Possession
di Neil Labute
Tratto dall’omonimo romanzo di Antonia
Byatt, "Possession" è la storia di due
ricercatori, Roland e Maud, che studiano la vita e le opere,
rispettivamente, dei poeti Randolph Harry Ash e Christabel
Lamotte. I due poeti sembrano del tutto scollegati, ma dopo
il ritrovamento di una lettera d’amore scritta da Ash, si
profila l’inaspettata possibilità di una loro relazione
nascosta. Così i due ricercatori si tuffano all’inseguimento
di indizi per tutta la Gran Bretagna, e questo loro viaggio,
unito al fascino della scoperta di una storia d’amore, fa
nascere tra Roland e Maud un profondo sentimento.
Cambio decisivo di stile per Neil LaBute -
regista di "Your friends and neighbors" e
"Nurse Betty" - che si trova qui a raccontare una
storia solo in parte contemporanea (il film è diviso tra la
vicenda moderna dei due ricercatori e quella dei poeti che
si svolge in epoca vittoriana), con tutte le difficoltà
espressive che il cambiamento di registro comporta. Ma il
regista preferisce rifarsi alla cinematografia classica di
scuola ivoriana, piuttosto che osare una rappresentazione
personale dell’epoca che descrive. Cosa che appiattisce
una storia dall’intrigo appassionante. Nemmeno gli attori
riescono ad esprimere al meglio le sfaccettature dei propri
personaggi: nessun guizzo in Gwyneth Paltrow, mentre
Jennifer Ehle scimmiotta un po’ troppo Meryl Streep.
Francesca Manfroni
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Possession
- POSSESSION di Neil LaBute - LABUTE con GWYNETH PALTROW
In tempi grigi come quelli attuali, in cui
la comunicazione e' ridotta a stringati SMS, fa piacere
scoprire due personaggi appassionati di letteratura,
innamorati di versi lontani e attenti al significato delle
parole. Lui e' un americano dai modi rudi che tenta la
carriera universitaria nell'ambiente competitivo di Londra,
lei una professoressa un po' snob dai nobili natali. La
scoperta casuale di un antico documento potrebbe cambiare la
storia della letteratura e dara' una virata rosa al loro
rapporto. Il tutto in un'Inghilterra formato esportazione
con il British Museum, gli autobus a due piani, la verde e
rilassante campagna, i castelli, le onde che si infrangono
sulle scogliere.
Neil LaBute pare scegliere con cura i copioni da dirigere e
dopo la dolce Betty, che crede di vivere in una telenovela
in "Betty love", adatta il testo di Antonia Byatt,
adeguando le esigenze di una grande produzione all'intimo
percorso dei due protagonisti, alla ricerca di un baricentro
di affetti a cui potersi appoggiare. Passato e presente si
intersecano con fluidita' e la regia riesce a conciliare
l'amore impossibile dell'epoca vittoriana con le rigidita'
psicologiche del mondo attuale, facendo procedere il film
come una sorta di thriller dei sentimenti in cui le scoperte
e i colpi di scena si succedono con leggerezza. La
sceneggiatura mantiene vivo l'interesse per la vicenda
nonostante un inizio improbabile, la caratterizzazione
stereotipata dei personaggi di contorno e qualche caduta nel
finale. Forse avrebbe potuto approfondire maggiormente i
risvolti emotivi dei personaggi, soprattutto nella parte
ambientata ai giorni nostri, mentre minimizza i non pochi
interessanti spunti per concentrarsi sul ritmo del racconto.
Il risultato e' piacevolmente romantico, senza eccessive
melensaggini, ma un po' superficiale.
Quanto agli interpreti, il passato e' affidato a due attori
abituati ai costumi d'epoca ed anche in "Possession"
a loro agio tra pizzi e corpetti: il volto enigmatico di
Christabel LaMotte e' di Jennifer Ehle (gia' vista in "Wilde"),
mentre il poeta Randolph Henry Ash e' Jeremy Northam, che
vanta un curriculum "storico" invidiabile (tra gli
altri "Carrington", "Emma", "The
Golden Bowl"). Nel presente troviamo invece la star
Gwyneth Paltrow, perfetta in un personaggio che ricalca
l'immagine con cui si propone ai media, e Aaron Eckhart
(attore feticcio del regista presente in ogni suo film) nel
ruolo dell'americano disadattato e un po' paraculo. Entrambi
in parte e convincenti, ma troppo casualmente "cool"
per risultare veri. Tanto che in piu' di una sequenza non
stonerebbe una boccetta di profumo francese preannunciata
dalla ormai becera voce da spot dal basso impossibile.
Luca Baroncini
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