MOULIN ROUGE
di Baz Luhrmann
con Nicole Kidman e Ewan McGregor
Baz Luhrmann è un idiota o un genio o
ambedue? Non lo so.
Nella grande scena in cui entriamo per la prima volta al Moulin Rouge le
ballerine e gli uomini in frac ballano un mix di Voulez Vous Cocher Avec Moi e
Smell Like Teen Spirit e qualcos'altro.
Poi arriva Satine che fa Diamonds are a Girl Best Friend con un inserto di
Material Girl e zac! scatta il ricordo: il video di Material Girl era un omaggio
proprio alla Marilyn di quel film. E perchè il compositore è identico a
Michael Foucalt e tutti i suonatori dell'orchestra pure? Ma perchè Foucault è
l'unico filosofo francese del XX secolo citato
in una canzone di Prince (Sign of
the Times)! Luhrmann da l'idea di non aver visto più di venti film in vita sua
ma migliaia di video musicali. Però deve aver visto anche la Traviata e la
Boheme e probabilmente dei quadri di Sargent e Boldini (curiosamente, non di
Toulouse Lautrec che qui, interpretato da John Leguizamo da l'idea di non aver
mai toccato un pennello) e naturalmente le fotografie di Pierre+Giles. Frasi:
Talent borrow, genius steal. E inoltre: il buon gusto è il peggior nemico della
grande arte (credo che sia di Picasso).
Baz Luhrmann è del tutto privo di qualsiasi forma di buon gusto. Ci sono
momenti di idiozia così sublime da raggiungere il genio. Ad ogni nuova canzone
(Roxanne! Like a Virgin! The hills are alive with the sound of music...), ad
ogni nuova inquadratura demente (Zoom! Dissolvenza! Stop and Go!), ad ogni luogo
comune detto con tanto sentimento (l'Amore Vince Ogni Ostacolo! Ma lo Spettacolo
Deve Continuare!) ci diciamo no, non può farlo! E invece lo fa.
E quando arriva il grande spettacolo teatrale d'ambiente indiano, scopriamo la
vera influenza: i film indiani commerciali, quei drammoni musicali in cui tutti
i generi si confondono e sovrappongono...
Una potenza visiva demente e, apparentemente, nessuna forma di pensiero dietro.
Non si riesce a capire se ci sia dell'ironia o no. Credo di no ma non ne sono
sicuro. Non lo so. Forse è davvero un genio, cioè qualcuno che non ha bisogno
dell'ironia. O forse è davvero un'idiota. Nicole Kidman meravigliosa, ma ormai
lo diciamo sempre, è un dato assodato (e recentemente, The Others...).
Ewan McGregor, lontano dalla castrante direzione di Lucas, si conferma
affascinante e bravo (canta e balla discretamente). Menzione speciale per il
mitico Jim Broadbent nella parte dell'impresario. E per non dare l'impressione
sbagliata: mi è piaciuto immensamente. Solo che
non ho le idee chiare su che razza di film sia.
So you can't stop the Children of the Revolution... (T.Rex/Violent
Femmes).
Stefano Trucco
----- MOULIN
ROUGE - moulin rouge con Nicole Kidman - NICOLE KIDMAN e
Ewan McGregor - EWAN MCGREGOR
Parigi, 1899: Christian (Ewan McGregor),
un giovane scrittore bohemienne, incontra per caso Toulouse Lautrec (John
Leguizamo), che lo convince a presentare le sue proposte per uno spettacolo
teatrale a Satine (Nicole Kidman), la stella del Moulin Rouge. Ma Satine scambia
Christian per il Duca di Monroth, a cui deve concedersi per convincerlo a
finanziare il teatro. Questo incontro cambierà la vita di tutti...
Rispetto allo scorso anno, avaro di buoni film, questo inizio di stagione
cinematografica e' incredibilmente ricco di ottimi titoli. "The others",
"Fantasmi da Marte", "La nobildonna e il duca" e adesso
quella che e' la vera sorpresa dell'anno: "Moulin Rouge".
Al ritorno dal Festival di Venezia non riuscivo a spiegare perche', sebbene ci
fossero alcuni ottimi film, il festival fosse sottotono: il motivo e' proprio
che mancavano titoli al livello di "Moulin Rouge", da amare alla
follia, eccessivi, strepitosi. E pensare che, quando i pochi fortunati che
avevano potuto vederlo già a Cannes, mi dicevano che era molto
più eccessivo
di "Romeo+Giulietta" stentavo a credergli, ritenendo impossibile
superare quegli eccessi.
