Un Nouveau Russe

"Un nouveau russe" di Pavel lounguine racconta la storia di Platon Makowski, un carismatico ragazzo russo che verso la fine degli anni 80 decide di lasciare l’università per mettere in piedi, insieme ad un gruppo di amici, una serie di attività al limite del lecito. Approfittando della rivoluzione del sistema post sovietico di quegli anni, Makowski e i suoi soci riescono a sfondare e a diventare ricchi, fino ad arrivare a controllare molti rami del commercio e della politica del loro paese. Ma si creano anche molti nemici, che attenteranno più di una volta alla vita di Makowski. Il film di Lounguine tenta di ricostruire, attraverso flashback e montaggi incrociati, la storia di un uomo che, come molti altri nella Russia di quegli anni, riesce a farsi strada dal niente, fino ad essere inghiottito negli stessi meccanismi del potere corrotto di tutti i tempi. E’ un altro punto di vista rispetto a „Le nozze", dello stesso regista, di guardare alla nuova Russia ed alle sue contraddizioni. La pellicola è ben concepita e girata con cura, anche se il gioco continuo di spostare l’attenzione dal presente al passato e viceversa rende contorta la trama e difficile la comprensione della successione degli eventi. Molte le commistioni di generi: dal film d’azione, al noir, al thriller, tutti comunque impastati di cinematografia americana. E forse è questo il difetto maggiore del film, che nell’imitazione di una stile già impostato, non riesce a trovare un proprio carattere. Cosa che è particolarmente visibile nella stessa interpretazione del protagonista Vladimir Mashkov, eroe a metà tra De Niro e Banderas.

Francesca Manfroni

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