Lontano dal Paradiso
di Todd Haynes
Lontano dal Paradiso è
una perfetta messa in scena di Megalopoli, il
classico testo nel quale Jean Gottmann ha descritto e
spiegato le condizioni di vita della regione rivierasca
atlantica nordamericana. A causa della sua concentrazione di
popolazione, ricchezza e attività, "Megalopoli spicca
sulla carta del mondo attuale come una costruzione stupenda,
dove vive il più ricco, il meglio educato, il meglio
alloggiato ed il meglio servito gruppo di popolazione di
pari entità numerica". Questo era il sintetico
giudizio di Gottmann nel 1961, ed è in questo paradiso, e
precisamente ad Hartford la capitale del Connecticut, che é
ambientato il film di Todd Haynes.
Hartford è una città di
media grandezza, circa 150.000 abitanti, in posizione
mediana tra Boston e New York, la cui fortuna si deve al
fatto che all’inizio dell’Ottocento vi si sono insediate
alcune compagnie di assicurazione, poi divenute tra le più
grandi del paese. Alla fine degli anni ‘50 l’attività
economica più importante era "il mercato del
denaro" e gli white collars, come Frank, il
protagonista maschile del film, che lavora in una ditta che
vende televisioni ma si occupa sempre di portfolio,
"costituivano il 50% della forza lavoro totale dell’area
metropolitana".
Molti abitanti di
Megalopoli "hanno posto le loro case in ordine
semisparso in mezzo ai boschi e ai campi e lungo le strade
di campagna in modo tale che non possono essere viste da un
viaggiatore che percorra la zona lungo le arterie principali
di traffico" ed ogni città di questa regione "si
stende in lungo e in largo attorno al suo nucleo originario
ed è comune avere la principale fonte di reddito in un’occupazione
urbana e la residenza fuori città, ma abbastanza vicino per
potervi andare e tornare nel corso della giornata".
Questo modello insediativo è il vero e proprio elemento
scatenante dell’intera vicenda. Anche la famiglia Whitaker,
infatti, abita in un suburb così vicino al centro che Cathy
può decidere di alzarsi da tavola per portare la cena al
marito che si è trattenuto in ufficio. Se fosse stato meno
agevole andare in città, nulla sarebbe venuto a turbare l’autunno
del New England, con i suoi colori perfettamente intonati
agli abiti della protagonista.
Nel capitolo
"concittadini a Megalopoli", Gottmann non menziona
conflitti violenti ma riconosce che "è evidente una
disparità nella distribuzione spaziale degli abitanti e
delle risorse". Anche ad Hartford, città natale di
Elizabeth Becker Stone, l’autrice di La capanna dello
zio Tom, e dove visse a lungo Mark Twain, "ciascuna
piccola comunità sembra tollerare quelle che le sono vicine
a condizione di essere in grado di tenerle fuori del proprio
recinto". La popolazione "non bianca" non era
particolarmente numerosa, ma la discriminazione era forse
più rigida che nei centri urbani più grandi e la
segregazione una regola e un modello perseguito anche dalla
minoranza di colore. Non a caso, quando abbandona "il
paradiso" per tentare di avere una vita normale, il
giardiniere nero, l’eroe positivo del film, si trasferisce
a Baltimora, dove la percentuale di neri era molto più alta
della media.