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XXIV ° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA LATINO
AMERICANO
L'AVANA - CUBA -
3-13 DICEMBRE 2002
A cura di Valentina
Casagrande
VINCONO
BRASILE CON CIDADE DE
DEUS E ARGENTINA CON TAN
DE REPENTE
Senza dubbio, la 24°
edizione del Festival Internazionale del Nuovo Cinema Latino
Americano ha confermato la grandezza della cinematografia
del Cono Sud come una delle più solide di questa parte del
continente, mentre Cuba continua ad affrontare le
innumerevoli difficoltà per poter produrre pellicole 35 mm.
Sembrerebbe un paradosso, ma è la cruda verità. Infatti
per questa edizione, L'Avana, pur ospitando numerosissime
opere prime provenienti da altri Paesi, deve fare i conti
con le ristrettezze economiche poste dal suo governo
nell'ambito artistico cinematografico e perciò non ha
presentato lungometraggi per il grande schermo. Attualmente
si producono quasi esclusivamente video per la televisione,
grazie anche agli aiuti di molti Paesi, e tra questi
troviamo l'Italia. Eppure lo Show deve continuare,
magari con un po' di amaro in bocca, in particolare se
pensiamo a quanto ha dato e continua a dare la scuola cubana
di cinema, ai suoi registi e agli attori che per poter
lavorare spesso sono costretti a emigrare... altrove.
Con Cidade de Deus
(Città di Dio) di Fernando Meirelles
(Brasile) e altri titoli, non solamente questo Paese si è
accaparrato il primo Premio Corallo Nero (ex-aequo), diviso
con il film argentino di Diego Lerman, Tan de repente,
ma anche altri riconoscimenti per il miglior montaggio, per
la fotografia, per il miglior attore e premi dalla
Federazione Internazionale della Stampa e dalla Prensa
Latina.
All'Argentina sono
arrivati due premi: il secondo Premio Corallo Nero e quello
Speciale della Giuria, rispettivamente per i film Historias
Minímas (Brevi storie) di Carlos Sorín e Un
oso rojo (Un orso rosso) di Israel
Adrián Caetano; mentre ancora per il Brasile il terzo
Premio Corallo a O invasor (L'invasore) di
Beto Brant.
La Giuria ha dato un
premio speciale di riconoscimento alla produttrice delle
opere Tan de repente - conferendo il premio
per la migliore attrice a tutto l'insieme del gruppo
istriònico - e Un oso rojo, Lita Stantic
(Argentina). I carioca Walter Salles (Abril
despedaçado) e Marcos Pedroso (Madame Satã)
sono stati scelti come migliori registi di lungometraggi e
miglior direttori d'Arte. La miglior sceneggiatura è stata
assegnata a El crimen del Padre Amaro (Il
crimine di Padre Amaro) di Carlos Carrera - Messico.
La coproduzione
Messico-Stati Uniti di Señorita extraviada
(Signorina traviata) - Lourdes Portillo - ha ricevuto il
primo Premio Corallo Nero della sezione Documentari; mentre
altri premi sono stati assegnati al brasiliano Donde a
terra acaba (Dove la terra finisce) - Sergio Machado
- e all'uruguaiano Aparte - Mario Handler.
Cidade de Deus
(Città di Dio) di Fernando Meirelles - Brasile - 135' -
2002
Un ragazzino nato e
cresciuto nella favela Cidade de Deus, una delle più
violente di Rio de Janeiro, è troppo sensibile per essere
un criminale, nonostante l'ambiente di violenza che lo
circonda, e scopre che può vedere la realtà da un punto di
vista diverso attraverso l'arte. Mentre i suoi amici si
trasformano in controllori del traffico di droga sul luogo,
lui trova la propria redenzione nella fotografia.
Un oso rojo
(Un orso rosso) di Israel Adrián Caetano - Argentina - 94'
- 2002
Sono trascorsi sette anni
da quando è stato arrestato per omicidio e rapina a mano
armata e solamente Oso sta pagando le conseguenze.. É un
uomo parco, imprescindibile, violento ed è probabile che in
questi anni non abbia detto nulla a nessuno di quello che si
nasconde nei silenzi e nella tristezza del suo sguardo. Nel
momento in cui tentano di coinvolgerlo in un altro
"affare", comprende che l'unica possibilità di
uscita per prendersi carico di sua figlia è quella di
starsene fuori dal giro.
Historias minímas
(Brevi storie) di Carlos Sorín - Argentina - 94' - 2002
Diverse storie di
personaggi di uno stesso paese: una giovane che vince un
premio in un programma televisivo; un anziano che esce alla
ricerca del suo cane scappato e un uomo che pretende l'amore
di una donna, sua cliente. Ognuno cammina per conto proprio
lungo le strade solitarie della Patagonia, ma le loro storie
si incrociano.
El crimen del padre Amaro
(Il crimine di padre Amaro) di Carlos Carrera - Messico -
120' - 2002
Il giovane sacerdote,
padre Amaro, riassume nella sua persona passioni
contraddittorie. Vuole adempiere il compromesso della Chiesa
con la gente, senza disubbidire alla Diocesi; prova anche a
mantenere la sua relazione con la giovane Amelia senza che
questo possa rovinare la sua carriera. Amelia è un chiaro
esempio della confusione tra l'amore divino e quello carnale
in un luogo in cui sua madre è l'amante di un altro prete
che accetta elemosina del narco-traffico.
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