IN
MY COUNTRY
Un
Film Di John Boorman
Con
SAMUEL
L. JACKSON
JULIETTE
BINOCHE
BRENDAN
GLEESON
FESTIVAL
DI BERLINO 2004
IN
CONCORSO
Uscita: 7 maggio 2004
CAST
ARTISTICO
Langston
Whitfield
Samuel L.Jackson
Anna
Malan
Juliette Binoche
De
Jager
Brendan Gleeson
Dumi
Mkhalipi
Menzi
« Ngubs » Ngubane
Anderson
Sam Ngakane
Elsa
Aletta Bezuidenhout
Edward
Morgan
Lionel Newton
Boetie
Langley Kirkwood
Revernd
Mzondo
Owen Sejake
CAST
TECNICO
Regia
John
Boorman
Sceneggiatura
Ann Peacock
Tratto
dal libro « County of my Skull » di Antjie Krog
Direttore
della Fotografia
Seamus Deasy
Montatore
Ron
Davis
Scenografia
Emelia Roux-Weavind
Produttori
esecutivi
Chris Auty Neil Peplow Mfundi Vundla
Duncan Reid Sam
Bhembe Jamie Brown
Prodotto
da
Robert Chartoff Mike Medavoy
John
Boorman
Kieran Corrigan Lynn Hendee
Produttore
Sud africano
David Wicht
Una
produzione
The film Consortium Merlin Films in associazione con
UK Film Council in associazione con l’Industrial
Development Corporation of South Africa Limited
Coproduzione
Regno Unito – Irlanda
Durata
104’
Ufficio
Stampa Studio Nobile Scarafoni
SUD AFRICA
Superficie:
1.223.226 Kmq.
Popolazione:
40.580.000 (censimento 1996).
Gruppi
etnici: 35% Zulu,
15% North Sotbo, 14% Xhosa, 10.4% Seshoesboe,
7.5% Tswana, 6.7% Shangaan,
5.5% Swazi, 2.5% South Ndebele, bianchi
13.2%, meticci 8.6%,
asiatici 2.5%.
Comunità
italiana: 53.000
persone.
Capitale:
Pretoria.
Sede
del Parlamento:
Cape Town.
Sede
dell'Alta Corte di Giustizia:
Bloemfontein.
Città
principali:
Johannesburg, Durban, Port Elizabeth, East London.
Lingua:
le lingue "ufficiali " sono undici, l'Inglese, I'Afrikaans
e 9 lingue delle
varie etnie. La lingua più
diffusa è l'inglese.
Religioni
principali: il 78%
professa la religione cristiana, nelle diverse deno-
minazioni Protestanti. I
Cattolici sono più di 2 milioni, gli Ebrei circa 125.000
e gli asiatici sono
Induisti (1,7%) o Musulmani (1,1%).
Ordinamento
dello Stato: il
"Nuovo Sudafrica" è retto dalla Costituzione del
1999 negoziata in modo da
garantire la convivenza multirazziale attraverso la
tutela dei gruppi di.
minoranza. Il Parlamento è composto dall' Assemblea
Nazionale (400 deputati
eletti col sistema proporzionale di cui 50% sul liste na-
zionali e 50% su base
regionale) e dal Senato (90 membri, 10 per ciascuna delle
9 regioni). Il Partito ANC
ha la maggioranza sia alI'Assemblea Nazionale che
al Senato.
Suddivisione
amministrativa: il
Paese è diviso in nove province con ampia
autonomia.
Moneta:
unità monetaria è il rand (100 centesimi). 1 Rand = +/-
0,15 Euro.
CRONOLOGIA
STORICA
Verso il 1000 a.C. primi
insediamenti di pastori khoikhoi (ottentotti) che subentrano
ai cacciatori san (boscimani).
Successivamente, in un periodo imprecisato che si ritiene
di poter collocare intorno
al 300 d.C., altre popolazioni bantu penetrano nell'area
australe da nord e da est.
1487
Bartolomeo Diaz raggiunge l'odierno Capo di Buona
Speranza seguito, dieci anni più tardi, da Vasco de Gama
che costeggia l'Africa orientale sbarcando nella zona da lui
battezzata Natal.
1652
L'olandese Jan van Riebeeck stabilisce al Capo una
stazione di rifornimento per le navi della Compagnia
olandese delle Indie Orientali.
1652-1780
Affluiscono
contadini olandesi calvinisti ("boeri") che in
poco più di un secolo sottomettono i nativi khoikhoi, san e
xhosa.
1795-1806
Intervento
della Gran Bretagna che, dopo alterne vicende, si assicura
il possesso della colonia del Capo strappandola ai boeri.
1816-1828
Nella zona del Natal il re Shaka crea l'impero zulu.
1820
Alcune migliaia di coloni inglesi arrivano in
Sudafrica.
1835-1845
Oltre
cinquemila boeri abbandonano la colonia del Capo spostandosi
ad est e a nord, dove fonderanno le repubbliche del
Transvaal e dell'Orange. È il Grande Trek, evento centrale
nella mitologia afrikaner.
1838
I boeri sconfiggono gli zulu nella battaglia di Blood
River.
1860
Da parte degli inglesi, inizia l'importazione di
lavoratori indiani nelle piantagioni di canna da zucchero
che durerà per circa cinquant'anni.
1879
Conflitto armato fra inglesi e zulu che dopo un
iniziale successo dei nativi si conclude con la loro
disfatta e la fine dell'impero fondato dal re Shaka.
1877-1881
L'annessione
del Transvaal da parte degli inglesi provoca il primo
scontro armato con i boeri, che riescono a prevalere
ripristinando lo status
quo.
1882
Prima azione di protesta dei lavoratori africani con
uno sciopero per ottenere aumenti salariali; viene fondata
la prima organizzazione politica africana, l'lmbumba
Yama Afrika.
1886
La scoperta di giacimenti auriferi nel Witwatersrand
scatena la
febbre
dell'oro che risveglia appetiti britannici con incursioni
armate respinte dai boeri.
1899-1902
Guerra
anglo-boera, durissima nei metodi, che termina con la
vittoria britannica; viene costituita l'Unione Sudafricana
come dominion della Corona comprendente il Transvaal, il
Natal, l'Orange e la Colonia del Capo.
1912
Nasce il South African Native National Congress (SANNC)
che nel 1923 prenderà il nome di African National Congress
(ANC).
1913
Con il Natives Land Act la terra viene espropriata ai
nativi, ai quali rimane soltanto il 7% del territorio
definito come riserva (verrà portato al 13% neI 1936).
1918
Nasce. Nelson Rolihlahla Mandela,
di etnia xhosa. Nello stesso anno i nazionalisti
boeri fondano la società segreta Afrikaner Broederbond.
1922
Fondazione del South African Communist party (SACP).
1924
La contrapposizione tra boeri e inglesi si ricompone
nella coalizione fra National Party e Labour Party che si
affermano nelle elezioni politiche; viene in tal modo
sancito il potere dei bianchi
sulla popolazIone nera.
1943
Fondazione della Youth League dell'ANC guidata da
Nelson Mandela.
1946
Sciopero di centomila minatori africani nel Rand;
intervento della polizia che provoca morti, feriti e
migliaia di arresti; le miniere vengono chiuse.
1948
Vittoria elettorale del National Party; il governo di
D.F. Malan vara il suo programma che definisce la struttura
politica del cosiddetto sviluppo separato, sancendo di fatto
l'apartheid.
1949
La dirigenza dell'ANC adotta il programma della sua
Lega giovanile la cui strategia prevede mobilitazioni di
massa.
1950
Vengono emanate numerose leggi segregazioniste. Il
partito comunista sudafricano è messo fuori legge.
1952
Albert Luthuli, Nobel per la pace nel 1960, diventa
presidente dell'ANC e lo rimarrà fino alla morte (1967).
L’ANC
lancia una campagna di .massa basata sulla disobbedienza
civile e sulla resistenza passiva.
1955
L'ANC adotta la Freedom Charter (Carta della Libertà)
a cui aderiscono il Congresso
Indiano, quello dei coloured
(meticci) e dei democratici. I principi fondanti della Carta
saranno la base della Costituzione del 1996.
1959
Scissione nell'ANC: si stacca l'ala africanista più
radicale che fonda il Panafricanist Congress (PAC).
