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Titolo Originale: The Wackness
Nazione: USA 2008
Regia: Jonathan Levine
Sceneggiatura: Reggie Rock Bythewood, Cheo Hodari Coker
Genere: Drammatico
Durata: 110'
Interpreti: Ben Kingsley, Olivia Thirlby, Method Man, Josh Peck, Mary-Kate Olsen, Famke Janssen, Peter Conboy
Sito Web: www.sonyclassics.com/thewackness/
Produzione: Occupant Films, Shapiro Levine Productions.
Distributore: Fandango
Nelle sale dal: 28/08/2009
Voto: 6 |
New York 1994. Luke Shapiro è un diciottenne con problemi nel relazionarsi con l'altro sesso, con un amico psichiatra (Jeff Squires) che cerca di aiutarlo e che viene pagato dallo stesso Shapiro con dosi di “erba”, già perché fra le altre cose Luke è un “pusher” di primissimo ordine. Subito dopo il conseguimento del diploma però la vita di Luke pare iniziare a svolgersi in modo normale, soprattutto da quando la figliastra di Squires: Kristin inizia a vederlo sotto una luce differente….
Un Ben Kingley in formato molto “speciale” e ben distante dai ruoli che lo hanno caratterizzato per tutta la carriera, ma non per questo meno importante o efficace rispetto ai tempi di Ghandi (1982). Una trama spicciola e praticamente nulla, fatta di una città (“la Grande Mela”) intrisa di sentimenti hip hop e da un'età (l'adolescenza) nella quale tutto pare possibile, soprattutto dopo il tanto agognato conseguimento del diploma e il contestuale arrivo delle prime “cotte” tardo adolescenziali. Amori che inizieranno a dissipare i presunti problemi di un Josh Peck qua alla sua ennesima prova di una pur giovane carriera sino ad ora costellata di pellicole altrettanto minimaliste. Nel mezzo drammi familiari e la scelta della facoltà universitaria più giusta; “l'erba” che viene smerciata da Luke con facilità e coraggiosa non curanza. E una generazione fatta di teenager in preda a quel genere di musica comandato a metà dei'90, sulla east coast, dal “fu” Notorious B.I.G.
La cosa sbagliata del titolo altri non è che un estratto di un'affermazione, quanto mai corretta, di Jack Squires in merito al desiderio anche sbagliato di trasgredire le regole perché :” … talvolta si deve anche fare la cosa sbagliata per capire che non va fatta ”. Una pellicola quindi con temi già visti e intravisti in diverse occasioni ma qui filtrati da ideali tardo hippie; impossibile non notare le camice, il taglio di capelli e i discorsi di Squires cioè figli di una generazione, quella degli anni '60, che da questi ultimi è uscita in maniera contraddittoria o sconfitta nel corso dagli anni a seguire. Da vedere quindi se siete interessati al genere minimalista metropolitano.
Ciro Andreotti
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