi, sembra abbandonare il noir da fotoromanzo delle tavole disegnate (che, inevitabilmente, rendono il tutto ripetitivo e pedante) e, instancabile innovatore di forme e stili, si dedica febbrilmente alla sperimentazione sulla fotografia e il colore (proprio mentre le Giussani avevano insistito sul contrasto manicheo fra i bianchi e i neri), tanto quanto Ennio Morricone azzarda nuovi linguaggi pop nella notevole colonna sonora. Al solito, non c’è mai presunzione né seriosità nell’approccio di Bava, ma una sorta di calcolata improvvisazione e di (auto)parodia che finisce per divertire un mondo: si veda la scena in cui Diabolik ed Eva fanno l’amore in mezzo alle banconote rubate in un letto circolare girevole. Così come il grandioso cast (Law unico escluso, purtroppo) ha proprio l’aria di sbizzarrirsi a suo piacimento.      POL         105’         * *
Roberto Donati

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