Il bacio del'orso
Bear's kiss
di S. Bodrov
Sergej Bodrov, regista dell'apprezzato
"Il prigioniero del Caucaso",
firma un pasticcio dalle ottime potenzialita' che contiene
tutti i
difetti delle coproduzioni: belle location sfruttate con
superficialita' (ma davvero c'e' ancora chi pensa che in
Spagna dietro
ad ogni angolo ci sia un gitano che balla?), attori di
diversa
provenienza difficilmente amalgamabili (anche se per un po'
l'ambientazione circense funge da ottimo collante), ma
soprattutto
un'impersonalita' di fondo che non riesce ad imprimere al
film alcuna
direzione. Potrebbe essere una favola ma, a parte l'inizio,
il taglio
realistico priva di magia gli sviluppi narrativi,
collocandoli in un
limbo incerto tra il grottesco e il trash. Colpa soprattutto
di una
sceneggiatura piatta e insensata che procede per inerzia,
affiancando
tragedie e difficolta' che non hanno e non lasciano alcuno
strascico
emotivo, ne' nello spettatore, ma nemmeno nei personaggi. A
tal
proposito, la recitazione e' un vero strazio. La
protagonista Rebecka
Liljeberg (convincente nel riuscito "Fucking Amal")
e' prigioniera di
una staticita' (in)espressiva che la rende monocorde in ogni
sequenza.
Ha il viso adatto, ma affronta tragedie, passioni,
abbandoni,
decisioni cruciali, senza alcun slancio e con la medesima
apatia,
privando il personaggio (e di conseguenza lo spettatore) di
qualsiasi
coinvolgimento.
Non si capisce bene per chi sia stato pensato un progetto,
anche
ambizioso, di questo tipo. Tolto il fascino del percorso
itinerante,
anche giustificato a livello narrativo, sono la noia e le
risate
involontarie a regnare sovrane.
Luca Baroncini
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