THE
OPENING OF MISTY BEETHOVEN
(“The opening of Misty Beethoven”)
USA 1975 di Henry Paris (Radley Metzger) con Constance Money
(Susan Jensen), Jamie Gillis, Jacqueline Beaudant, Gloria
Leonard, Terri Hall.
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a VM18 viaggio nel cinema (semi) invisibile
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a Hard Project:
un viaggio nel cinema erotico/hard d'autore
°
Dai cinema porno di Pigalle al jet-set di New York prima e
di Roma poi, la vita della prostituta Dolores Beethoven
(ironicamente il soprannome di classe che si è data è
“Misty” e non Beethoven) cambia radicalmente grazie allo
scrittore di manuali erotici Seymour Love; e da allieva da
testare su un artista omosessuale diventa una maestra nella
sua arte. Trasposizione hard del Pigmalione di G.B. Shaw, ovvero una commedia sull’educazione (qui al
sesso, soprattutto orale e anale) di una fanciulla di rozzi
metodi e viziosi costumi per cui rendere disponibile il
proprio corpo diventa coerentemente quasi una missione o
comunque una scelta felice di vita e non una degradazione
personale (questo vale per tutti i personaggi): Metzger –
celebre maestro dell’erotismo raffinato e psichedelico -
dimostra di avere colta ironia da vendere (geniali gli aerei
a luci rosse
con le hostess che portano brandy e forniscono
“prestazioni” per il piacere dei passeggeri paganti, la
prova di abilità consistente nel soddisfare tre maschi
contemporaneamente, spassose l’addestramento con cui Misty
all’inizio simula, con strumenti fallici, pratiche che poi
dovrà ripetere carnalmente) e gran talento (sia per quanto
riguarda la tecnica di composizione dell’immagine – si
permette panoramiche dall’alto, carrelli, pose plastiche
di rapporti sessuali, figurativismo pittorico di amplessi
che richiamano anche L’origine
du monde di Courbet – che per la direzione degli
attori - professionisti dell’hard che sanno anche recitare
incredibilmente bene e con gustoso spirito autocritico –
che per capacità di eccitare – che poi dovrebbe essere la
funzione di livello primario di questo genere e sarebbe
insincero non affermarlo, anche a rischio dell’equivoco
cui ci si presta in questi casi), tutte cose che rendono
romantici, godibili e talvolta addirittura splendidi (è proprio il caso di dirlo senza il rischio di incorrere nel
ridicolo o nello squallido) anche penetrazioni, blow job (termine inglese per fellatio), “inrumazioni” (anche irrumazioni, latinismo per pratiche
sessuali soprattutto orali, e talvolta usato anche per
quelle anali) e
sodomizzazioni (anche a maschi con falli finti) e altre
pratiche che nei tristi porno di oggi tirano soltanto lo
sbadiglio. Certo, era tutta un’altra epoca (musica
appropriata ai momenti, dialoghi seri, montaggio da film di
serie A, ritmo vivace, il fatto che esistesse comunque una
storia tutt’altro che esornativa, voglia di fare comunque
qualcosa di valore), ma dopotutto questa è una delle
riprove che anche il cinema porno può essere artistico e
simbolico: Paul Thomas Anderson, il regista di Boogie
nights, l’ha definito non a torto “l’unico film a
luci rosse che vale la pena di vedere" e, senza nulla
togliere al successo di Gola profonda, questo gli è nettamente
superiore. E, con buona pace di Cukor (e del suo misero My
fair lady), per capire anche lo spirito iconoclasta e il
greve realismo del testo di Shaw sarebbe molto meglio
vedersi questa versione che sfiora gli applausi in numerosi
punti: non si grida al capolavoro solo per la lunghezza
forse eccessiva (considerata la ripetitività delle
situazioni, anche se la noia non sopraggiunge mai) e per
l’implicito difetto dei film di questo genere per cui
tentare qualche divagazione (poetica o altro) di troppo non è
pensabile. Ma la cosa più grave è che purtroppo un film
così non avrà mai una libera circolazione e una sana e
meritata rivalutazione, senza che sia necessario tirare in
ballo a tutti i costi la morale e l’oscenità per
condannarlo a priori; uscito a suo tempo doppiato per
l’home video, oggi è stato ristampato in edizione
originale con sottotitoli per la cura della rivista Nocturno.
Il titolo assume il doppio significato di “inaugurazione” di Misty come playmate (femmina) dell’anno o proprio “all’apertura” degli
orifizi (bocca, vagina e deretano) di Misty, prima
riluttante a certe prestazioni. La scena tagliata di Misty
legata come dovesse subire una tortura medievale venne
riutilizzata per raggiungere il metraggio necessario per far
uscire Barbara
Broadcast. Conosciuto anche come Misty
Beethoven o L’iniziazione
di Misty.
BN/COL
PORNO
85’
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Roberto Donati