ORIUNDI
Nazione: Brasile Anno: 1999 Durata: 97
Genere: Drammatico Regia: Ricardo Bravo
Sceneggiatore: Marcos Bernstein (di Central do Brasil )
Cast. Anthony Quinn, Paulo Betti, Leticia Spiller,
Tiago Real, Paulo Autran.
Produttore: Rubens Gennaro della Laz Audiovisual Ltda.
di Curitiba (Brasile)
Nella foto: Lorenzo Quinn e Leticia Spiller in Oriundi, il vero amore è
eterno
"ORIUNDI", un lungometraggio sulla grande
emigrazione italiana, ma anche una storia damore che richiama il valore del passato
culturale e la forza degli emigranti italiani in cerca di una vita e di un futuro
migliore.
Il film racconta bene come gli italiani abbiano
portato lItalia dovunque senza mai, in fondo, averla abbandonata, unItalia che
rinasce fuori dalla Penisola per le mani degli emigranti.
"ORIUNDI" è una storia che dimostra
come lamore può resistere in mezzo ai disinganni e alla solitudine. E anche
un commento sulla possibilità della sopravvivenza, comprensione e speranza, anche nella
sofferenza.
"ORIUNDI" è un film che richiama
lattaccamento alla terra, alle cose del passato, alle tradizioni più italiane, alle
immagini che a poco a poco si disperdono fra le nuove generazioni.
E una storia drammatica, ma è anche un inno
alla vita: il racconto di quattro generazioni della famiglia Padovani emigrata a Curitiba
allinizio del 1900.
Il protagonista è lemigrante Giuseppe, il
bisnonno che parla ancora litaliano, ma che si sente condannato al ruolo di
osservatore silenzioso mentre la sua famiglia va in rovina a causa delle proprie
divergenze.
Il nipote di Giuseppe, Renato, è stato scelto per amministrare il pastificio di famiglia
(chiamato "Fabbrica"). Appassionato di cucina italiana, però è poco abile
nella gestione degli affari.
Stefano, figlio di Renato, ritorna a casa pieno di idee su come salvare gli affari di
famiglia. Paty, altra figlia di Renato, vorrebbe abbandonare la scuola per dedicarsi al
teatro.
La festa di compleanno dellanziano Giuseppe, la scena iniziale, è loccasione
per richiamare i valori della tradizione italiana, anche attraverso lesecuzione di
una tarantella che invece è "quel mazzolin dei fiori" o di "Core
ingrato".
Nellambiente gioioso il vecchio patriarca non si diverte, la sua salute è debole,
vede la sua famiglia che si sta frantumando e la "fabbrica" , costruita con la
moglie, in vendita. Durante la festa conosce una lontana parente, Sofia, ritornata in
Brasile dallItalia per fare una ricerca sulla famiglia Padovani. Sofia è
straordinariamente somigliante a Caterina, la moglie che Giuseppe ha prematuramente perso
in un incidente aereo sessantanni prima.
In mezzo alla crisi, Giuseppe deve affrontare anche i suoi fantasmi. Sofia la
reincarnazione della moglie? Perché sarebbe tornata? Finchè un giorno
.
Attraverso questa storia semplice si è voluto
presentare lattuale situazione degli "oriundi" in Brasile, termine
utilizzato in modo ironico per il titolo del film che significa "nativi" di un
dato luogo (nel caso specifico :lItalia).Il produttore Rubens Gennaro, oriundo , ha
voluto rendere omaggio ai suoi nonni che emigrarono tanti anni fa in questo Paese. Una
testimonianza diretta delle generazioni che ne sono seguite, poi diventate brasiliane a
tutti gli effetti, ma che non hanno dimenticato le proprie radici.
Lo sceneggiatore di "Central do Brasil",
Marcos Bernstein, è riuscito ad affrontare il tema del dramma familiare con estrema
delicatezza e semplicità, e il regista Ricardo Bravo ha pensato bene di affidare il ruolo
principale ad un attore del calibro e della bravura di Anthony Quinn. Limmagine
dellattore ( 86 anni), con un pedalino abbassato, che agita le braccia in un mattino
quasi tiepido sulla spiaggia dove lui e sua moglie Caterina sbarcarono clandestini molti
anni prima, rimane ben impressa allo spettatore. Fondamentalmente è un film brasiliano,
di stile cinematografico molto lontano dai "cliché" a cui siamo abituati (non
hollywoodiano o raffinato cinema europeo) poiché in questo Paese fare ed interpretare il
cinema significa riuscire a cogliere quelle sfumature che rendono lidea della vita
latino americana per noi molto lontana e così poco conosciuta da essere considerata di
serie "B",
Il cinema brasiliano è un cinema che soffre, da un
lato perché non ci sono molti aiuti finanziari da parte del Ministero della Cultura e
dallaltro perché deve fare i conti con la grande distribuzione nord americana che
non lascia spazio..e, come afferma Gennaro, è però una grande scommessa in quanto , nel
corso di questi ultimi anni, la produzione brasiliana è cresciuta fino a dar vita ad un
nuovo tempo.
Valentina Casagrande
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