Mali

Per l’IMDB i film del Mali sono 41. Di due soli si ha notizia in Italia.
Il più noto, grazie anche ad un suo passaggio a Cannes dove ha vinto un premio speciale della giuria, è Yeelen - La luce (Yeelen, 1987) di Souleymane Cissé, con Issiaka Kane, Niamento Sanogo, Balla Moussa Keita, Aoua Sangare, Ismaila Sarr e Youssouf Cissé.
Il film, ambientato in un’Africa dei primordi, è la storia di un padre e di un figlio di etnia bambara, che sono detentori di un sapere magico. Il figlio altruista è convinto della necessità di dover diffondere queste nozioni, ma il padre reagisce violentemente a questa idea e costringe il figlio a fuggire. In sostanza inizia per il giovane un viaggio iniziatico, al termine del quale sarà pronto ad affrontare suo padre in una sfida mortale a colpi di luce e magia a cui il giovane sopravviverà.

Yeelen
è senz’altro un ottimo film, Souleymane Cissé si serve del mito in modo diretto come fosse in tutto e per tutto realtà, dandogli un buon risalto visivo in cui ben si amalgamano suggestioni, arcaismi e sfumature di mistero. Interessante poi la scelta di affidare le musiche a Michel Portal, un jazzista francese.

L’altro titolo, meno conosciuto del precedente, è Faraw! (Faraw!, 1997) di Abdoulaye Ascofare, interpretato da Amina Keïta, Balla Moussa Keita e Aminata Ousmane.
La protagonista è Zamiatou, una donna dell'etnia Sorhais. Ella, con molti figli e con un marito paralizzato, scandisce la propria esistenza cercando un lavoro, del cibo e dell’acqua. Il percorso di questa donna è un amaro tragitto all’interno della povertà dell’Africa nera, ma anche un invito alla tenacia, data la capacità di Zamiatou di contrapporre una grande forza di volontà alla miseria che la circonda. In questo non siamo lontani da certo cinema dei senegalesi Ousmane Sembene e Djibril Diop Mambety.

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