CREATURE DEL CIELO
Heavenly Creatures 1994
Regia: Peter Jackson
Cast: Melanie
Lynskey (Pauline Parker), Kate Winslet (Juliet Hulme)
VOTO: 8 1/2

LA TRAMA
1954, Nuova Zelanda. Pauline
Parker è un'adolescente inquieta in continuo attrito con la famiglia. Quando a
scuola arriva una nuova ragazza, Juliet, le due instaurano un rapporto morboso,
rifugiandosi nel loro fantastico mondo popolato dai personaggi del romanzo che
stanno scrivendo. Quando Juliet, malata di tubercolosi, scopre che la madre ha
una relazione extraconiugale, il padre decide di trasferirsi in Inghilterra e
portare la figlia in Sudafrica a causa del suo stato di salute. Pauline è
decisa a seguirla, ma la madre Honora non le permette di farlo, così le due
amiche architettano un freddo e crudele piano per non doversi separare.
IL FILM
Un inizio da cartolina per
contrastare la folle e terribile corsa delle due ragazze, spaventate
dall'omicidio appena commesso. Creature del Cielo inizia dalla fine,
interrotta dal flashback di un'altra immaginaria corsa, che rappresenta la
conclusione che questa morbosa amicizia non avrà mai. Ma poi ecco che torniamo
indietro nel tempo, fino al giorno in cui l'ombrosa Pauline conosce la
spocchiosa Juliet. Peter Jackson (Il Signore degli Anelli) è il noto
regista di questa inquietante e ben girata opera. Tratto da una storia vera, il
film analizza le cause e gli eventi del triste episodio che turbò la Nuova
Zelanda negli anni 50, evidenziandone le parti psicologiche. Melanie Lynskey e
Kate Winslet, entrambe alla loro prima volta sul grande schermo, ritraggono con
meticolosità e intensità l'amicizia tra Pauline e Juliet, facendosi
etichettare di diritto attrici eccellenti. Jackson ama i loro visi, le loro
espressioni, la loro psicologia, facendo di loro personaggi da capire. Il film
non perde mai di tono, restando sempre in atmosfere inquietanti e sospese,
aiutato dalla splendida fotografia. Jackson crea così un film originale
e visionario (all'apice nella visualizzazione del fantastico mondo delle due
amiche), che mette in primo piano la drammaticità della storia e l'attaccamento
morboso di Pauline e Juliet più che la dolcezza del loro rapporto, ritraendo
bene anche le due famiglie e tutto il mondo esterno. Un ottimo film godibile e
vigoroso, che a Venezia ha vinto giustamente il Leone d'Argento.
IL
PERSONAGGIO (Juliet) & L’INTERPRETAZIONE DI KATE
WINSLET
Juliet, fin dalla sua prima
apparizione, ci appare come una ragazza presuntuosa, schietta, spiritosa e
sarcastica che non ha paura di essere una provocatrice. Una ragazza dai
repentini sbalzi d'umore, che passa da uno stato di esagerata allegria alla
disperazione più profonda, fino all'eccessivo scatto d'ira. L'insicura e fredda
Pauline ne viene colpita perché il suo opposto, si veda ad esempio come le due
si presentano alle due famiglie: timida e imbarazzata Pauline, aperta e sicura
di sé Juliet. Quest'ultima è una ragazza dalle passioni forti, vive, passioni
che Pauline riesce a sprigionare proprio grazie a lei. E se nessuna delle due,
da sola, sarebbe capace di un simile omicidio, insieme diventano troppo
pericolose, vitali, così innamorate di sé stesse (si definiscono geni) da non
guardare più nessuno in faccia. Kate Winslet filtra tutto questo e lo fa suo,
portando spessore e caratterizzazione al suo personaggio con espressioni e
sguardi mai eccessivi e sempre veri, raggiungendo l'apice dell'intensità nella
dolce e triste “Sono Andati” di Puccini, cantata da lei stessa, e
infine, senza usare nessuna parola, ci fa capire quanto Juliet abbia bisogno di
essere amata dai genitori assenti. Così, al suo primo ruolo cinematografico,
Kate Winslet si dimostra fin da subito capace di interpretazioni intense e
veritiere, perfetta interprete di personaggi complessi e profondi.
Claudia Scopino
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