Botswana

Il cinema del Botswana è uno dei casi più singolari. Stando sempre ai dati dell’IMDB esistono solo due film sotto la bandiera di questo stato (e, tra l’altro, entrambi diretti da un regista nato in Sud Africa). Entrambi sono stati distribuiti in Italia e, probabilmente, sono i due film africani più noti anche al di fuori della cerchia dei cinefili.
I film in questione sono Ma che siamo tutti matti? (The Gods Must Be Crazy, 1981) interpretato da Marius Weyers, Sandra Prinsloo, N'Xau, Louw Verwey e Michael Thys, e Lassù qualcuno è impazzito (The Gods Must Be Crazy II, 1989, in coproduzione con gli USA) interpretato da N'Xau, Lena Farugia, Hans Strydom, Eiros, Nadies e Erick Bowen. Entrambi sono diretti da Jamie Uys.

Il primo film ha per protagonista un boscimano che rimane, come gli altri abitanti del suo villaggio, abbastanza sconvolto dal ritrovamento di una bottiglia di  Coca-Cola lanciata da un aereo. Non sapendo di cosa si tratta, la

credono un dono degli dei. A questo episodio s’intrecciano la vicenda di alcuni terroristi che rapiscono una insegnante e i suoi allievi indigeni e i tentativi di un microbiologo di liberarla.
Si tratta semplicemente di un filmetto senza pretese, caratterizzato da una comicità abbastanza deboluccia in cui è soprattutto l’ingenuità antropologica del boscimano abbinata al ricorso ad immagini accelerate a suscitare ilarità. Davvero poco se si considera che certe cose non si facevano più dai tempi delle comiche mute. Nonostante questo il film è stato un successo in  Africa e, curiosamente, anche negli USA. Quest’ultima è probabilmente l’unica vera ragione che ha permesso al film di essere sdoganato fuori dai confini africani.

Lassù qualcuno è impazzito, come si evince facilmente dal titolo originale, è il seguito di Ma che siamo tutti matti?. Anche in questo film ci sono tre storie che s’intrecciano: due ragazzi boscimani vengono rapiti e il loro padre li insegue a piedi per ritrovarli; una avvocatessa americana e un ecologo precipitano con un aereo e si mettono anche loro in cammino; un milite cubano e un guerrigliero dell’Unita si catturano a vicenda in continuazione. Alla fine tutti i personaggi s’incontrano.
Il film è un po’ più simpatico del precedente, a essere generosi gli si potrebbero riconoscere anche tracce di antimilitarismo, ma di fatto è un prodotto di routine dove la comicità è ancora talvolta affidata alle immagini accelerate.

Il Botswana evidentemente non è ancora in grado di sviluppare una sua vera e propria cinematografia.

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