Tetsuo
di Tsukamoto
Uomini
e macchine

Un
impiegato giapponese subisce progressivamente una
metamorfosi: il membro muta in una specie di trapano e il
suo corpo si ricopre di tubi d’acciaio e ferraglia.
Affronterà un suo simile e questi diventeranno una cosa
sola.
L’assurdità della storia dimostra senza indugi come non
vi sia alcuna assurdità dei valori simbolici presenti nel
film di Tsukamoto. Infatti ogni elemento riflette
particolari caratteri sociali (disumanità rappresentata
dall’inorganicità dell’acciaio, sesso come
esasperazione e violenza) e filosofici (forse senza
accorgercene il mondo è diventato qualcosa di orribilmente
meccanico, privo di ogni senso estetico e morale). Lo
spettatore è bombardato da immagini rapide e angoscianti
(la camera fissa è praticamente assente), e presto prende
il sopravvento una sensazione claustrofobica dovuta alle
piccole stanze e ai corpi avvolti dagli ammassi
metallici.
Il regista nipponico riesce nel intento di stupire e
turbare; la sua bravura è riscontrabile inoltre nelle spese
ridicole affrontate per realizzare il film e dalla sua “ecletticità”:
scenografia, fotografia, montaggio, effetti speciali sono
opera sua.
Con un seguito ma di minore impatto e creatività.
Una curiosità: lo stesso anno in Giappone è stato
realizzato il cartone animato cult Akira, la cui storia è
molto simile a quella di Tetsuo.
Tetsuo
– The Ironman, Shinya Tsukamoto, 1989 Giappone
Francesco Flomin
Siete rimasti folgorati dalla
visione di Blade runner, Matrix e Dark City? Non avete visto ancora niente!
L’assoluta fusione tra uomo e macchina si completa e trova la sua forma più
esasperata e straziante in Tetsuo di Tsukamoto. Davvero sorprendente la
filmografia di questo genio assoluto e capostipite del cyber horror: ci anticipa
quello che sarà la sua vera natura di metallo e tubi con un cult movie
intitolato “L’avventura del ragazzo dal palo elettrico”. Non
preoccupatevi, avete letto bene, il titolo è esatto! Raggiunge il podio al
primo posto del cinema horror con questa pellicola dal titolo che sembra un
fumetto: TETSUO. Ma chi è questo individuo? E’ il celebre (in giappone)
Tomoro Taguchi che, subendo mutazioni corporee, si fonde con un tubo per poi
trasformarsi in un vero e proprio mostro meccanico a metà tra un cyborg e una
bestia tipo i nemici di megaloman per intenderci.
Reinventa la regia del filone horrorifico proponendoci repentini cambi di tempo
ed immagini , ad una velocità tale da portarci all’esaurimento nervoso e
visivo dopo soli 35 minuti di film (il tutto in bianco e nero, ovviamente!).
Prego allacciare le cinture e soprattutto astenersi perditempo. Forse è per
questo che non è un film che possiamo trovare nei grandi cinema accanto alle
americanate di Spielberg!
I dialoghi sono al di là
dell’assurdo (ma chi diavolo è Tarantino??!), lenti ed ossessivi e
soprattutto inutili. Tutto questo per sottolineare la caducità della vita
moderna scandita dal rumore della catena di montaggio di una fabbrica: ma siamo
arrivati davvero a questo punto? Sarebbe stato meglio fermarci alle capanne e ai
vestiti di foglie. Forse.
Adoro questo film ma lo consiglio veramente a pochi, anzi, vi do un aiutino
dicendovi di fermarvi prima alla stazione di servizio di un certo David
Cronenberg e di far benzina con il suo Crash del 1996 per prepararvi al delirio
assoluto e inimitabile. Lavarsi gli occhi prima della visione.
Voto
10 e lode
Emiliano Sicilia
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