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DAYS AND NIGHTS IN THE
FOREST
(Aranyer din ratri) IND
1970 di Satyajit Ray con Soumitra Chatterjee, Subhendu
Chatterjee, Samit Bhanja, Robi Ghosh, Sharmila Tagore.
° Conosciuto anche col titolo originale:
la vacanza di quattro amici benestanti di Calcutta in un
appartamentino vicino alla foresta bengalese si trasforma,
dopo l’incontro con alcune donne, in qualcosa di diverso e
forse di formativo. Ray abbandona la povertà delle classi
sociali a cui ha dedicato i lavori più conosciuti a livello
internazionale e descrive, con la solita acutezza che qui
diventa anche sardonico e divertito umorismo (e che stavolta
prevede anche la tematica tabù del sesso), un’India
contraddittoria in cui i ricchi non fanno altro che
sperperare mentre i poveri non fanno altro che morire di
fame. Ma gli intenti della sceneggiatura (di Ray – come la
musica – basata sul romanzo di Sunil Ganguli) non sono
tanto di denuncia ma più che altro di descrizione
partecipe, nonostante tutta l’amoralità dei protagonisti
(che parlano un indiano inglesizzato dal periodo coloniale,
altro elemento contraddittorio), della nascita di possibili
amori e di un cambiamento forse impercettibile ma comunque
reale (il film narra, in pratica, un rito di passaggio con
finale vago e aperto). Certo, il cinema suggestivo di Ray
(nel quale la figura forte è quasi sempre femminile)
necessita dei suoi ritmi e dei suoi indugi temporali, ma è
lo spettatore a doversi saper adeguare, e comunque soltanto
la scena del gioco durante il picnic ripaga già lo sforzo.
In Italia – causa minoranza etnica (in Inghilterra, per
esempio, avviene tutto il contrario) – il film è
purtroppo inedito, come praticamente tutto l’interessante
cinema indiano (Bollywood compresa). Brutti e illeggibili
sottotitoli inglesi, bianchi spesso su sfondo bianco e
luminoso. BN COMM-SENT 115’ * * * *
Roberto Donati
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