BAISE MOI
Speciale fotografico!
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a Hard Project:
un viaggio nel cinema erotico/hard d'autore
Non poteva essere diversamente: con un film
così
così scandalosamente provocatorio e di quella cruenta fattezza immaginifica a
doppia s (sesso-sangue), non ci si poteva attendere una conferenza stampa tutta fair-play
e bon-ton. Le aspettavano, tutti, Raffaela Anderson e Karen Bach (più ancora che le due
metteur en scene Virginie Despentes e Coralie Trinh), le aspettavano per vedere quanto,
anche da vicino, leffetto hard-life sciorinato in Baise-Moi potesse avere un ritorno
anche oltre la vita del cinema. E loro, non hanno deluso, hanno lavorato di
"s-fino" anche da dietro un microfono.
La sensazione di trovarsi di fronte a delle
anime "sperse" o comunque votate a esistenzialismi non propriamente da
"casa e chiesa" la si è avuta sin da subito: whisky Four Roses con poco
ghiaccio e
Ceres rosse sul tavolo per aperitivo con supporto di "leggere" Lucky
Strike che si accendevano e spegnevano di continuo, le star dello sballo e del sesso a
presa violenta arrivano davanti alla folla di giornalisti (mai visti così tanto
questanno a Locarno) con laria (chiaramente di chi non ha dormito tutta la
notte ed è reduce da un qualche luogo del mondano dove evidentemente si stravive) di chi
è conscio di ciò che lì aspetta. Diciamoci la verità, se le volevano sentire dire
quelle cose, quel coro unanime di "film semplicemente disgustoso" che arrivava
dalla platea (severissima la stampa francese, che ha parlato di immondizia cinematografica
che un paese come la Francia, dove sono "passati" uomini come François
Truffaut, non meriterebbe di avere) e che non ha fatto altro che "servire" al
loro gioco: ovvia, di conseguenza, la loro difesa, tutta giocata su "voi siete come
tutta la società e cioè omologata, e quindi, morta", o certe uscite di cattivo
gusto come "voi siete gli stessi che poi, dopo aver visto il film, andate a casa e
fate cose peggiori" della Anderson, che è sembrata la più in vena di tutte nel
recitare la sua parte, o la sua vita.
Le registe, dal canto loro, hanno sostenuto
che i film non si fanno per scandalo, si fanno per sé, per condizione
inspiegabile di
espressione, e del resto, poi, il libro parlava già molto chiaro. "Voi pensate che
la società non sia come quella che vi abbiamo mostrato? Voi fate finta di non vedere, o
vi va di "sognare" il bel mondo che ormai non vi appartiene più e che scrutate
soltanto dai vostri comodi salotti" attacca la Despentes, e a chi le fa notare che il
cinema si fa anche con le storie e le estetiche, risponde che "Baise Moi è lì, va
bene così e voi non potete più farci niente". Scandalo, osceno, inguardabile, e via
di aggettivi simili per tutta la durata dellincontro con le protagoniste di un film,
che in ogni caso, farà parlare di sé. Baise Moi è un giochettino di film che si vende
al clamore di stanze di sesso forte, pulp-esibition in bicchieri di spremute di sangue e
righe di cocaina strizza cervello. Come, ormai, evidente fatto non propriamente demodé,
nel film fa la sua apparizione il genere porno, e da qui partono ulteriori anatemi che
vengono rimbalzati dallaltra "cattiva" Karen Bach: "è sesso, lo
volete capire che è semplicemente sesso, che a me piace, che io adoro, e che impongo.
E scandaloso avere rapporti sessuali? Farli vedere? Mi è piaciuto girare certe
scene, perché anche nella vita, la cosa, non è che mi dispiaccia". Ogni tanto fa
capolino la co-regista Coralie Trinh, ex attrice porno, che spiega: "Nadine e Manu
non sono delle cattive ragazze, vogliono semplicemente restare vive, a qualsiasi costo. La
musica, la violenza, il sesso, la strada, lumorismo, sono mezzi sicuri ed efficaci
per sfuggire al peggio, che è rappresentato dallobbedienza, dalla sottomissione,
dalla rinuncia a sé stesse. Si sentono vive quando uccidono, niente scuse, niente
spiegazioni. Per quanto riguarda il discorso sul sesso, sono gli uomini che hanno qualche
problema, era giusto restituire i corpi femminili nella loro interezza, anche in quella
dellamplesso. E così, anche voi che vi scandalizzate, fate così".
