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LISA
E IL DIAVOLO
IT-SP-GERM 1971 di Mario Bava con Elke
Sommer, Telly Savalas, Alessio Orano, Sylva Koscina, Alida Valli, Gabriele
Tinti, Espartaco Santoni.
°
A Toledo una turista americana capita in una villa dove un maggiordomo-diavolo
(un delizioso Savalas, gigione col lecca lecca in bocca come quando interpretava
il tenente Kojak) fa
rivivere ad alcuni nobili viziosi le cause della loro morte. Versione originale
(distribuita in edizione italiana doppiata per la prima volta nel 2004 da Sky,
altrimenti reperibile soltanto in inglese col titolo Lisa
and the devil) del film a cui il regista teneva di più, poiché l’unico
per il quale dispose di carta bianca: presentato a Cannes nel 1972, non ne fu
capita la raffinatezza e “il tono surreale e quasi klossowskiano” e fu
congelato per tre anni; poi il produttore Alfred Leone lo rieditò nel 1975 come
La casa dell’esorcismo,
aggiungendovi il personaggio del prete interpretato da Robert Alda in ridicole
scene di basso esorcismo (slegate dal contesto e, infatti, qui inesistenti e
solo in parte girate da Bava) e un montaggio differente per
seguire la moda lanciata dal film di Friedkin. Povero Bava (la cui grandezza non
fu mai considerata o capita, ma basta vedere il finale di questo film, dove un
Savalas-Caronte traghetta le sue anime verso l’Inferno, per rendersene conto),
il Sergio Leone dell’horror italiano: sarebbe stato il suo capolavoro. Poetico
e morboso come pochi altri film del genere: indimenticabile il tentativo
‘necrofilo’ di Massimiliano di amare Lisa svenuta al ritmo dell’Aranjuez
di Rodrigo. È il suo film con il maggior numero di zoom, certo non tutti
necessari ma sicuramente affascinanti: se ne contano più di cento. Il titolo di
lavorazione era Il diavolo e i morti.
Altro titolo inglese: The devil in the
house of exorcism. HORR
92’
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Roberto Donati
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