DISOCCUPATO IN AFFITTO

DISOCCUPATO IN AFFITTO: recensione e scheda film


Regia, Fotografia: Luca Merloni
Montaggio: Giovanni Repici, Jean Marie Fiorentini Desti
Musiche: The Niro
Italia, 2011 – Documentario – Durata: 75'
Cast: Pietro Mereu
Uscita: 11 maggio 2012
Distribuzione: Distribuzione Indipendente

Sale: 10

DISOCCUPATO IN AFFITTO

- 11/05/2012


Metà uomo, metà sandwich, tutto disoccupato

Verso la fine del 2009 il laureato in Storia e disoccupato David Rowe, memore dei tempi della grande depressione, si trasforma in uomo-sandwich: messosi in spalla un cartello su cui ha scritto di essere in cerca di un lavoro, offrendosi anche di lavorare per il primo mese gratis, gira per le strade di Londra alla ricerca di un futuro. Lo troverà...

Nell'estate del 2010 Pietro Mereu, figlio della Sardegna diplomato presso la Scuola di Cinema, Televisione e Nuovi Media di Milano, con le bollette da pagare e senza un lavoro, si fabbrica un  cartello con sopra la scritta “Disoccupato in affitto” ed inizia a girare l'Italia. Seguito dalla telecamera dell'amico Luca Merloni, partendo da Roma toccherà in tutto nove capoluoghi di provincia della nostra penisola, apostrofando la gente e ricevendo da tutti solidarietà e disponibilità, ma quasi nessuna offerta d'impiego.

Mereu, coi suoi modi garbati ma provocatori, si pone a metà tra il giornalista e l'attore, riuscendo a penetrare sotto la pelle delle persone che incontra. Così, anche se otterrà una sola concreta proposta, quella del barista acrobatico, alla fine del suo peregrinare avrà portato a casa un intelligente documentario sulla società italiana. Qualcuno davanti alla telecamera si sarà fatto bello offrendo una collaborazione impossibile o difficilmente realizzabile, altri, nella stessa condizione di Pietro o no, approveranno l'iniziativa, mentre alcuni negazionisti affermeranno impavidamente che il lavoro c'è, basta volerlo e cercarlo e che comunque nella loro città la situazione non sia poi così drammatica. Qualche passante infine proverà persino una futile invidia per l'originale idea del giovane disoccupato.

E mentre tra una città e l'altra, su testi di Bepi Vigna (il papà del fumetto “Nathan Never”) e disegni di Cesare Corda, viene anche mostrata la storia dei dickensiani uomini-sandwich, a partire dalla Londra di inizio ottocento passando per la crisi economica del 1929, di fronte alla scritta indossata da Mereu sfila quell'Italia tragicomica e piena di contraddizioni che conosciamo fin troppo bene, che non si sa (più) se amare o odiare e che neanche il tracollo che sta subendo riuscirà forse finalmente a destare.

Alla fine del suo lungo viaggio, Pietro non sarà riuscito a trovare l'impiego tanto agognato e si preparerà perciò, con un nuovo cartello stavolta in inglese, “Jobless for rent”, a sfidare l'Europa, aprendo ad un possibile “sequel”. In realtà ha avuto modo di dichiarare di essere rimasto disoccupato, ma di aver almeno racimolato la speranza per fondare un'associazione culturale.

Che cosa disse tempo fa qualche politico non troppo illuminato a proposito della cultura?...

Raro perché... meglio non far pensare troppo la gente

Note: il film sarà anche visibile a pagamento sul sito www.ownair.it.

Voto: * * *½. . .


Paolo Dallimonti