1960
Massacro di dimostranti pacifici ad opera della
polizia a Sharpeville; indignazione a livello internazionale
e risoluzione di censura dell'ONU
a
carico del governo sudafricano. Pretoria mette fuori legge
tutte le organizzazioni dei neri, incluse ANC e PAC, che
entrano in clandestinità e iniziano la lotta armata.
1961
L'ANC crea una propria organizzazione armata
clandestina, l'MK, diretta da Mandela; l'Unione Sudafricana
esce dal Common-wealth proclamandosi Repubblica
indipendente.
1962
La polizia arresta Mandela.
1964
Processo di Rivonia che vede imputato Mandela e i
principali dirigenti dell'ANC, tutti condannati
all'ergastolo o a lunghissime pene detentive.
1966
L'ONU condanna I'apartheid
come crimine contro l'umanità.
1969
Steve Biko fonda la South African Students
Organization (SASO).
1973
Viene costituito il movimento estremista di destra
AWB, Afrikaner Weerstandbeweging, (Movimento di resistenza
afrikaner) capeggiato da Eugene Terre'Blanche.
1974
Il Sudafrica viene sospeso dall'ONU e da altre
organizzazioni internazionali, ed escluso dalle Olimpiadi.
1975
Il capo zulu Magosuthu Buthelezi rilancia
l'organizzazione Inkatha, fondata nel 1928, che verrà usata
e strumentalizzata da Pretoria contro i movimenti di
liberazione.
1976
La polizia spara contro manifestanti disarmati a
Soweto: sono oltre seicento le vittime degli scontri a
catena innescati nel paese.
1977
Steve Biko viene arrestato ed assassinato in carcere.
1978
Sotto la presidenza di P.W. Botha il governo dà
inizio alla "strategia totale" di repressione nei
confronti dei neri.
1981
Conferenza internazionale dell'ONU sulle sanzioni da
applicare al Sudafrica.
1984
Il Premio Nobel per la pace viene assegnato a Desmond
Tutu, arcivescovo della chiesa anglicana sudafricana.
1985
Fondazione del Congress of South African Trade Union
(COSATU), primo sindacato dei neri.
1989
F.W. de Klerk succede a P.W. Botha alla guida del
National Party.
1990
Viene tolto il bando contro ANC, P AC e SACP; Mandela
viene scarcerato ed ha inizio il rilascio generale dei
prigionieri politici.
1991
Abrogazione progressiva delle leggi dell' apartheid;
inizio delle trattative tra governo e movimenti di
liberazione per un nuovo ordine costituzionale.
1992
Periodo di transizione nel corso di difficilissimi,
negoziati. Il paese è funestato da violenti scontri tra l'ANC
e l'Inkatha che tenta di inserirsi nel dialogo
costituzionale.
1993
Formazione di un governo di unità nazionale e
approvazione di una Costituzione ad interim.
1994
Viene assassinato Chris Hani, uno dei principali
leader dell'ANC e segretario del Partito comunista. Le
elezioni generali sanciscono la vittoria dell'ANC. Nelson
Mandela è eletto presidente con F .W. De Klerk e Thabo
Mbeki vicepresidenti. Il Sudafrica viene riammesso all'ONU e
in altre sedi internazionali.
1996
Viene approvata la Costituzione definitiva. Il
National Party esce dal governo. Iniziano i lavori della
Truth and Reconciliation Commission.
PREAMBOLO
ALLA NUOVA
COSTITUZIONE DEL SUDAFRICA
Noi,
popolo del Sudafrica,
riconosciamo
le ingiustizie del nostro passato,
onoriamo
chi ha sofferto per la giustizia e la libertà
nel
nostro paese,
rispettiamo
chi ha lavorato per la sua costruzione e sviluppo.
Noi,
uniti nella nostra diversità,
crediamo
che il Sudafrica deve appartenere a chi ci vive.
Noi
intendiamo risanare le divisioni del passato .
per
costruire una società fondata
su
valori di democrazia e di giustizia sociale,
e
basata sui fondamentali diritti umani.
Quel
che bisogna sapere del dolore
a cura di Paola Splendore
L'evento più
clamorosamente "simbolico", quello che più di
ogni altro ha segnato un punto di svolta nel nuovo sudafrica,
è stato forse l'istituzione della "Commissione per la
verità e la riconciliazione" {Trc), I'organismo di
mediazione politica che ha operato dal dicembre 1995
all'estate del 1998. Voluta da Nelson Mandela e
dall'arcivescovo Desmond Tutu, la commissione aveva il
compito di accertare e rendere pubbliche le gravi violazioni
dei diritti umani emerse dai racconti delle vittime
dell'apartheid, garantendo l’amnistia a chi avesse reso
piena confessione degli abusi compiuti. AI di là
dell'importanza dell'operato della commissione, si può
affermare che proprio nei suoi obiettivi principali,
-assicurare "un futuro fondato sul riconoscimento dei
diritti umani, della democrazia e della pacifica
coesistenza…per tutti i sudafricani", e far sì che
il risarcimento dovuto fosse in primo luogo 'simbolico', cioè
contemplasse in primo luogo l'ubuntu, il riconoscimento dell'altro e della sua
dignità umana- la Trc ha rappresentato una sorta di
pubblico rito di passaggio da un sistema all'altro,
dall'apartheid alla democrazia. Un grande rito catartico cui
l'intera popolazione si è sottoposta, bianchi neri e
coloured, per la prima volta con pari diritto di parola e
dignità, riconoscendo la necessità di "interrogare il
silenzio", di fare i conti con le zone d'ombra più
nascoste. Su questo evento può leggersi in italiano il
volume curato da Marcello Flores Verità
senza vendetta. L 'esperienza della commissione
sudafricana per la verità e la riconciliazione, pubblicato
dalla Manifestolibri nel 1999.
Fine ultimo della Trc è
stato dissotterrare la verità sul passato e renderla
pubblica per poter curare le ferite di una nazione
traumatizzata, compito che ha svolto con procedimenti
inconsueti e controversi, che hanno suscitato polemiche
dentro e fuori del paese, ma che ha avuto il merito di
portare in primo piano il riconoscimento del dolore
sofferto. Il rilievo dato al racconto delle vittime, come
emerge ad esempio dal volume Country
or My Skull (1998, che ancora attende una traduzione
italiana) della poetessa e
giornalista Antjie Krog
-straordinaria opera di testimonianza in cui l'autrice mette
in gioco tutta se stessa, la propria identità di boera e di
donna -e il coinvolgimento di un'intera nazione all'ascolto,
attraverso i media, hanno trasformato la Trc in teatro di
grandi narrazioni e di grande suggestione metaforica.
Trasmesse alla radio e in televisione, le
"udienze" sono state in un certo senso pubbliche,
e nessuno si è sottratto all'ascolto per quanto doloroso e
insostenibile potesse essere, come se venisse a soddisfare
un bisogno di confessione e di espiazione troppo a lungo
soppresso. L'esposizione delle gravi ferite inferte, i
sacrifici umani sofferti sono stati così parte essenziale
del trauma della nascita del nuovo sudafrica, ed è da
queste ferite, dal bisogno di conoscere e di capire qualcosa
di più del dolore, che nasce il ciclo di poesie di Ingrid
de Kok.
Ingrid de Kok è nata a
Johannesburg nel 1951. Ha studiato in Sud Africa e in
Canada, paese in cui ha a lungo soggiornato. Nel 1984 è
tornata in Sud Africa dove attualmente dirige il programma
di educazione degli adulti all'Università di Cape Town. Ha
pubblicato tre raccolte di poesia: Familiar Ground, nel
1988, Transfer nel
1997 e Terrestrial Things nel 2oo2. La poesia qui
tradotta è tratta da Transfer
e da Terrestrial Things.
L'arcivescovo
presiede la prima udienza
Il primo giorno,
dopo poche ore di
testimonianze,
l'arcivescovo ha pianto.
Ha appoggiato il capo
grigio
sul lungo tavolo
di carte e protocolli
e ha pianto.
Cameramen nazionali
e internazionali
hanno ripreso il suo
pianto,
le lenti appannate,
le spalle singhiozzanti,
la richiesta di
aggiornamento.
