Il ritorno di Cagliostro
IT 2003 di Daniele Ciprì, Franco Maresco con Luigi Maria Burruano, Robert Englund, Franco Vito Gaiezza, Pietro Giordano, Davide Marotta, Mauro Spitaleri, Franco Scaldati, Carlo Giordani, Fortunato Cirrincione.

Inizia come "The Blair Witch Project" (il ritrovamento di pellicole), tra gli interpreti c'e' il sottovalutato Robert Englund (l'abitatore degli incubi notturni nel maglione verde-arancio di Freddy Krueger), eppure non e' un horror. Ma non e' neanche un film completamente riuscito l'ennesima incursione di Daniele Cipri' e Franco Maresco nei meandri oscuri dell'orrore umano. Se nelle interessanti opere precedenti del cinico e visionario duo si restava meravigliati e sconvolti da una sorta di poetica dello strazio, ne "Il ritorno di Cagliostro" una maggior linearita' narrativa finisce per non giovare al racconto. Ad una prima parte che rievoca con ironia la nascita della fantomatica e "edwoodiana" "Trinacria Cinematografica" prendendo in giro, senza mordere troppo, l'autorevolezza di giornalisti e benpensanti (divertita la partecipazione di critici e letterati di riconosciuta fama), segue una  tutt'altro che lieve parte finale, in cui il destino di tutti i personaggi trova dettagliata spiegazione. Ben fotografato dallo stesso Cipri', il film sfuma il potenziale caustico in un teatrino di grossolana comicita', dove le gag arrivano alla risata quasi sempre in ritardo. Davvero encomiabile l'apporto di Robert Englund, che si presta con giocosa auto-ironia alla farsa del mito hollywoodiano. Avvicinandosi al pubblico, Cipri' e Maresco perdono in veracita' e ripropongono un modello cinematografico ai limiti del cliche', che si accontenta di risate facili a scapito di incisivita' e poesia. Qualche momento funziona a dovere (l'anticamera del vescovo con i prelati concentrati in uno swingante ballo, i provini per formare il cast, i cinegiornali che ricostruiscono il soggiorno di Englund in Sicilia), ma l'esasperata esibizione di mostruosita' arriva all'epidermide e li' si ferma. Non scalda, non indigna e poco coinvolge. Curiosita': perche' rutti e scoregge in "Natale sul Nilo" sono volgari e gratuiti mentre ne "Il ritorno di Cagliostro" dovrebbero entusiasmare?

Luca Baroncini

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