Pagelle e Recensioni
di Vito Casale

Concorso

Udalionnyj dostup di Svetlana Proskurina
Relazioni sentimentali via internet nella Russia di oggi. Poco coinvolgente.   5 ½

5 x 2 di François Ozon
Rapporto di coppia, dalla crisi all'innamoramento, raccontato in 5 episodi. Inizio di grande impatto e maestria registica, poi un po' di manierismo, e qualche caduta di sceneggiatura (l'ameircano??!!)                                                
6 ½

Howls moving Castle di Hayao Miyazaki
Super controlli all'ingresso delle sale a Venezia, per evitare copie non autorizzate del film. Miyazaki coinvincente, divertente e come sempre ipnotico, riesce a tenr desta l'attenzione senza cali. Solo qualche appunto alla curiosa ambientazione inglese, e al tema della guerra, a volte in netto contrasto con il magico spirito orientale.                       8
½

Tout un hiver sans feu di Greg Zglinski
Film svizzero con un protagonista stile Russel Crowe che rompe il legame con la moglie e incontra la classica profuga balcanica strappalacrime. Una storia tristissima (anche troppo) e compatta.     
6 ½

Mar adentro di Alejandro Amenàbar
Sorpendente film del regista di The Others sul tema dell'eutanasia. Strepitoso Bardem, che intepreta un ruolo difficile, recitando solo con il viso.                           
      7 ½

3-Iron di Kim Ki Duk
Ferro 3, è la mazza da gol preferita dal protagonista, che ha come principale attività quella di introdursi nelle case altrui. Senza rubare nulla. Addirittura aggiustando gli oggetti rotti. L'idillio si interrompe quando incontra una ragazza maltrattata dal compagno...Grande film di Kim Ki Duk, con pochissimi dialoghi, e senza parole del protagonista. Di una leggerezza e squisitezza rare.                                                         8 ½

Vera Drake di Mike Leigh
Dramma inglese sul tema degli aborti praticati con spirito umanitario dalla "mammana" Vera Drake. Nessuna presa di posizione del regista, che vuole semplicemente indurre lo spettatore a riflettere su un caso umano. Toccante.                                                                   
7

Promised Land di Amos Gitai
Gitai torna a girare in digitale, con un film di denuncia sulla tratta della bianche (estoni) in Israele. Feroce nella rappresentazione dell'asta delle donne. Magico ed esemplare nella gestione dei tempi del film (accellerazione-pausa-accellerazione-...). Catartico e quasi magico nel finale, seppur con una vena malinconica.          8 ½

Birth di Jonathan Glazer
Nicole Kidman protagonista di questo toccante film, in cui una donna vede in un bimbo di 10 anni il marito reincarnato. Rimane per tutto il film il dubbio sulla reale identità del bambino. Questa ambiguità, unita alla regia e alla fotografia scarna e cupa, fanno del film un'opera lucidamente allucinata. Uno scavo nell'interiorità di una donna sofferente. Imperdibile inquadratura fissa sulla sgomenta Kidman, della durata di qualche minuto...da vedere.                                               
                        7

Palindromes di Todd Solondz
Complesso divertissment di Solondz, che cambia il volta della protagonista per tutto il film, con una logica ricorsiva e circolare che vuole mettere alla prova l'attenzione dello spettatore. Sarcastico nei confronti della borghesia USA, ma meno graffiante di altri suoi film e un po' troppo macchinoso.                                        
6 ½

Le chiavi di casa di Gianni Amelio
Plurifavorito per il Leone d'oro. Rimasto invece a bocca asciutta. Un padre riabbraccia dopo anni il figlio handicappato. Il film di Amelio è certamente toccante e ben girato, ma gli fanno difetto alcuni buchi di sceneggiatura (il libro letto dalla signora sulla panchina...) e alcuni eccessi di buonismo quasi surreale (il lancio della stampella in acqua).                                                                      
7

Piccoli ladri di Marziyeh Meshkini
Ennesimo lavoro della fabbrica di cinema Makhmalbaf, racconta in modo a tratti troppo manierato la storia di due bambini senza padre ne madre che cercano di entrare in carcere per salvarsi (con palese omaggio a Ladri di biciclette di De Sica). Non da buttare, ma sembra confermare la vena declinante del cinema iraniano, ormai quasi soppiantato a livello internazionale dallo straripante cinema coreano.                                 
6 ½

Ovunque sei di Michele Placido
Difficile commentare un film indifendibile, con una prima mezz'ora di cinema medio classico godibile, e un'ora successiva di pura commedia involontaria. Quello che nuoce al film (che narra la morte di un marito, Accorsi, in crisi con la moglie) , più ancora che i dialoghi imbarazzanti (su coccinelle e margherite) è la pretenziosa vena intellettuale. Citazioni da Pirandello e Dante sprecate. Peccato, perchè Placido come attore pirandelliano è un grande. Forse gli ha nuociuto il troppo amore per lo scrittore.
Un dialogo su tutti: Moglie di Accorsi, a cui è appena morto il marito "Ed ora come farò?". Amante "Ma ci sono qua io!!!!". Risa e scherno in sala. Una bordata di fischi come non ho mai visto in 6 anni a Venezia. Un'occasione sprecata.                                                                     2