Non importa quello che
pensavate
-prima o dopo-
dell'arcivescovo,
dell'accordo, della
commissione,
o quello che gli
antropologi accorsi
da crimini e dolori meno
studiati,
hanno detto del suo
discorso,
ne quante tesi di
dottorato,
libri, e istallazioni ne
siano derivate
e neppure se pensate che
questa poesia
semplifichi, celebri
romanticizzi, mistifichi.
C'era il lungo tavolo,
abiti porpora inamidati
e dopo poche ore di
testimonianze
l'arcivescovo, presidente
della commissione,
ha appoggiato il capo sul
tavolo e ha pianto.
È così che è cominciato.
di Ingrid De Kok – Per
gentile concessione della rivista Lo
Straniero.
Verità,
Amore, e Riconciliazione.
Sinossi
Langston
Whitfield (Samuel L. Jackson) è un giornalista del
Washington Post. Il
suo editore lo manda provocatoriamente in Sud Africa a
seguire le udienze della Commissione per la Verità e la
Riconciliazione, durante le quali i perpetratori di omicidi
e torture di entrambe le parti durante il periodo
dell’Apartheid sono invitati a farsi avanti e a
confrontarsi con le loro vittime. Raccontando la verità
nuda e cruda e dimostrando un sincero pentimento, potrebbero
assicurarsi l’amnistia.
Le
ferite profonde dell’Apartheid possono guarire per mezzo
della riconciliazione? Langston è profondamente scettico.
Rintraccia Col. De Jager, il più famoso torturatore nella
polizia sud africana e cerca di penetrare la mente di un
mostro, un’esperienza che lo obbliga a confrontarsi con i
suoi stessi demoni.
Anna
Malan (Juliette Binoche), è una poetessa Afrikaans
che segue le udienze per conto di una radio. Essendo una sud
africana bianca è distrutta dai racconti di crudeltà e
depravazione commessi dai suoi compatrioti.
Sia
Anna che Langston devono interrogarsi sul loro senso di
identità. A chi appartengono? Quanto sono responsabili di
ciò che viene fatto in nome dei loro rispettivi paesi?
Le
commoventi testimonianze delle vittime li colpiscono
profondamente. Entrambi, per motivi diversi, non sono più
in buoni rapporti con le loro famiglie, e l’esperienza che
condividono li fa avvicinare sempre di più.
È
una storia sulle profondità impenetrabili della crudeltà
umana ed il potere di redimere del
perdono e dell’amore.
Dichiarazione
del regista
Ho
viaggiato moltissimo in Sud Africa durante il periodo
dell’Apartheid. Ho visitato diverse comunità di neri
incluso Soweto. Sono stato in una fattoria nello Stato
Libero di Orange e ho visitato le università di Durban,
Cape Town e Johannesburg, e sono andato a Port Elizabeth per
incontrare Athol Fugard.
Ero
venuto ad ammirare il coraggio di queste persone, bianche e
nere, che si opponevano al sistema
come Van Zyl Slabbert, un afrikaner
che a quel tempo era a capo del opposizione parlamentare. Ho
visto sputare addosso a sua moglie da un afrikaner che
sentiva che suo marito aveva tradito la loro razza.
Come
tutti quanti mi sono entusiasmato di fronte al trionfo della
vittoria morale e alla generosità di Mandela. Mi ha
profondamente commosso il libro di Antjie Krog ed il suo
modo di riportare le Udienze per la Verità e la
Riconciliazione, l’ho trovato un tentativo coraggioso di
lenire le divisioni e le ferite profonde che hanno fatto
seguito all’Apartheid e ho colto l’opportunità di farne
un film.
In
quanto estraneo, sebbene simpatizzante ed in qualche modo
informato dei fatti, l’idea
di raccontare una storia così importante per i sudafricani
mi metteva in ansia. Ma poi, i miei amici sudafricani mi
convinsero che solo uno straniero oggettivo avrebbe potuto
trovare una strada nei meandri delle complessità del
problema e con l’aiuto di una fantastica troupe
sudafricana ho cercato di renderlo il più autentico
possibile e l’ho girato in maniera semplice
e disadorna.
Avere
a che fare giornalmente con il dolore e l’agonia di tutte
queste storie sul passato dell’Apartheid, è stata
l’esperienza emotiva più travolgente della mia carriera.
Mentre
preparavo il film forse la decisone più importante che ho
dovuto prendere è stata quella del casting di Anna. La metà
delle star di Hollywood e d’Europa volevano interpretare
la parte. Ho scelto Juliette Binoche per la profondità
delle sue emozioni e per la sua onestà intellettuale. Ho
riguardato il film di Kieslowski Tre
colori: film blu e mi ha colpito la sua abilità di
apparire totalmente
vulnerabile nell’espressione del dolore senza alcuna
indulgenza, verso se stessa o autocommiserazione. Lavorare
con lei per me è stata una rivelazione. Come si può essere
così fragili e così forti come lei?
Sam
Jackson d’altro canto è un attore bravo, ironico e
spiritoso che riesce a darti qualunque cosa al primo colpo.
Ognuno di questi attori si aspettava da me uno stimolo
diverso, che gli permettesse di arrivare a fare la scena
insieme. Avevano un profondo rispetto per le tecniche
dell’altro.
Per
armonizzare con Juliette, Sam ha scavato nelle sue emozioni
private, cosa che sospetto, generalmente nasconda alla
telecamera, e Juliette ha risposto alla brillante abilità
di Sam di improvvisare durante la scena. La storia d’amore
tra Anna e Langston, bianco e nero, rispecchia il conflitto
e la riconciliazione tra le comunità sud africane bianche e
nere, e nel loro rapporto
echeggiano le storie raccontate durante le Udienze
della Commissione per la Verità e la Riconciliazione.
Questa
esperienza, mi ha insegnato che esiste la possibilità di
rendere il mondo un poco migliore. È magnifico che il Sud
Africa, che ha sofferto così terribilmente
a causa del razzismo,
sia ora in grado di dare al mondo una lezione di
vita. Il mio desiderio più grande è che il film, che è
dedicato a Nelson Mandela e agli oppressi del Sud Africa,
sia riuscito a catturare in qualche modo questo spirito.
Background
Ogni
tanto, da qualche parte nel mondo, avviene un
miracolo e lo spirito umano trionfa, apparentemente
contro ogni probabilità. “Country of My Skull”, prima e
soprattutto, è la celebrazione di questo miracolo.
Dopo
la caduta del regime di apartheid in Sud Africa, già di per
sé un miracolo, i nuovi leader cercarono di raccontare la
verità sull’entità delle atrocità commesse dal regime
precedente, di porre un termine a quelli che erano stati
secoli di oppressione e
creare un ambiente in cui tutti i sud africani potessero
ricominciare daccapo. Da questo desiderio di riconciliare il
passato nacque l’idea della Commissione per la Verità e
la Riconciliazione (TRC). “Significava dare spazio e fare
un po’ di luce su quanto era accaduto, ” dice il regista
John Boorman.
Ciò
che rese la TRC unica fu il fatto di essere una soluzione
africana ad un problema africano. Invece di introdurre un
tribunale per i crimini di guerra, l’Arcivescovo Desmond
Tutu ed altri si rifecero all’usanza africana dell’UBUNTU
per porre fine alle sofferenze passate. Ubuntu, è una
filosofia di umanitarismo, che enfatizza il legame tra
l’individuo e la collettività, con la premessa che ciò
che ferisce uno, ferisce tutti e che le azioni di una
persona avranno un effetto per tutti. Tenta di unire le
persone attraverso la comprensione di ciò che ci rende
uguali, piuttosto che di ciò che ci rende diversi. Ubuntu
si sforza di creare un’armonia tra tutte le persone
assolvendo le trasgressioni invece di punirle.
“Il
concetto che potesse esserci una via di mezzo, che le
persone potessero raggiungere una sorta di esperienza
catartica attraverso il confronto tra la vittima e il
perpetratore – dove il perpetratore parla onestamente,
alcune volte coraggiosamente, delle sue azioni ed in cui il
perdono e l’amnistia siano i risultati sperati, e non la
punizione, - aveva un grande fascino per me in quanto essere
umano, ” dice il produttore, Robert Chartoff.
