Regia
di Hideo Nakata
con
Naomi Watts, David Dorfman, Daveigh Chase, Sissy Spacek. Voto da 1 a 5:***
La
new wave horror giapponese e i suoi effetti sul cinema contemporaneo
Riprende
la storia da dove era rimasta alla fine del primo episodio, ma stavolta
vengono presi gli aspetti piu' fantastici della vicenda, piuttosto che i
risvolti horror e qui ci troviamo di fronte ad una destrutturazione del
racconto, dove vengono analizzati quasi metodicamente gli aspetti piu'
primordiali, e ci viene restituito un quadro piu' approfondito di cio' che
magari non si capiva (o era sfuggito) durante la visione del primo film. C'e'
da dire che la regia e' molto buona (e' l'autore dell'originale "Ringu"
giapponese), alcune trovate visive sono decisamente molto efficaci e il
ragazzino (che questa volta non e' piu' una semplice comparsa ma diventa
co-protagonista) e' straordinario e inquietante allo stesso tempo
(straordinariamente inquietante?). Purtroppo la storia, sebbene tutto
sommato sia abbastanza credibile a fronte degli avvenimenti accaduti, manca di
mordente, i personaggi di contorno sono decisamente superflui, e il tutto da'
un po' troppo l'impressione del forzato, come se girarne un sequel fosse stato
un obbligo. In effetti si avverte decisamente un repentino cambio di stile,
soprattutto nel come vengono raccontate le cose: se nel primo vi era una
storia intrigante che rendeva maggiormente partecipi, condita dal mistero che
si risolveva un pezzo alla volta, in questo secondo episodio il deus ex
machina poteva benissimo risolversi nei primi minuti di film, il risultato
sarebbe stato lo stesso. Un sequel non brutto, ma sotto la classe, rimane un
po' poco. Voto: 6
Wolf
Samara è tornata, e stavolta fa più paura.
Nonostante questa possa sembrare la frase che introduttiva alla descrizione di
un film trash e completamente privo di senso, in realtà apre le porte verso
la dimensione del film horror d’autore.
The Ring Two fa davvero paura ed è assolutamente superbo
nell’instaurare un rapporto emozionale con lo spettatore, anche col più
restìo.
L’input è simile a quello del film precedente, ma il percorso filmico se ne
distacca subito, evidenziando il rapporto viscerale madre-figlio, un rapporto
mancante in Samara e fattore scatenante della sua ira.
Ma al
di là del contenuto e delle tematiche affrontate, ciò che rende il film
superbo è l’architettura filmica. L’immagine spesso si eleva a vera
pittura, parla, comunica, esprime emozioni. Ogni fotogramma è curato nei
minimi particolari, particolare attenzione al colore, sempre relazionato al
contenuto, e all’effetto disturbo, proprio come l’immagine video, e il
video è in realtà l’elemento fondante della narrazione. Il montaggio è
altrettanto perfetto, e superlativo nei momenti di raccordo fra inquadrature,
spesso generati dalla presenza di un oggetto, di un dettaglio, che chiude
un’inquadratura e conduce con eleganza verso l’immagine successiva.
The Ring Two è l’apoteosi del digitale, ma di un digitale che si
appropria dell’immagine per renderla straordinariamente efficace ed
esteticamente bella. E’ l’effetto che dà origine al vero scopo del cinema
horror: stabilire un forte rapporto emozionale con lo spettatore, giocando
sulla suspance e sulla sottile linea del terrore.
Hideo Nakata ci riesce perfettamente, e dà origine ad uno dei più bei film
horror degli ultimi tempi, nonché uno dei primi sequel che non deludono
l’accanito spettatore.
Signore e signori sedetevi in poltrona e godetevi lo spettacolo.
Endrio Martufi
All’implovviso
mi sono fatto plendele anch’io da questa melavigliosa moda di sfluttale i
talenti e le collenti filmiche olientali ed ho pensato di cominciale a
sclivele la lecensione in questo modo; poi, lileggendola, mi sono detto “eh
no, che malloni!”... pelciò...
...perciò rieccomi rientrare nei soliti
ranghi dell’abituale beota pseudorecensore logorroico.
Lo
dico subito così mi tolgo il pensiero: “The Ring 2” non è all’altezza
del primo remake, ma non è assolutamente disprezzabile; un paio di scene,
infatti, sono veramente d’effetto (Bambi non è più quello di un tempo...)
e la storia, per quanto l’originalità se ne sia andata a farsi benedire con
la fine del precedente episodio, alla fin fine regge. A scanso di equivoci è
bene specificare che questo non è il remake dell’originale giapponese del
1999 (realizzato, tra l’altro, dallo stesso Nakata, colui che diede il via
alla “saga” della vhs che scotta, neanche fosse un pornazzo senza bollino
Siae) col quale condivide poco più che il titolo; la storia è differente e
si riallaccia proprio alla pellicola con protagonista la bella e brava Naomi
Watts (notare che se non fossi così stanco avrei già utilizzato termini come
“elettrizzante Naomi Watts” o “Naomi Watts, un vero colpo di fulmine”)
ed il suo bimbo con le occhiaie prese in prestito a Benicio Del Toro.
Cosa
funziona:
seppur
spremutino il soggetto funziona ancora, ma da qui a pensare che ci potranno
essere ulteriori episodi senza cadere nella banalità del sequel finalizzato
solo a raschiare altri soldi dal fondo del barile... beh, ce ne passa. La
storia di “The Ring 2” ha meno respiro del precedente remake di Gore
Verbinski, è più volutamente concentrato sui due personaggi principali e
mette da parte la leggenda del video maledetto, il che non è necessariamente
un male. A proposito: ma è vero che faranno un altro remake attualizzando il
soggetto, cioè utilizzando al posto di una videocassetta un dvd? ;o)
Cosa
non funziona (a parte la mia rece):
1)
i personaggi di contorno diventano un vero e proprio contorno per saziare la
fame del solito babau e basta. Certo, cercare spessore in una pellicola horror
è, devo ammetterlo, da dementi, però...
2)
Va bene che gli orientali sono diventati molto “cool”, tuttavia occhio a
non perdere d’occhio il ritmo: personalmente trovo Takashi Shimizu (quello
di “The Grudge” e del suo remake americano) molto più occidentale nel
dare una certa cadenza al racconto. E qui giù ingiurie a non finire a
discapito del sottoscritto “che non capisce un accidente di film orientali
non essendo in grado di distinguere un film coreano da uno giapponese ecc.
ecc.”, lo so, lo so...
3)
Samara... tajate i cavei e va’ a laurà! Oppure, se non altro, cerca di
farti vedere un po’ di più nel film, se non ti è di troppo disturbo... (in
realtà la produzione ha utilizzato due attrici per la stessa parte e, per non
rischiare di far notare le differenze, ha usato extension a go-go...).
Sito
del film: www.ring2-themovie.com
BenSG,
un cervo a primavera.
La
new wave horror giapponese e i suoi effetti sul cinema contemporaneo