One Hour Photo
Sy lavora in laboratorio fotografico di
sviluppo e stampa. La sua è una vita molto monotona
aggravata da un passato di sofferenza che lo ha condannato
ad una profonda solitudine. Ma Sy si consola immaginando le
vite di coloro che portano a sviluppare da lui le proprie
foto. In particolare la sua attenzione è rivolta alla
famiglia Yorkin: padre, madre e bambino, belli, ricchi e
felici, sembrano il ritratto della famiglia ideale, quella
che la pubblicità e la televisione ci raccontano. Ma Sy,
attraverso le sue foto, scoprirà un terribile segreto sul
loro conto, che lo porterà a compiere gesti estremi.
Graffiante critica alla società americana di oggi,
"One hour foto" è uno dei film più interessanti
del festival. Soprattutto perché a girarlo è Merk Romanek,
famosissimo regista di video clip e spot pubblicitari.
Infatti, la sua profonda conoscenza del mondo della forma
per eccellenza rende ancora più feroce la sua rivolta. Il
ritmo lento ed inquietante, e l’interpretazione di Robin
Williams (per la seconda volta qui a Locarno in un ruolo da
"cattivo"), riescono pienamente a reggere la
tensione narrativa della storia, eccezion fatta per il
finale didascalico, dove prevale il bisogno "tutto
americano" di spiegare le ragioni razionali del dramma.
Come se questo potesse permetterci di comprenderle meglio,
accettarle, averne meno paura.
Francesca Manfroni
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