La
TRC non regnò senza opposizione. Ricordando altri tribunali
di guerra internazionali alcuni detrattori insinuarono che
la TRC avrebbe aperto
la strada ad una caccia alle streghe, alla persecuzione e
all’esecuzione, negando contemporaneamente ogni possibilità
di riconciliazione. Inoltre,
tra le famiglie delle vittime, c’era come il presentimento
che questa fosse un'altra iniziativa atta a ripulire la
coscienza dei sud africani bianchi. “Venne criticata perché
la popolazione nera era stata oppressa in maniera così dura
da questa gente e adesso non avevano il diritto di
vendicarsi!?” commenta il regista, John Boorman.
I
sud africani assistettero con orrore e repulsione alle
rivelazioni delle udienze della TRC. Per molti, era la prima
volta che venivano obbligati ad affrontare tutta la portata
della depravazione del regime Apartheid, un regime che
avevano appoggiato e lasciato senza controllo per così
tanto tempo. Mentre i perpetratori che apparivano di fronte
alla TRC erano in grado di trovare una qualche sorta di
assoluzione, era molto più difficile per i sud africani
bianchi comuni, - tormentati dai sensi di colpa, disgustati
e spaventati dalla
loro stessa colpevolezza,- riuscire a perdonarsi la loro
cecità verso la sofferenza dei loro compatrioti, e ottenere
in qualche modo il perdono di coloro che, consapevolmente o
inconsapevolmente, avevano fatto soffrire.
Questo
sgomento e questa vulnerabilità trovarono una voce nella
persona della poetessa Afrikaans, Antjie Krog alla quale
venne affidato il compito di seguire le udienze della TRC
per conto della radio di stato e per i quotidiani Mail e
Guardian. Le sue reazioni molto umane alle udienze ed i suoi
articoli commoventissimi hanno parlato per molti. “Antjie
aveva veramente ridato vita al dolore incredibile che aveva
sopportato la gente, ” dice la sceneggiatrice, Ann Peacock.
“Sapevamo tutti che il sistema dell’apartheid era
stato causa di grandi sofferenze, ma non ne conoscevamo
l’esatta portata. Antjie ci ha mostrato quanto sia stato
terribile e ci siamo vergognati”
Uno
dei problemi che Antjie portò alla luce fu la questione
dell’appartenenza. Come era possibile che i primi coloni
bianchi potessero considerarsi africani? Seguendo le udienze
della TRC, Antjie fu obbligata ad esaminare l’anima delle
sue convinzioni, la sua eredità di afrikaner bianca,
trovando così il modo di trascendere il suo senso di colpa,
la colpevolezza dei suoi antenati e riaffermare la sua
africanità.
Il
libro estremamente personale ed introspettivo di Krog,
Country of My Skull, è il punto di vista dall’interno del
processo della TRC, dei suoi fallimenti e dei suoi
trionfi ma, più di questo, è una magnifica
esplorazione dell’anima di una nazione che cerca
disperatamente di esorcizzare il suo passato e trovare un
modo per andare avanti,
libera dalle catene di un passato troppo spesso doloroso.
Nonostante
i suoi limiti, la TRC fu un successo straordinario grazie al
quale la dignità e l’umanità di un paese vennero messi
alla prova oltre ogni limite dimostrando di essere superiori
rispetto a quanto si sarebbe mai pensato. Rivelando la verità
su come erano andate le cose prima, accettando la
responsabilità e cercando veramente il perdono, i
perpetratori hanno aiutato a chiudere uno dei capitoli più
dolorosi della storia sud africana. È una lezione di umiltà
e capacità di perdonare, come al mondo esiste raramente,
“L’esperienza specifica appartiene interamente alla
gente sud africana, ma il messaggio della TRC è per
tutti,” commenta Lynn Hendee.
“Ovviamente, questa è una storia che deve essere
raccontata al maggior numero di persone al mondo
possibile.”
Adattare
il libro di Krog per lo schermo è stato un atto d’amore
per Ann Peacock che ha passato quattro anni a lavorare sulla
sceneggiatura. “Vengo dal Sud Africa e capivo molti dei
problemi che affronta Antjie nel libro,” dice Peacock.
“quello che effettivamente ho cercato di fare
quando ho scritto la sceneggiatura era rispondere a due
domande, ossia, ‘come arriviamo a fare l’impensabile?’
e ‘basta raccontare la verità?’ Volevo usare una storia
personale, quella di Anna e Langston per raccontare la
storia universale di perpetratori che commettono atrocità.
È un modo per permetterci di capire ciò che sembra al di
fuori di ogni
comprensione.”
Peacock
ha creato due persone estranee ai fatti, facendone i
personaggi principali di modo che il pubblico, anch’esso
estraneo ai fatti, si possa relazionare più facilmente con
questa storia straordinaria. “Ann ha romanzato il libro
prediligendo un approccio cinematografico, piuttosto che uno
stile documentaristico,” dice Hendee.
“Questo ci ha permesso di introdurre la TRC ed i
suoi contenuti attraverso gli occhi di questi personaggi.”
Peacock
ha anche aggiunto Col. De Jager, la personificazione del
male ed un uomo responsabile del terrore scatenato da un
governo paranoico nei confronti dei propri cittadini. “È
stato interessante per me scoprire come sia possibile che
chiunque possa diventare come De Jager,” dice Peacock.
“È una specie di mostro comparso improvvisamente
da nulla o è solo uno come noi? È possibile che in fondo a
noi stessi esita la possibilità di diventare così
corrotti, così maligni?
Nello
scegliere quali udienze includere nella sceneggiatura,
Peacock ha scelto quelle che l’avevano commossa
maggiormente e che sentiva illustrassero in maniera più
drammatica il grado di depravazione nel quale erano caduti
coloro incaricati di eseguire gli ordini del governo e la
complessità del processo della TRC. “Ho mescolato realtà
e finzione per conseguire il mio scopo,” dice Peacock.
“Volevo che le Udienze
si imprimessero nella mente del pubblico in maniera
tale da non poterle mai più dimenticare. Molte persone mi
hanno domandato perché ho scelto il vecchio che rivoleva
indietro i suoi alberi perché rispetto a tutto il resto,
questa sembra una piccola perdita. Comunque, per
quest’uomo, nel contesto della sua vita, la perdita di
quegli alberi era enorme. L’atto dei perpetratori era così
vendicativo, astioso e superfluo. Il punto è che non puoi
cercare di paragonare il grado delle perpetrazioni e delle
perdite.”
Ispirata
dalle questioni sollevate nel libro di Krog, Peacock si è
interessata sempre di più al problema della verità.
“Credo che la verità possieda una realtà che esiste e ed
esercita un potere, a prescindere dal fatto che la verità
sia più o meno nota,” spiega Peacock. “Il fatto che il
governo sud africano abbia nascosto la verità non ha
diminuito il potere di quelle azioni sulla psiche del paese.
I perpetratori sono stati disumanizzati dalle atrocità che
hanno commesso, sono state confezionate delle bugie
elaborate e delle giustificazioni. Le bugie hanno dato vita
ad ulteriori bugie e si è sviluppata una cultura di
sotterfugi, una cultura che non si fida dell’autorità ”
La
produzione
Quando
il giornalista del Washington Post, Langston Whitfield viene
mandato in Sud Africa per intervistare Col. De Jager, uno
dei peggiori perpetratori dell’Apartheid e parlare della
TRC, immagina che questo sia solo una specie di scherzo
dell’editore. Perché lui? Come dice al suo editore “
Non ho bisogno di volare per 5000 miglia per vedere
un pugno di poliziotti bianchi cavarsela dopo aver
ucciso dei neri. Posso farlo benissimo da casa mia.”
Ciononostante, il suo viaggio nel cuore di una nazione lo
obbliga ad abbandonare tutte le sue idee preconcette ed
abbracciare uno spirito di perdono che non aveva mai
immaginato possibile. “Il viaggio di Langston è un
viaggio illuminante, dice Peacock. “Ma rappresenta anche
tutti gli uomini, nel senso che è la finestra attraverso la
quale il mondo esterno sperimenta la TRC. È gli occhi e le
orecchie del pubblico.”