Settimana della critica

 

Fuori concorso

Throw Down di Johnny To
Un film del maestro di Hong Kong un po' fuori dalle righe, con più attenzione ai personaggi che all'azione.                                                                  6 ½

Collateral di Micheal Mann
Da molti acclamato come il migliore film della rassegna.
Tom Cruise killer per una notte, in una Los Angeles ritratta in uno spettacolare digitale quasi televisivo.
Ritmo serrato, e incredibile perizia registica. Imperdibile!                                           
8½

O quinto imperio di Manoel de Oliveira
De Oliveira torna al cinema teatrale, raccontando la folle storia di Sao Sebastiano, folle re portoghese dell'ultima crociata. Grande personaggio storico, animato da grande misticismo e casto spirito messianco. E' la parola a fare il film stavolta, e non viceversa. Grande affresco europeo, che vuole il sebastianismo (unico re e unico stato mondiale) trasformarsi in europeismo. Da vedere per gli amanti del regista e del folle messia portoghese.                              
8

Steam Boy di Katsuhiro Otomo
Torna il regista di Akira, con un storia ambientata nell'Inghilterra dell'800, ai tempi di Stevenson.
Un ragazzo lotta con macchine a vapore, contro lo strapotere della tecnologia. Gran dispendio di mezzi, 7 anni di produzione, per uno degli anime più spettacolari prodotti. Però, paradossalmente, quello che manca è l'anima (e scusate il gioco di parole).                             
6 ½

Perder es question de metodo di Cabrera
Amaro giallo colombiano, sulla corruzione che imperversa tuttora nel paese. Da sottolineare la prova della protagonista femminile, Quica (Garcia), a nostro giudizio vera eroina e star di questo Festival.                         6 ½

The merchant of Venice di Radford
Classica trasposizione del lavoro teatrale di Shakspeare. Senza infamia e senza lodo, con un Al Pacino che forse rende il meglio con Riccardo III (ammesso che il paragone sia lecito).6 ½        

L'amore ritrovato di C.Mazzacurati
Bell'affresco. Graziosa e tormentata storia d'amore con Accorsi/Sansa. Sullo sfondo (molto sullo sfondo....) la seconda guerra mondiale e il fascismo.                                       6 ½

Shark Tale
Cartoon Dreamworks, con protagonisti pesci con i volti di Will Smith, De Niro, Angelina Jolie, Martin Scorsese e Reneè Zwelleger. Divertente e spassoso.                                 6 ½

 

Orizzonti

A love song for Bobby Long di Shainee Gabel
John Travolta e Scarlett Johansonn, per questa  accorata storia di sentimenti, con una figlia che riscopre il padre sconosciuto.                                                              6½

Mysterious Skin di Gregg Araki
Dal regista di "Doom Generation", un racconto a tinte forti sulla pedofilia. Una sorta di "Boys don't cry" versione maschile.     7

Te lo leggo negli occhi di Valia Santella                         3
Prodotto da Nanni Moretti, l'opera prima di Valia Santella è purtroppo una grossa delusione: trama banale e troppo quotidiana, recitazione insufficiente. Più una fiction tv che cinema, con una Sandrelli cantante d'opera poco in parte.

Les Revenants di Robert Campillo                                 5
A volte ritornano. Improvvisamente i morti escono dalle tombe e tornano sulla terra. Attività cerebrale limitata, ma hanno un obiettivo molto chiaro...

Le femme de Gilles di Frederic Fonteyne                     6 ½
Dramma familare, su un marito fedigrafo che spasima per la sorella della moglie. Visivamente notevole, e con interessanti spunti drammatici. Alla lunga però un po' ripetitivo.

Izo di Takashi Miike                                                  5 ½
Ennesima follia visionaria di Miike. Storia di una vendetta in cappa e spada, senza nè capo nè coda.

Vento di terra di Vincenzo Marra                                6 ½

Vital di Shinya Tsukamoto                                         6 ½

Un mundo menos peor                                              6 ½

The three rooms of Melancholia di Honkasalo              6 ½

Tide table di Kentridge                                                 5
Corto sull'Africa.

Zulu love letter di Suleman                                          6
Film sul Sudafrica attuale, paese molto comune nel Festival.
Il film narra il problema dei processi a bianchi, post purghe in periodo Apartheid. Si possono veramente punire i colpevoli?

Come back Africa di Rogosin                                        7
Film sudafricano presentato a Venezia negli anni '50, con una giovanissima Miriam Makeba. Rappresenta in stile molto realistico la vita quotidiana per i neri nel regime dell'Apertheid. Commovente e ben girato.

L'ami y'a bon di Bouchareb                                          6
Corto africano.

L'enfant endormi di Kassari                                          6
Interessante film africano su una credenza legata alle donne incinta, l'addormentamento del feto.