"Moulin Rouge" e' un capolavoro e proietta Baz Luhrman, che
già aveva
diretto due ottimi film, nell'olimpo dei registi che rimarranno nella storia del
cinema. Il ritmo e' trascinante: divertentissima e mai noiosa la parte iniziale,
ricca di invenzioni linguistiche e narrative e in molti momenti quasi
cartoonistica, struggente la seconda parte, dove il divertimento lascia spazio
al pathos. Le scenografie sono barocche fino all'eccesso: interni
incredibilmente eccessivi ed esterni dipinti che sembrano uscire da un film di
Tim Burton. L'idea di fondo della colonna sonora e' geniale: creare un musical
adattando ad un contesto da fine '800, e alle esigenze narrative del film, molte
delle canzoni che hanno fatto la storia della musica moderna;
già Resnais, in
"Parole, parole, parole" aveva fatto qualcosa di simile, si potrebbe
dire: ma aveva invece compiuto l'operazione inversa, adattando musiche del
passato ad un contesto moderno.
E, infine, non bisogna sottovalutare il fatto che "Moulin Rouge" sta
già diventando oggetto di culto: casualmente, all'uscita dalla sala, ho
incontrato 4 persone che conoscevo che stavano entrando al secondo spettacolo,
ognuna venuta per conto suo: tutte e quattro erano venute a
vedere il film per la seconda volta. Erano anni, probabilmente dai tempi di
"Titanic", che non vedevo persone tornare a rivedere il film dopo
pochi giorni...
Voto: 10.
Graziano Montanini
----- MOULIN
ROUGE - moulin rouge con Nicole Kidman - NICOLE KIDMAN e
Ewan McGregor - EWAN MCGREGOR
L'opinione che ho di Luhrmann sè
abbastanza chiara anche dopo la visione di "Moulin Rouge": il suo è
un cinema eccessivo, "post moderno" , che mischia culture, epoche
diverse con l'immaginario collettivo e popolare.
In questo caso, come in Romeo + giulietta , la sorte è toccata al musical.
Rivisitazioni di classici degli anni 70,80,90; la classica storia d'amore tra
l'artista e la mignotta, e in mezzo l'uomo ricco che però non è amato ma fa il
prepotente Sono gli ingredienti di un film che ahimè, pur rappresentando un
nettissimo passo avanti rispetto all'insipienza e la ridicola versione del testo
Shakesperiano, di "Romeo + Giulietta" risulta ancora una volta mal
fatto. Alcune scene musicali sono azzeccatissime, non c'è che dire. Quella del
Can Can, "your Song", Roxanne e il Tango. Luhrmann pur non possedendo
grandi doti registiche (anzi, appare piuttosto dilettante commettendo errori
gravissimi di montaggio, movimenti di macchina spesso assurdi), in alcune scene
dimostra il suo stile visionario e folle, o meglio ancora anarchico, privo di
regole.
Privo di regole, o meglio prive di senso sono certi abbinamenti musicali,
spesso associati narrativamente a situazioni scontate, o meglio ancora
anticipate in maniera prevedibile e scontata (vedi l'attacco di like a virgin).
Insomma,stupisce, più che l'insufficienza (non grave) del film, il totale
entusiasmo per questo film di alcune persone. Per cui basta
vedere una indubbia grande scenografia, delle scene indubbiamente divertenti e
folli (ma sempre per la serie, si passiamo una serata piacevole e basta) per esaltarsi e gridare al grande film. Luhrmann sbaglia film perchè
si rifugia nei soliti stereotipi narrativi fatti di donne incomprese, lieto
fine, eroe artista; senza però rinnovarsi narrativamente,
aggiungendo spesso
situazioni kitch (a dire il vero sia volontarie che involontarie).
Un regista coerente nel suo gusto eccessivo e ridondante, ma di gran lunga
incapace di fare cinema nel vero senso della parola, di dare emozioni e
lasciare qualcosa a livello emotivo. Giusto un film piacevole a tratti, adatto
per due ore e mezza di sorrisetti e frasi tipo "toh guarda che canzoni ha
messo". E null'altro. Un film che certo rimarrà stampato per l'enormità
del lavoro figurativo, ma mancante di quella bellezza globale, che rende un film entusiasmante.
Voto: 5
Francesco
----- MOULIN
ROUGE - moulin rouge con Nicole Kidman - NICOLE KIDMAN e
Ewan McGregor - EWAN MCGREGOR
L'opinione che ho di Luhrmann sè
abbastanza chiara anche dopo la visione di "Moulin Rouge": il suo è
un cinema eccessivo, "post moderno" , che mischia culture, epoche
diverse con l'immaginario collettivo e popolare.
In questo caso, come in Romeo + giulietta , la sorte è toccata al musical.
