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Mereghetti...live!2001
Ieri, alla Feltrinelli duomo, M. ci
ha spiegato di "cosa parliamo (lui ed Emilio Tadini che
ha dato buca) quando parliamo di cinema" (titolo
prestato da Carver). Imbarazzato ed assetato all'inizio poi
fin troppo sciolto nel proseguio, ha: ribadito il suo non
piacergli Leone, comunicato la sua preferenza per alcuni
classici che rivede e riguarda (come A qualcuno piace caldo,
Un americano a Roma) ogni volta rigustandoseli, il suo non
gradire Loach come esempio di cinema che "non mantiene
la necessaria distanza con lo spettatore" (concetto
gia'
chiaro ma evidente dopo aver visto Paul, Mick etc proprio
oggi) ed il suo rifiutare quei film francesi che ti
dialogano addosso per spiegarti i concetti come se
"fossimo tutti scemi" e poi ti fanno la morale,
alla fine. Ha citato Sotto la sabbia come gran bel film sul
lutto, contrapposto a "quello di Moretti" che,
invece, strizza compiaciuto l'occhio allo spettatore; ha
cortesemente risposto ad un polemico sulla sua preferenza
sul cinema di Lumiere, pazientemente dialogato con
un'anziana che cercava di monopolizzare l'attenzione con
banalita' trite sul cinema italiano. Ha poi detto di
discutere alle volte con i suoi collaboratori che vorrebbero
privilegiare i film iraniani a tutti i costi (nella
compilazione delle schede per il suo manuale, il prossimo
esce a meta' novembre, btw) mentre lui spesso vi ci si
annoia.
Per constatare come il cinema e', nel corso degli anni,
tornato indietro ha suggerito di non perdere Pagine di
follia al prossimo festival del cinema muto a Pordenone.
No spoiler, no statement, spontaneita'.
Un bel signore, poi.
Libetta
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