OASIS
COREA 2002 di Lee Chang-dong
con
Sol Kyung-gu, Moon So-ri.
° Il disadattato Jong-du esce di nuovo di
prigione e, casualmente, conosce la cerebrolesa Gong-ju:
prima la violenta, poi ne viene ricambiato ma il loro amore
impossibile viene osteggiato dalla società
"normale" circostante. Un poema sull’amore fra
due emarginati e sull’incontro fra due solitudini nello
stile coreano per cui la vita quotidiana fluisce dinanzi all’obiettivo
della macchina da presa e si innalza a piccoli ma
importantissimi slanci poetici, che in questo caso sono
esagerati e troppo ostentati però (come il sogno
"indiano"). Un inno al superamento delle barriere
all’interno di una società opprimente, sicuramente non
originale e non del tutto riuscito: chi ha gridato al
capolavoro sicuramente ha esagerato, ma le due ore e passa
scorrono con una naturalezza impressionante, nonostante la
complessità tematica e la fissità della macchina da presa.
L’esordiente Moon So-ri (premiata a Venezia per quella
categoria) è talmente brava da indurre il sospetto che sia
spastica veramente e che venga sostituita da un’altra
attrice nei momenti onirici. Premiato da CinemAvvenire come
miglior film in concorso, a Venezia 2002. DRAMM 132’ * *
½
Roberto Donati
------ OASIS
- oasis di Lee Chang - LEE CHANG
"Volevo raccontare quello che prima o
poi tutti abbiamo subito: e cioè il non essere capiti e
compresi dagli altri, che spesso nemmeno si chiedono cosa
realmente vogliamo o pensiamo" – così Lee Chang-Dong
parla del suo "Oasis". Ma per trasmettere tutto
ciò il regista sud coreano ha dovuto raccontare la storia
di due personaggi fuori dal comune - un delinquentello
socialmente emarginato ed una disabile - che si innamorano e
vivono una storia bellissima e normale di nascosto da tutti.
Talmente normale da non essere ritenuta possibile dalle
rispettive famiglie. Ecco che allora il racconto di
Chag-Dong è un dramma terribile, magnificamente filtrato da
una ingenua e poetica visione della vita. La visione di chi
il mondo esteriore lo subisce senza eclatanti ribellioni, ma
rifugiandosi nei propri sogni, nella propria
"oasi" fatta di cose comuni, di sentimenti puri,
che non hanno bisogno di troppe parole. Attraverso questo
mondo (ir)reale i due innamorati vivono nella serenità
delle proprie emozioni, senza più paure. Amara
consolazione. E monito per chi vive senza domandarsi cosa
realmente accada nella testa di chi gli sta accanto. Ma
anche perfetto esempio di vera cinematografia, nella sua
compostezza e nell’equilibrio di crudeltà, ironia, poesia
e speranza che mantiene dall’inizio alla fine. Nessuna
sbavatura di sceneggiatura, nessun prodigio di regia. Solo
un piccolo film di grandi cose, con due interpreti davvero
eccezionali che commuovono e incantano nel raccontarci il
loro mondo, lasciandoci disarmati davanti alle stupide
contraddizioni della vita.
Francesca Manfroni
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