“Langston
ha un senso di giustizia americano, che la punizione
si addice al crimine, quindi, l’idea del perdono
gli è estranea, gli appare addirittura ridicola,”
commenta Samuel L. Jackson. “Comprendendo i principi
dell’Ubuntu, capisce che la vendetta distrugge le persone
che cercano vendetta tanto quanto coloro sulla quale viene
applicata. Il perdono e la comprensione sono tutte cose che
si possono ottenere se la gente si siede e ascolta gli
altri.”
Questo
spirito di perdono e riconciliazione, a prescindere dal
tempo e dal luogo aveva affascinato il produttore Robert
Chartoff. La
sua determinazione a portarlo di fronte ad un pubblico
internazionale lo ha condotto al celebre regista John
Boorman. “Volevo lavorare di nuovo con John Boorman da
molto tempo, ma non ne avevo mai avuto l’opportunità.
Sapevo che John aveva visitato il Sud Africa circa 20 anni
fa e conosceva profondamente la situazione del paese. Il
tempo passato in Sud Africa aveva avuto un forte impatto su
di lui e, durante le nostre chiacchierate nel corso degli
anni, avrebbe spesso menzionato quel paese. Rispetto la sua
coscienza sociale e non ho mai avuto nessun dubbio sul fatto
che ci fosse qualcuno migliore di lui per dirigere questo
film,” dice Chartoff.
“John
rende tutto facile a tutti. Sa esattamente cosa vuole ma è
anche aperto ai suggerimenti, cosa che trovo una
stupefacente linea di condotta,” dice Hendee.
“È creativo e fantastico ed è una persona su cui
si può sempre fare affidamento.” L’atteggiamento di
Boorman sempre calmo e di sostegno hanno favorito un clima
perfetto in cui gli attori sono stati in grado di dare ampio
spazio alle emozioni richieste dalla sceneggiatura. “È
stato un dono perché mi ha dato lo spazio per volare e fare
qualunque cosa mi sentissi di fare,” parla con entusiasmo
Binoche. “Penso
che il tipo di energia che un regista ti dà è necessaria a
farti aprire le ali per volare.”
“Ho
visto abbastanza film di John per sapere che volevo
veramente lavorare con lui, le mie aspettative non hanno
superato la realtà,” dice Jackson. “Mi sono divertito
molto a lavorare con lui, non
mi aspettavo che mi permettesse di avere la libertà
che mi ha dato. Il fatto che voglia sapere come ti senti e
voglia conoscere il processo specifico con cui arrivi ad un
certo punto è molto importante, ti fa venire voglia di dare
ancora di più.”
“Langston
arriva pieno di buone intenzioni, ma crede che questo sia
solo un'altra opportunità per l’uomo bianco di ripulirsi
ed essere assolto da qualsiasi marachella,” commenta
Boorman. Questo è certamente il punto di vista di Langston
prima del suo incontro con De Jager. Comunque non è affatto
pronto per giocare a gatto e topo come fa De Jager o per il
peso psicologico che assumerà il suo incontro con
quest’ultimo.
“La
sceneggiatura è sconvolgente e pone molte domande
difficili,” dice Brendan Gleeson che interpreta De Jager.
“Penso che questo uomo si trovasse nel cuore del potere al
punto tale da avere il diritto di fare qualunque cosa
volesse, e così ha
fatto, poi è stato semplicemente abbandonato dalle
persone che fino ad allora lo avevano appoggiato. Molte
delle cose che crede che possano giustificare le sue azioni
hanno a che fare con la lealtà, il dovere e la nozione
della processione gerarchica verso Dio interpretata in
maniera maniacale.”
Tagliato
fuori dalla gerarchia che lo proteggeva, De Jager
è impotente, vulnerabile e isolato. “penso che sia
la solitudine a far sì che De Jager parli con questo
intervistatore americano nel modo in cui lo fa, “dice
Gleeson. “Sta per vuotare il sacco, ma non sa da dove
cominciare. Una parte di lui vorrebbe condividere ed una
parte di lui vorrebbe essere riconosciuto come essere umano
anche se tutti lo hanno demonizzato. Ha un carattere
terribile, ma alla fine è molto vulnerabile. È solo
umanizzando qualcuno come De Jager che siamo in grado di
capirlo o conoscerlo.”
Il
continuo schernire di De Jager risveglia in Langston il suo
odio profondamente radicato e quando la sua vendicatività
emerge in superficie, si trova ad un passo dal perdere la
sua superiorità morale. Davanti a ciò che crede essere il
vero volto del male, Langston rischia per un pelo di dare
sfogo al suo lato vendicativo assalendo il Colonello.
“Alcune volte devi passare attraverso il buio per trovare
la luce,” dice Gleeson. “È veramente necessario
affrontare il lato oscuro perché impariamo
da esso e, in qualche modo, una volta affrontato, ci
liberiamo della paura.”
Questa
sequenza così intensa e difficile tra Langston e De Jager
è stata girata nell’arco di una settimana e ha richiesto
molta energia ad entrambi gli attori. “Eravamo entrambi
preparati a guardare dentro il personaggio,” dice Jackson.
“C’era una sorta di cameratismo e ci siamo subito
piaciuti cosa che ci è venuta in aiuto quando è arrivato
il momento delle parti orribili. Nessuno dei nostri
personaggi era dominante o remissivo, era come giocare a
tennis, andare avanti e indietro senza farsi intimidire.”
“Il
più grande sollievo che ho avuto quando ho incontrato Sam
Jackson è stato trovare una generosità immediata da parte
sua,” commenta Gleeson “È un uomo divertente e allegro
ma quelle tra noi erano scene molto pesanti. Trovo sempre
molto più interessante quando è il lavoro a diventare un
problema e non le persone.” “Ci siamo divertiti a fare
in modo che il pubblico simpatizzasse con entrambi i punti
di vista – dando loro qualcosa a cui pensare,” aggiunge
Jackson.
“Langston
è un uomo che si è allontanato, non solo dalla sua
famiglia, ma anche dal suo paese, “dice Boorman. Questo
viene messo in luce dal suo modo di interagire con Anna.
“Anna gli fa capire di essere fatta, di provenire e di
appartenere al suo paese,” dice Jackson. Questo da’ a
Langston materia su cui riflettere non avendo lui mai
considerato i bianchi come africani. Sentire Anna che lo
afferma con tale passione e convinzione per lui è
fastidioso perché non sente la stessa cosa per il suo
paese, l’America. Non si sente ben accetto lì e non è un
paese per il quale vorrebbe morire. Impara anche che non
appartiene all’Africa, può essere anche il luogo da cui
sono arrivati i suoi antenati, ma non fa parte del suo cuore
né della sua anima. È un anima sperduta e alla deriva nel
mondo.”
Anna
d’altro canto, nonostante sia una donna afrikaans,
possiede delle radici, un forte senso di appartenenza e
prova orgoglio per il suo paese. Ciononostante, scoprendo la
verità rivelata durante le udienze della TRC è costretta
ad esaminare la sua identità. “La sua lingua, l’afrikaans,
nella quale ha scritto parole d’amore e di tenerezza e di
bellezza, ora è la lingua dell’orrore, della mutilazione
e della morte. Le persone con cui condivide una storia, una
cultura, una sensibilità ora scopre che sono dei mostri,”
dice Peacock. “Significa che lo è anch’essa? È fatta
della loro stessa pasta? Quanta parte di responsabilità
deve prendersi per le azioni della sua gente?” “Ciò che
tormenta Anna è che quello che non condivideva era il punto
a cui era arrivata questa oppressione” aggiunge
Boorman.
Improvvisamente,
Anna che non ha mai messo in dubbio il suo amore per il suo
paese e, ovviamente, il suo senso di appartenenza, comincia
a sentirsi vulnerabile. Le rivelazione scioccanti
delle TRC che raccontavano in dettaglio la portata
della depravazione del regime che non aveva mai contestato,
mina il mondo idilliaco in cui credeva di vivere.
Come aveva potuto non sapere ciò che stava accadendo
attorno a lei? In un certo senso è stata allontanata dal
paese che ama, dalla gente che la circonda, e tutto questo
senza che ne fosse consapevole. “Arriva a rendersi conto,
con orrore, che in qualche modo ha fatto finta di non vedere
le cose che stavano accadendo nel suo paese,” dice Hendee.
