Centraldocinema

GIOCHI D' AZZARDO NEL FILM ARGENTINO " TAN DE REPENTE "

di Diego Lerman (vincitore del Pardo d'argento al Festival di Locarno 2002)

 

"Il viaggio" è un luogo comune ricorrente nelle produzioni cinematografiche degli ultimi tempi, considerato anche come percorso o traiettoria la cui particolarità è quella di differenziarsi dalla monotonia quotidiana.

Tan de repente si potrebbe definire un road-movie, un film che, avanzando con il suo movimento, da la prova della sua esistenza. Tutto può succedere in qualsiasi momento, come il paracadutista viene sospinto nel tratto del suo lancio. Tutto si trasforma nel racconto, producendo un cambiamento di direzione e anche del modo di misurare il tempo.

Due ragazze punk lesbiche seducono un'impiegata, complessata dal suo corpo e dalla sua lingerie

( dal suo modo di vestire, le dicono, si nota la sua origine paesana). Da qui in avanti quello che accadrà si legherà al sopraggiungere del desiderio, imponendo una certa direzione che si trasformerà in film: da Buenos Aires alla costa per conoscere il mare; poi a Rosario e, per ultimo, una dispersione dei personaggi che seguono questo sentiero del piacere. Qui parlare del desiderio significa non incontrarsi mai in un attaccamento dell'identità sessuale, ma, al contrario, intravedere la possibilità di provare e cambiare, lasciando libero il corpo. Così Tan de repente tenta di negare tutto ciò che è determinismo, arrivando all'affermazione "ciò è possibile". Una definizione che coinvolge sia l'azzardo sia la predisposizione a far muovere l'essenza del gioco. Ci offre una lettura distinta mentre impone il gioco del desiderio. Un'ambiguità che rende conto della costituzione polifonica di un film: una voce che discute con le altre e offre la propria versione dei fatti. In questo modo scopriamo come il film indaga sulla vecchia domanda "che cos'è la libertà" e da una risposta possibile. Forse questa libertà assurda , con questo taglio causa- effetto, non può incorporarsi in un'estetica filmica, ma tende a definire e fissare storie di solitudini, incontri e le proprie contraddizioni senza pietà.

Tan de repente è un film prolisso ma curato nell'immagine. A volte pare che corra l'alto rischio di operare su certi luoghi comuni, ma Lerman da vita a situazioni non banali costringendo lo spettatore , dopo averlo "aggredito", a prendere una posizione.

Valentina Casagrande

Centraldocinema

Centraldocinema