I film:
Per lo piu' inutili e non mortalmente brutti anche se la
Cavani (Ripley's Game) e' offensiva nel suo non sapere cosa
sia la regia cinematografica alla sua tenera eta' e "Nha
fala" (in concorso!) mi ha segnato a colpi di
siparietti musicali e parigini... ma sto tranquilla perche'
non uscira' mai. Evitate come la peste "Rosa la
China" di Valeria Sarmiento: primo film visto alla
mostra... oscuri presagi. Potevo morire se non lasciavo la
sala durante "Lilly's Story" di Manthoulis (un
delirio sulle vicende della Grecia dei colonnelli ma girato
cosi' male da non resistere per piu' di un'ora). Profonda
noia su molti orientali ma "Oasis", "Dolls"
e "A Snake of June" mi hanno riconciliato con
quella zona del mondo.
Kitano, Tsukamoto, Chan ("Public Toilet"),
Depardon ("Un homme sans l'occident") e Ripstein
("La virgen de la lujuria") hanno ribadito che le
immagini sono importanti e che la storia non e' tutto.
Konchalovsky non e' del tutto presente a se stesso, Bodrov
(il bacio dell'orso) offensivo, la Holland dopo l'inizio del
film s'e' fumata qualcosa... peccato. Gli italiani mi sono
sembrati migliori rispetto agli anni scorsi. Vicari ("Velocita'
massima") non mi ha turbato e ha un bel finale, Virzi'
ha un protagonista insopportabile, Rubini e' meglio come
attore (vedi "La forza del passato" di Gay che e'
piaciuto solo a me) che come regista ("L'anima
gemella": si sono dimenticati di metterci una storia
interessante), Placido... boh inutile e soprattutto
criticabile per aver ricevuto la coppa Volpi maschile.
Di tutto un po':
Frears riscalda un po' d'acqua, Eastwood annoia (e mi fa
dormire per 10'), Ponti cosi' cosi' ma non orrendo (tranne
il pessimo finale), Mendes inutile anche se ben realizzato.
Todd Haynes: l'ho sempre amato ma qui si lancia in
un'operazione che mi lascia completamente fredda e se devo
avere solo una smisurata passione cerebrale allora viva
Soderbergh che mi ha portato a spasso il cervello con il suo
complesso e anarchico "Full Frontal",
assolutamente da rivedere.
Indimenticabile il b/n di Cassavetes (gloria nell'alto dei
cieli).
Sfacciato e sfruguglione come mai prima William Hurt in un
film ("Au Plus près du paradis") che e' un
tributo a "Un amore splendido" con Kerr/Grant.
"Ten minutes older - The Cello" illumina con
Bertolucci, Menzel e Godard (Figgis si avvita su se stesso
dopo "Timecode") ma lascia poco. "Frida"
potrebbe andare benissimo al botteghino e ha delle soluzioni
stilistiche divertenti.
Malkovich puo' leggermi la lista della spesa illudendomi che
si tratti di qualche T.S. Eliot inedito ma il suo film e'
troppo lungo (anche se non terribile) ed e' colpevole di
aver accettato di lavorare con la Cavani.
Lilja 4-ever, Magdalene Sisters, L'homme du train,
Naqoyqatsi, A snake of June, Dolls, 11'09"01 September 11, Un homme sans
l'occident, Oasis: le vere grandi emozioni del festival. Sean Penn e' un
grandissimo regista.
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a Festival di Venezia 2002