Sconvolta
dalle prove orribili presentate alle udienze della TRC, la
maggior parte delle quali contro i suoi compatrioti
afrikaners, il mondo di Anna va in frantumi e si trova
sull’orlo di un collasso mentale. “Anna è un individuo
molto forte ed ha una grande sensibilità. In qualche modo
la sua capacità di relazionarsi, come fa, con questa storia
è un elemento di potere. Quando Anna crolla, non lo vedo
come un segno di debolezza, è una sorta di forza perché è
capace di farlo,” dice Chartoff.
“Anna
deve scendere a patti con la sua vergogna e cercare il
perdono per quanto è stato fatto in nome della sua
nazione,” dice Boorman. “ciò che Anna sperimenta alle
TRC le cambia tutto il suo mondo,” dice Binoche. “La sua
anima viene messa a nudo e, alcune volte, per fare una
scena, ho dovuto ricreare la sensazione di essere nuda
davanti alla telecamera.”
“Ci
fu una volta cui
ero emotivamente esausta,” continua Binoche. “Stavamo
attraversando così tanti livelli diversi di emozioni,
sensazioni di non sapere, di essere perduta e nuda. Sentii
che non ne potevo più. Eppure in quanto attrice devi
esporti, sennò non hai niente da dare alla gente per farli
reagire. Così continui ad andare avanti.”
“Avevo
una scena con Samuel in cui lottavamo fisicamente. Ne uscii
con dei lividi. Quando John Boorman si è scusato con me per
avermi messo in una tale situazione, ho risposto ‘non è
niente.’ Niente in confronto a quanto è accaduto nel
passato e la storia che stiamo cercando di raccontare.
Questo è il minimo che possa fare, tenermi i miei
lividi.”
Nonostante
i loro scambi spesso esplosivi, ciò che tiene Langston e
Anna insieme, è una vulnerabilità condivisa, forse anche
perché ognuno riconosce nell’altro ciò che nasconde a se
stesso. Lentamente, l’iniziale antipatia e diffidenza di
Langston si tramuta in rispetto quando si rende conto che,
diversamente da lui, Anna riesce ad affrontare il suo
passato, a
dargli un senso per poi abbracciare il futuro. “Attraverso
il contatto con Anna e anche, ad un certo livello, con
Anderson, Langston inizia a capire quanto sia costato alla
gente perdonare ed il livello di spiritualità ed unità tra
di loro,” dice Jackson. “Penso che sia importante per la
gente capire in cosa consiste il principio dell’ Ubuntu
perché possiamo tutti utilizzare tale principio per
ottenere la pace nel mondo. Indica una strada al mondo
intero per vivere insieme e condividere il benessere del
pianeta.”
“Langston
e Anna si trovano faccia a faccia con un dilemma umano
universale e riescono ad affrontarlo trovando conforto
l’uno nell’altro,” dice Chartoff.
Il
rapporto tra Anna e Langston esplora anche il tema del
tradimento. “È difficile per la maggior parte di noi
comprendere la mente di un perpetratore di atrocità,”
dice Peacock. “non possiamo né immedesimarci né
comprendere perché si tratta di qualcosa di troppo lontano
da noi, ma possiamo comprendere e identificarci con il
tradimento personale. Volevo mostrare una situazione in cui
qualcuno, in questo caso Anna, fa qualcosa di impensabile e
commette adulterio.” Ovviamente Peacock non cerca di
equiparare l’adulterio
con l’omicidio e la tortura, ma nel tradimento del marito
di Anna, c’è un deliberato parallelismo tra la voce del
perpetratore, Col. De Jager e il rapporto che esiste
tra Anna e Langston. “De Jager dice che ‘non uscivamo
semplicemente e lo facevamo. Andava montando, era un
processo. Questo vale anche per l’adulterio,” dice
Peacock. Anna deve prendersi la responsabilità di aver
commesso adulterio se è vero che ha imparato qualcosa
seguendo le udienze. “In altre parole, quando diventa una
‘perpetratrice’ deve confessare e chiedere perdono se
vuole provare a lenire il dolore che ha causato.”
Peacock
crede che il potere della verità o la mancanza di questa si
possa applicare a tutte le azioni. “Il marito di Anna,
Edward, non sa nulla della relazione segreta dei sua moglie
con Langston, ma questo non significa che non stia sortendo
alcun effetto nel loro matrimonio. La bugia può solo minare
il matrimonio, non favorirlo. Come dice la madre di Anna,
Elsa: “La bugia si è portata via qualcosa, Anna,’”
spiega Peacock.
L’onestà
e la rivelazioni sono centrali per il film e mentre rende
omaggio al lavoro svolto dalla TRC, offre una grossa visione
introspettiva della psiche di tutte le società che
affrontano il problema della verità.
La
scelta degli attori
“Scegliere
gli attori per questo film è stato facile,” riflette
Robert Chartoff. “Per
la mia esperienza, è molto raro avere la fortuna di avere
due attori così entusiasti di fare un film.”
Chartoff e Boorman avevano precedentemente incontrato
Samuel L. Jackson qualche anno prima a Los Angeles. “Sam
entrò nella stanza, si sedette, e guardò John e me e
disse, ‘Voglio ringraziarvi per avermi dato questa
sceneggiatura’. Disse che un attore spera, almeno una
volta nella vita, di ottenere un bel ruolo, e che noi gli
avevamo dato questo,” ricorda Chartoff.
I
produttori non hanno dovuto cercare oltre Jackson. “Mi
sono sentito vicino al progetto fin dagli inizi,” parla
con entusiasmo Jackson. “questa sceneggiatura superava
tutte quelle che avevo letto negli ultimi tempi ed è molto
realistica. Spero che dopo la visione di questo film,
nascano conversazioni e dibattiti ”
“Samuel
rispecchiava così tanto quel personaggio che non riesco ad
immaginare nessun altro interpretare Langston, dice Hendee.
La capacità innata di Jackson di comprendere il personaggio
gli ha permesso di infondere in Langston una considerevole
profondità. “Sam Jackson viene fuori un po’ diverso da
come ce lo eravamo immaginato nella sceneggiatura,”
commenta John Boorman. Possiede una leggerezza, una velocità,
un’intelligenza ed un ironia che ha dato un’altra
dimensione al personaggio”.
Scegliere
Juliette Binoche per i produttori è stata una cosa
altrettanto facile ed istintiva. “Abbiamo inviato la
sceneggiatura al suo agente per fargliela avere,” dice
Chartoff. “Diversamente da molte altre attrici che non
leggono sceneggiature se non gli è stata fatta
un’offerta, Juliette lesse la sceneggiatura ed
immediatamente si sentì non solo legata, ma devota al suo
personaggio. Il fatto che John Boorman stesse facendo il
film e la natura del soggetto trattato, la affascinavano.”
“Avevo
bisogno di un’attrice che potesse trattare con gli sforzi
emotivi richiesti dal suo personaggio,” dice Boorman.
“Il suo modo di recitare è profondamente vero, spesso, in
situazioni emotive, non sa cosa sta facendo, è una sorta di
esperienza fuori dal proprio corpo per lei – è come se si
trovasse accanto a me, ad osservare Anna, senza però sapere
cosa avrebbe fatto, nè capace di controllarla. Questo è un
modo di recitare molto pericoloso ma anche molto eccitante.
In totale contrasto con Sam Jackson che è un consumato
attore cinematografico, tecnicamente esperto in grado di
entrare e uscire dal personaggio come si accende la luce
dall’interruttore.
“Juliette
è brava da mozzare il fiato, e sapevo che lo sarebbe
stata,” dice Hendee.
L’alchimia tra Sam e Juliette è incredibile.
Quando si scelgono gli attori ci si preoccupa sempre
dell’armonia tra loro e in questo caso è fantastica.”
Brendan
Gleeson era una scelta obbligata per il ruolo di De Jager.
Interpretare personaggi complessi, malvagi, per lui non è
una novità, Gleeson è noto per la sua abilità di scendere
nella profondità dei personaggi e umanizzarli. “Brendan
ha dato molto al personaggio di De Jager.,” commenta
Hendeee. “Interpreta un personaggio che sotto tutti i
punti di vista non ha nessuna possibilità di redenzione e
nonostante questo Brendan riesce a darci una bellissima
introspezione del personaggio aiutandoci addirittura ad
identificarci con esso.”