Mentre tutto ciò accadeva, lecumenico
Muller cercava di spiegare i motivi della presenza di questo film nella sezione Concorso,
ribadendo la bellezza pur nellesemplificazione violenta
dellopera del duo Despentes- Trinh.
A ragion del vero, questo Baise-Moi sul quale
si urla alledizione straordinaria, è soltanto un luogo prefabbricato e argutamente
premeditato del cinema, dove è stato un gioco da ragazzi far entrare più
sesso e sangue
possibile, per far si che un fiume di parole andasse ad "ingrossare" qualcosa di
minuto, che, alla faccia di chi fa film falsamente alternativi, passerà, statene certi,
anonimo e furtivo sotto il peso della storia del cinema, quella sì, piena di scandalose
genialità. Alle commediantes e alle loro metteur en scene, un sentito faites un autre
jeux, sil vous plait.
Gianluca Mattei
---- BAISE
MOI - baise moi di Raffaela Anderson e Karen Bach con
Virginie Despentes - VIRGINIE DESPENTES e Coralie Trinh -
CORALIE TRINH
Due ragazze in fuga si incontrano e scoprono
di avere molte cose in comune, a partire dal sesso per finire con la violenza. Questa riga
potrebbe essere anche troppo dettagliata per definire la trama di BAISE-MOI, sorta di
on-the-road pulp che sconfina nel porno e raggiunge il trash. Ma cerchiamo di dare ordine.
Quello che sembra voler lanciare la regista è un messaggio anti-uomo, criticabile come
presa di posizione, impotente nel trasmetterlo allo spettatore, colpa una
deficienza
registica perpetua e una narrazione così frammentata che la vicenda delle due eroine
negative diventa un unità di azione ripetuta all'infinito
(omicidio-sesso-omicidio-sesso), perennemente alla ricerca di qualcosa che sia, prima che
cinematografico, scandaloso e provocatorio. Da una parte il compito è riuscito, con
qualche scena davvero cult, e non è privo di una certa veemenza narrativa, aiutato molto,
in questo, dalle musiche, ma il risultato finale lascia perplessi: buon intrattenimento,
scene porno a valanga, dosi eccessive di violenza, ma poi? La regia è troppo vacua e
dispersiva, proprio per la sua inconsistenza che costringe il film a prendere strade già
battute (sia da se stesso che da altri), e l'aver girato in stile simil-dogme (visto che
ormai qualsiasi cosa sia "macchina a mano" è dogme) non cambia nulla, anzi,
aumenta il presunto sensazionalismo che dovrebbe/vorrebbe suscitare. In più c'è una
ridondanza nella seconda parte lievemente stancante, dove si subisce la mancanza di un
vero e proprio scopo nella vicenda, oppure il suo nichilismo obsoleto, ma come detto la
regia è troppo elementare per - almeno - suggerire allo spettatore una visione filmica
che non sia il macchinoso e scontato alternarsi di situazioni parossistiche. L'affidarsi
alle musiche - nel 90% dei casi - per colmare le lacune narrative la dice lunga sulle
potenzialità dell'opera e della sua regista, la quale si diverte a risolvere intere
sequenze con l'applicazione di sangue-sesso senza lasciare spunti al dialogo (lo afferma
nel film stesso e ci auto-ironizza, ma non basta) o a un qualsiasi tentativo di narrare
una storia. Ma non è sperimentalismo, è furbizia, derivante da un'incapacità e
un'imperizia per il cinema terrificante. Il vero punto di forza è nel riuscire a
trascinare lo spettatore nel turbine pazzoide dei personaggi/figurine descritti con un
amore ironico e beffardo, che davanti alla non-realtà cinematografica diventa odio. Ed è
uno dei film più riflessivi sulle possibilità del cinema moderno di riuscire a crescere
e svilupparsi,continuando - indirettamente - quel concetto iniziato dal Dogme95 (ma non si
parla solo di camera a mano). Colto da questo punto di vista è un prodotto imperdibile
che angoscia con la sua ottenebrosità latente, come un alimento guasto, che lo
spettatore, obtorto collo, deve mandare giù.
Andrea D'Emilio
---- BAISE
MOI - baise moi di Raffaela Anderson e Karen Bach con
Virginie Despentes - VIRGINIE DESPENTES e Coralie Trinh -
CORALIE TRINH
Una franca opinione...
Prendete "Assassini nati",
"Thelma e Louise" e una spruzzatina di "Romance X": il risultato fa
schifo.....
NF
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