Saimir di Munzi                                                            6
La storia di un ragazzo albanese in Italia.

 

Cinema Digitale

Letters to Ali di Clara Law                                         6 ½ 
Documentario visivamente strepitoso sulle condizioni non entusiasmanti degli immigrati non regolari in Australia. 

Yizo Yizo                                                                      7
Una sorta di "E.R" sulle scuole sudafricane multirazziali. Interessante e con un ottimo ritmo.

 

Giornate degli autori

Darwin's nightmare                                                 6 ½  
Il dramma del lago Vittoria in Tanzania, dopo l'introduzione del Luccio Perca, fatto per motivi commerciali.

 

Mezzanotte

Finding Neverland di Marc Forster                              6 ½
Delicato ed emozionate film sulla storia vera di J.Barrie, lo scrittore di Peter Pan, e della famiglia che l'ha ispirato. A tratti un po' troppo buonista e favolistico, ma comunque interessante.

Three Extremes di Chan, Chan-Wook, Miike         6 ½, 7, 8
Notevole apologia del cinema orientale, all'insegna del digusto e delle emozioni forti: ravioli di feti morti, dita tagliate, bambine con due teste. Didascalico ma comunque interessante l'episodio di Fruit Chan; estremo ma non eccezionale quello di Chan-Wook; visivamente e stilisticamente impeccabile quello di Miike. Da vedere.

Occhi di cristallo di Eros Puglielli                                 4,5
Doveva essere il segno della rinascita del cinema di genere in Italia ma non ci siamo proprio. Purtroppo Lo Cascio non è forse adatto a ruoli da thriller, e la sceneggiatura non lo aiuta (la scena della ragazza che esce dall'università e improvvisamente si trova solo all'inferno è quasi demenziale). Peccato.

Puteri Gunung Ledang di Saw Teong Hin                      6 ½
Il film malese è pieno di buona volontà, bei costumi e una bella favola. A parte questo, è a tratti noioso e banale. Comunque folcloristico.

Donnie Darko director's cut                                          7
Esce finalmente in autunno in Italia in film culto dei teenager americani. Le lucide follie di un giovane americano in bilico tra vita e morte...Il Director's cut toglie un po' di fascino all'originale, spiegando ciò che l'altro film celava. Cionostante l'atmosfera da "Ai confini della realtà" aleggia per tutto il film, con "maschera di coniglio" come metronomo...

King of the B's

La mala ordina di F.Di Leo                                             7
Gran film d'azione girato da Di Leo a Milano. Con un grande Mario Adorf, che sconfigge i cattivi a testate, per vendicarsi della morte di moglie e figlia, a causa di una tresca mafiosa.
Pullula di scene culto, tra tutte quella iniziale, in una hall di un albergo che brulica di "Mignorenni" (così nel film...).

Che cosa avete fatto a Solange?                                   6
Proiettata direttamente la pellicola personale di tarantino in inglese. Tradizionale e canonico, ma con alcuni spunti veramente inquietanti, sulla povera e disadattata Solange.

Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci                     6 ½
Visto con Tarantino in sala, che rideva ove era (in)sensato fare. Una miriade di scene cult, in questo giallo "pedofilo" e maledetto.
La scena nuda con bambino di Barbara Bouchet, l'assassinio di Florinda Bolkan, la morte finale del cattivo. Fulci è un genio del cinema di genere B, un vero maestro.

Orgasmo di Umberto Lenzi                                        6 ½
Noto per essere stato proiettato subito dopo Ovunque Sei di Placido in Sala Perla, e per aver rianimato gli esausti spettatori del film di Placido. Due fratelli cercano di truffare giovane vedova ereditiera, ma le cose non andranno come previsto...
Il titolo poco c'entra con la trama del film, in perfetto stile thriller/giallo. Comunque notevole, anche se un po' ripetitivo alla lunga.

Colpo di stato di Luciano Salce                                  6 ½
E se avesse vinto il PCI le elezioni? fantapolitica anni 60, di stretta attualità anche oggi. Paradossale e parodistico in entrambi i campi politici, e per questo odiato da tutti all'epoca.

Quel maledetto treno blindato di Castellari                 6 ½
Tarantino ha comprato il soggetto di questo film d'azione di Castellari, e pare voglia usarlo per il suo prossimo film. Difficile dire cosa ci abbia visto, il film comunque è divertente e involontariamente parodistico rispetto a classici film del genere "la pattuglia maledetta".
Trovate ed espedienti di vario genere, come i combattimenti esclusivamente senza armi da un certo punto in avanti del film, obbligatori perchè erano finiti i proiettili in scena...
Notevole anche la scena con le crocerossine tedesche nude nel lago, nonchè il geniale sistema per il blocco dell'innesco della bomba V2 (una matita!).

Corto Cortissimo

Gabbiani di Francesca Archibugi                                  5
Da Checov. Scolastico ed evitabile, anche se tutto sommato ben girato.

Il potere sottile                                                         6 ½
La Ferrara in costume. Storicamente interessante.

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