La
capacità degli attori scelti dal giovane sud africano che
si è occupato di metter su la maggior parte del cast, è
stata una rivelazione per i filmmaker. “Sono rimasto molto
colpito dalla profondità del giovane locale che si è
occupato del cast,”dice Chartoff, “Non sapevo cosa
aspettarmi, ma ognuno di loro ha dimostrato una capacità ed
una professionalità di altissimo livello.”
Al
suo debutto cinematografico abbiamo la giovane star
televisiva, Menzi Ngubane che interpreta il tecnico del
suono di Anna, Dumi. “ha un cuore immenso, la sua
interpretazione è stata fantastica ed è stato una presenza
calorosa sul set,” dice Hendee. “la vera rivelazione è
stata il fatto che ha una voce fantastica. Durante una delle
scene si improvvisava una canzone e la sua era la voce
principale. Siamo rimasti tutti scioccati da una voce così
potente e sembrava che, ora se fosse per
modestia o meno, certo non lo posso sapere, fosse
ugualmente sorpreso.”
Circa 300 comparse sono
state prese per le scene di massa ed ognuna di queste è
stata scelta individualmente da John Boorman,. “John è
molto preciso in fatto di autenticità e
rappresentazione,” dice il coordinatore del casting delle
comparse, Russel Boast. “Laddove era possibile, non ho
lavorato attraverso le agenzie, ma ho scelto le persone per
strada in modo da poter presentare a John gente comune che
potesse rappresentare in pieno la nostra società.”
Gli
attori
Samuel
L. Jackson
Filmografia essenziale
1988 Aule turbolente
1990 Mo’ Better Blues
1990 Quei bravi ragazzi
1991 Due vite in pericolo
1991 Presagio di morte
1991 Johnny Suede
1991 Jungle Fever
1991 Presagio di Morte
1992 Giochi di potere
1992 Nella Giungla di
cemento
1992 Tracce nella sabbia
1993 Amos & Andrew
1993 Jurassic Park
1993 Palle in canna
1993 Una vita al massimo
1994
New Age – Nuove tendenze
1994
Pulp Fiction
1995 Il Bacio della Morte
1995 Duri a morire
1995 Fluke
1995 Lontano da Isaiah
1996 Alla ricerca di Jimmy
1996 Il momento di uccidere
1996 Mosche da bar
1996 Spy
1997 Codice Omicidio 187
1997 Jackie Brown
1997
Sydney
1998
Il Negoziatore
1998
Out of Sight
1998 Sfera
1999 StarWars – Episodio
1 – La minaccia fantasma
1996 Il grande inganno
bianco
1997 La baia di Eva
1998 Il Violino rosso
1999 Blu profondo
2000 Il Predestinato
2000 Shaft
2002 Codice 51
2002 Ipotesi di Reato
2002 Inganni svelati
2002 Star Wars – Episodio
2 –L’attacco dei cloni
2002
XXX
2004
Country of My skull
Juliette
Binoche
Filmografia essenziale
1984
La Vie de Famille
1985
Je vous salue Marie
1985
Rendez –vous
1986
Rosso Sangue
1988 L’insostenibile
leggerezza dell’essere
1991 Gli amanti del Pont
Neuf
1991
Women and Men 2
1992 Il Danno
1993 Tre colori Film Blu
Premio Miglior Attrice Festival di Venezia - Cesar migliore attrice
1994 Tre colori –Film
Bianco
1994 Tre colori-Film Rosso
1995 L’Ussaro sul tetto
1996 Un Divano a New York
1996 Il Paziente inglese
Orso D’Argento Migliore Attrice Festival di Berlino
–Premio Oscar Migliore attrice non protagonista
1998 Alice e Martin
2000 Chocolat
2000 L’Amore che non
muore
2000 Storie- Racconto
incompleto di diversi viaggi
2002
Jet Lag
2004
Country of my Skull
Brendan
Gleeson
Filmografia essenziale
1993 Tir-na-nog (è vietato
portare cavalli in città
1995 Braveheart
1996 IRA – Un gesto
estremo
1996 Michael Collins
1997 I dilettanti
1997 Messaggi quasi segreti
1997 Turbulence –La paura
è nell’aria
1998
The butcher boy
1999
Lake Placid
2001 A.I. Intelligenza
artificiale
2001 Il Sarto di Panama
2003
Gangs of New York
2003
28 Giorni Dopo
2004
Country of my skull
Nel
1988 MENZI
“Ngubs” NGUBANE (Dumi), infiamma i cuori del
pubblico televisivo sud africano apparendo nel dramma
televisivo Zulu, “Kwakhala Nyonini.”
Essendo
un giovane
cresciuto a Soweto, Menzi viene preso per interpretare delle
parti nei drammi americani ambientati in tribunale. Questo
ispira il giovane Menzi che decide fin da subito che avrebbe
conseguito una carriera legale dopo aver terminato la
scuola. Ad ogni modo, i suo talento naturale nell’
intrattenere le persone e la sua innata capacità di
comprendere il dramma porterà la sua carriera in una
direzione totalmente diversa. Su suggerimento di sua madre,
apre un’ agenzia per attori a Johannesburg.
Essendosi
creato un nome in “Kwakhala Nyonini,” viene preso nel
cast di “Street Sisters,” un musical celebratorio che ha
fatto il giro d’Europa nel 1990 ricevendo un gran successo
di critica.
Interpretando
il ruolo del cattivo ragazzo in “Ubambo Lwami,” Menzi
diventa una sorta di eroe leggendario e il cattivo ragazzo
preferito da tutti. Il successo della serie è tale che
Menzi non è in grado di uscire di casa senza venir assalito
da una folla di fan adoranti.
Più
recentemente, Menzi è apparso nella serie televisiva
“Gaz’lam.”
I
filmmaker…
Uno
dei registi più noti d’Inghilterra, JOHN
BOORMAN è famoso per i suoi film
dal gusto visuale e dalla narrazione limpida.
Boorman è anche noto per essere uno dei principali
registi commerciali dalla
mentalità più indipendente. Pare che abbia detto, “fare
un film è un processo che trasforma il denaro in luce per
poi cercare di trasformarlo nuovamente in denaro," un
epigramma che per molti
versi ha
segnato il corso della sua carriera.
Nato
a Londra il 18 gennaio, 1933, Boorman ha iniziato la sua
carriera nei media lavorando come montatore per la BBC. Nel
1962 è a capo dell’unità documentari della BBC di
Bristol. Tre anni dopo, dirige il suo prima film di fiction,
lo stravagante e approssimativo “Having a Wild Weekend,”
con Dave Clark Five. “Not just another Hard Day's
Night,” è abbastanza caratteristico ed originale da far
parlare di Boorman come di un regista dallo stile innovativo
in numerose pubblicazioni prestigiose.
Dopo
aver svolto altri lavori per la BBC, Boorman fa il suo
debutto Hollywoodiano alla regia nel 1967 con “Point Blank
(Senza un attimo di
tregua),” con Lee Marvin nel ruolo di un gangster
ossessionato dal desiderio di vendicarsi
dell’Organizzazione che una volta lo ha incastrato, il
film è stato considerato come un’esplorazione elegante
della sempre maggiore de personalizzazione nella vita del
moderno mondo urbano. È stato anche riconosciuto come uno
dei maggiori film hollywoodiani della fine degli anni ’60,
e nel panorama della New Wave occupa il posto accanto a
classici come “Bonnie and Clyde.”
Dopo
un'altra collaborazione con Marvin nell’allegorico “Hell
in the Pacific (Duello
nel Pacifico)” (1968), nel quale si racconta la storia
di un soldato della Seconda Guerra Mondiale bloccato su un
isola con un soldato giapponese (Toshiro Mifune), Boorman
gira“Leo the Last (Leone
l’Ultimo)” (1970). Un racconto surreale sulla
diversità di cultura a Londra, con Marcello Mastroianni nei
panni di un aristocratico che vive a Londra nel quartiere
di Notthing Hill. Il film gli ha fatto vincere il
premio come Migliore Regia a Cannes.
Nel
1972 segue “Deliverance
(Un Tranquillo Week
End di Paura),” una meditazione terribile
sull’inefficacia delle elaborazioni strutturali sociali e
delle sottigliezze del mondo civilizzato di fronte alla
sordidezza primaria. Il film è stato acclamato per il
ritratto delle realtà oscure della natura umana e del
machismo oppressivo. Nominato a tre Oscar tra cui Miglior
Film e Miglior Regia, il film diventa subito un classico,
e la scena del duetto di banjo tra un ragazzino
appalachiano ritardato e quella dello stupro di Ned Beatty
da parte di due boscaioli bifolchi
sono tra le più memorabili della storia del cinema.
