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Segreti di stato
di Paolo Benvenuti
Sempre piu' spesso il cinema assume la
funzione di vendicatore mascherato, mettendo in luce cio'
che la realta' ha volutamente occultato e smentito. Si
tratta sempre di supposizioni, congetture, spesso
strumentalizzate a fini politici dall'una o dall'altra
parte. E' successo, per rimanere a Venezia e al Festival,
con "I cento passi" di Marco Tullio Giordana e la
storia vera di Peppino Impastato, che ha rischiato di far
ripartire le indagini, e l'anno scorso con "Magdalene"
di Peter Mullan, che ha aperto gli occhi sulla realta'
oscura degli omonimi conventi irlandesi. Nel cinema
indagatore rientra anche l'interessante "Segreti di
Stato", che getta una luce sinistra sulla strage di
Portella della Ginestra del Primo Maggio 1947,
ufficialmente opera del bandito Salvatore Giuliano. La
materia e' appassionante perche' mette in dubbio tutto il
sistema politico dell'epoca con rigurgiti anche attuali, ma
il film non sempre convince. La luce flirta con gli spazi e
i personaggi (molto bella la fotografia di Giovanni Battista
Marras) ma l'indagine resta incerta tra il documentario e il
teatro filmato perdendo di vista il cinema. La sceneggiatura
affronta con didascalica chiarezza le ramificate difficolta'
espositive dello spinoso tema trattato e consente una
fruizione lineare, ma i botta e risposta tra i personaggi
sanno troppo di lezioncina da impartire allo spettatore, con
domande tutt'altro che spontanee fatte appositamente per
fornire adeguata spiegazione al pubblico. Non aiuta, al
riguardo, l'interpretazione degli attori, con uno spaesato
Antonio Catania che inanella gesti di maniera ed espressioni
attonite e il piglio teatrale degli altri. L'unico che
mantiene un minimo di visceralita' e' il Gaspare Pisciotta
di David Coco, che affianca, alla chiarezza di gesti e
parole, il necessario trasporto emotivo richiesto dal
personaggio. Comunque importante per le discussioni che
riuscira' ad animare, il film di Paolo Benvenuti avrebbe
forse trovato nel documentario una forma piu' adatta al
taglio investigativo utilizzato. Dopo un po', infatti, gli
stupori di Catania e le immediate deduzioni degli altri
diventano un surplus che aggiunge poco e, anzi,
rischia di allontanare.
Luca Baroncini
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