Rivisitazioni di classici degli anni 70,80,90; la classica storia d'amore tra
l'artista e la mignotta, e in mezzo l'uomo ricco che però non è amato ma fa il
prepotente. Sono gli ingredienti di un film che ahimè, pur rappresentando un nettissimo
passo avanti rispetto all'insipienza e la ridicola versione del testo Shakespeariano,
di "Romeo + Giulietta" risulta ancora una volta mal fatto. Alcune
scene musicali sono azzeccattissime, non c'è che dire. Quella del Can
Can, "your Song", Roxanne e il Tango. Luhrmann pur non possedendo
grandi doti registiche (anzi, appare piuttosto dilettante commettendo errori
gravissimi di montaggio, movimenti di macchina spesso assurdi), in alcune scene
dimostra il suo stile visionario e folle, o meglio ancora anarchico, privo di
regole.
Privo di regole, o meglio prive di senso sono certi abbinamenti musicali,
spesso associati narrativamente a situazioni scontate, o meglio ancora
anticipate in maniera prevedibile e scontata (vedi l'attacco di like a virgin).
Insomma,stupisce, più che l'insufficienza (non grave) del film, il totale
entusiasmo per questo film di alcune persone. Per cui basta
vedere una indubbia grande scenografia, delle scene indubbiamente divertenti e
folli (ma sempre per la serie, si passiamo una serata piacevole e basta) per
esaltarsi e gridare al grande film.
Luhrmann sbaglia film perchè si rifugia nei soliti stereotipi narrativi fatti
di donne incomprese, lieto fine, eroe artista; senza però rinnovarsi
narrativamente, aggiungendo spesso situazioni kitch (a dire il vero sia
volontarie che involontarie).
Un regista coerente nel suo gusto eccessivo e ridondante, ma di gran lunga
incapace di fare cinema nel vero senso della parola, di dare emozioni e
lasciare qualcosa a livello emotivo. Giusto un film piacevole a tratti, adatto
per due ore e mezza di sorrisetti e frasi tipo "toh guarda che
canzoni ha messo". E null'altro.
Un film che certo rimarrà stampato per l'enormità del lavoro figurativo, ma
mancante di quella bellezza globale, che rende un film entusiasmante.
Voto: 5
FrancescoDue
Il gusto per
l'eccesso, la commistione stilistica tra musiche, scenografie
e costumi razionalmente inaccostabili, il virtuosismo tecnico, sono da sempre marchio di fabbrica del cinema
secondo Baz Luhrmann. A partire dalla favola "Ballroom
- Gara di Ballo", fino alla rilettura in salsa pop del
testo shakesperiano di "Romeo e Giulietta". In
"Moulin Rouge", il geniale regista spinge
ulteriormente il pedale sull'acceleratore della fantasia e
costruisce un mondo sospeso, dove
il luogo del peccato della Parigi di fine ottocento, diventa
un caleidoscopio di luci e colori e dove l'atteso can-can si
ritrova interpretato in "Voulez vous coucher avec moi"
per poi sfumare
nell'hit dei Nirvana "Smells like ten spirits". Ed
e' la provocatoria scelta di reinventare il musical l'idea
forte del progetto di Baz Luhrmann. Non a caso i momenti più coinvolgenti sono proprio quelli in cui musiche
lontanissime, per genere ed epoca, vengono accostate
per raccontare la storia d'amore tra la cortigiana Satine e
il rampollo inglese in cerca d'amore, Christian. Una
rivisitazione di "Your song" di Elton John fa
scoccare la scintilla tra i due,
portandoli a ballare direttamente in cielo tra le stelle.
"Heroes" di David Bowie, mixata a "I will
always love you" di Dolly Parton, celebra il loro amore
impossibile. Un po' quello che si chiede al cinema:
interpretare la realtà attraverso una visione "bigger
than life", dove tutto e' amplificato, esagerato, irreale, come in un sogno. A una prima parte tanto
squinternata quanto affascinante e ricca di suggestioni,
tenuta insieme da una certa ironia e dall'idea che in fondo
si sta partecipando a un gioco, segue però una brusca
virata narrativa. L'amore fumettistico e sopra le righe tra
i due protagonisti perde in leggerezza e si trasforma in prevedibile tragedia; i personaggi cominciano a prendersi
terribilmente sul serio e da pedine di un sottile gioco
intellettuale tentano di diventare vivi e pulsanti. Il
problema di fondo e' che non si crede neanche per un
fotogramma all'amore tra Satine e Christian e la loro passione, urlata e cantata, non provoca il minimo
coinvolgimento. E la colpa non e' neanche dei protagonisti
(anche se Nicole Kidman in versione "pene d'amor
perduto" non e' il massimo della credibilità), quanto
proprio del tentativo di imbrigliare un sogno colorato e fantasioso in una storia a misura di pubblico. Ecco quindi
sopraggiungere nello spettatore un senso di saturazione
visiva e di pesantezza, in cui le sfumature del sogno si
perdono nei confini di una routinaria e forzata
storia d'amore, che da trampolino della fantasia diventa
invadente e noiosetta realta'.
Luca Baroncini
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