Seguono
i film con Sean Connery “Zardoz (id.)”
(1973),
“Exorcist II: The Heretic (L’Esorcista
II- L’eretico)” (1977), ed “Excalibur (id.)”
(1981).
Un adattamento brutale e visivamente stravagante di
Morte d’Arthur di Malory, il film ha avuto una calda
accoglienza di critica e commerciale e ha ricevuto diverse
onorificenze, tra cui una nomination alla Palma d’Oro per
Boorman a Cannes. Dopo
il successo di “Excalibur (id.),”
Boorman non fa altre regie sino al 1985, quando
segue la regia di “The Emerald Forest (La
Foresta di Smeraldo),” la storia di un uomo e della
sua instancabile ricerca del figlio, scomparso nella foresta
amazzonica quando aveva sette anni.
Con
“Hope and Glory (Anni
‘40)” (1987), l’incredibile forza narrativa di
Boorman torna in prima linea.
Il racconto semi autobiografico e sorprendentemente
delicato dell’esperienza di un ragazzo durante il
bombardamento di Londra, viene acclamato per la sua
esuberanza spontanea. È
stato nominato a 5 Oscar tra cui Miglior Film, Miglior
Regia, e Migliore Sceneggiatura e ha vinto un Golden Globe
come Miglior fIlm oltre a diversi altri premi.
Ha girato poi “Where the Heart Is (Dalla
Parte del cuore)” (1990), e
a seguire “I Dreamt I Woke Up” (1991), un
cortometraggio apprezzato dalla critica che racconta gli
alti e i bassi della carriera di Boorman.
Dopo
il cortometraggio gira
“Two Nudes Bathing” e “Beyond Rangoon (Oltre
Rangoon)” (entrambi del 1995), Boorman esce con “The
General (id.)” nel 1998. La storia del leggendario e
veramente esistito signore del crimine irlandese Martin
Cahill, viene interpretata magistralmente da Brendan Gleeson
che impersona il protagonista ed è stato considerato il
miglior film di Boorman per molti anni. Il regista – che
aveva incontrato personalmente
Chaill quando questi, anni prima, aveva svaligiato
casa sua – ha vinto il premio come Miglior Regia a Cannes,
quasi 30 anni dopo aver vinto lo stesso premio per “Leo
the Last (Leone
l’Ultimo).”
Con
un cast di star e alle spalle un potente casa di produzione
come la Sony Pictures, la sfida più recente di Boorman è
stata “The Tailor of Panama (Il
Sarto di Panama),” una ventata di aria fresca nel
panorama contemporaneo del thriller spionistico basato sul
romanzo di successo del 1996 di John le Carré.
I critici hanno sottolineato “i personaggi
interessanti, i dialoghi arguti, l’ottima recitazione, e
le fantastiche ambientazioni attorno a Panama City dove è
stato girato il film.” Boorman trova un nuovo punto di
forza: intrattenimento sofisticato che oltre alle emozioni
impegna il nostro intelletto.
JOHN
BOORMAN - FILMOGRAFIA
2003:
Country of My Skull
2001: Il Sarto di Panama
1998:
The General
1995:
Two Nudes Bathing
1995:
Oltre Rangoon
1991:
I Dreamt I Woke Up
1990: Dalla Parte del cuore
1987:
Anni ‘40
1985:
La Foresta di Smeraldo
1981:
Excalibur
1977: L’Esorcista II: l’eretico
1973:
Zardoz
1972:
Un Tranquillo Week-End di Paura
1970:
Leone l’Ultimo
1968:
Duello nel Pacifico
1967:
Senza un Attimo di Tregua
1965:
Having A Wild Weekend
Autore
di“Money Into Light”
Autore
di “Adventures of a Suburban Boy” pubblicato nel 2003
SEAMUS
DEASY (Direttore della Fotografia), ha lavorato come Direttore
della Fotografia per svariati anni
coprendo ogni aspetto del cinema e della televisione
ivi inclusi, drammi, documentari, attualità e film fiction.
Tra
i suoi film citiamo “Poitín,” “Budwanny,” “The
Boy from Mercury ,” “Night Train ,” “Accelerator
,” “When the Sky Falls,” con Joan Allen. Ha
lavorato su diverse opere di Beckett tra cui
“Catastrophe” di David Mamet con Sir John Gielgud alla
sua ultima interpetazione, “Act Without Words I” di
Karel Reisz e “Waiting for Godot” diretto da Michael
Lindsay-Hogg.
Ha
lavorato con John Boorman in diverse occasioni tra cui
“The General (id.),” “Two Nudes Bathing ” e “I Dreamt
I Woke Up.” Ha lavorato con Barry Levinson in un film
intitolato “An Everlasting Piece”.
È stato coinvolto in diversi progetti televisivi
come “The Ambassador” e “Monarch of the Glen.”
Recentemente ha lavorato con Mikael Salomon in “Benedict
Arnold: A Question of Honor” con Kelsey Grammer e Aidan
Quinn.
ANN
PEACOCK (Sceneggiatrice),
è una sudafricana di ottava generazione che vive negli
Stati Uniti dal 1985. Possiede
un diploma in Arte conseguito alla UNISA e un LLB conseguito
presso l’Università di Cape Town, in Sud Africa dove è
stata assunta ultimamente per insegnare
alla facoltà di legge.
Dopo
essersi stabilita a Los Angeles nel 1985, Ann comincia a
scrivere dei racconti sul Sud Africa per delle riviste e dei
giornali, ma si rivela uno sforzo estremamente futile. Poiché
tutti a Los Angeles girano con una sceneggiatura in tasca,
frequenta un corso breve di sceneggiatura presso una
succursale dell’ UCLA per poi esercitare le sue capacità
di scrittura durante i cinque anni seguenti.
I
colpo di fortuna di Ann arriva quando suo marito, un
neurochirurgo, opera il figlio di un importante persona nel
mondo del cinema che la presenta ad un agenzia di Artisti
Creativi di Los Angeles, per la prima volta, viene letto il
suo lavoro.
Ottiene
un Emmy per la sua prima sceneggiatura prodotta e questo le
apre diverse porte. I temi della giustizia sociale e della
redenzione sono state il cuore del lavoro di Ann sin
dall’inizio. Lei attribuisce questo fatto alle sue radici
sud africane.
Tra
le sue sceneggiature citiamo:
“June 16th,” basato sull’esperienza
di allievo fatta da suo figlio; “Goodbye Bafana” – la
storia di Mandela e della guardia carceraria, James Gregory;
“Henry and Lena” – la storia di una donna bianca cieca
che sposa un uomo di colore. “A Lesson Before
Dying” – su un nero condannato ingiustamente a morte ed
un giovane insegnante nero la cui missione è trasformare il
prigioniero “in un uomo” prima che muoia; “Cora
Unashamed,” un adattamento del racconto di Langston
Hughes; “The Blues I'm Playing,” un adattamento di un
racconto di Langston Hughes; “Country of My Skull”;
“On the Ropes” su una donna nera boxer; “The Marines
of Autumn” la storia vera ambientata durante la guerra in
Corea; “The Star Is Born” (il remake della versione di
Streisand-Kristofferson, ma con star afro americane e musica
rap) e più recentemente il
racconto per bambini di C.S. Lewis, “The Lion, the Witch
and the Wardrobe.”
21,800
VITTIME RACCONTARONO LA LORO STORIA
ALLA
COMMISSIONE PER LA VERITA’ E LA
RICONCILIAZIONE
VENNE
CONCESSA L’AMNISTIA A 1,163
PERPETRATORI,
DANDO
COSI’ INIZIO AL PROCESSO DI
RISANAMENTO
DELLE FERITE
CAUSATE
DALL’ APARTHEID
[1]
Lingua parlata nel Sud Africa, derivata dall’Olandese
parlato dai boeri (n.d.t.)
[2]
nativo del Sud Africa e delle regioni adiacenti
discendente da genitori europei, spec. olandesi (n.d.t.)
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