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Paz!
di Renato De Maria

E' difficile stroncare un film che mi e' piaciuto. Ma in questo caso e' assolutamente necessario.
Vedendo Paz!, la prima cosa che viene in mente sono, purtroppo, i film con Boldi e De Sica.
Abbiamo la stessa struttura a sketch, senza una storia d'insieme; abbiamo lo stesso uso delle musiche, con l'inserimento di canzoncine famose ed accattivanti; abbiamo l'inserimento di personaggi riconoscibili in qualità di comparse (Freak Antoni e Giovanni Lindo Ferretti, come Leslie Nielsen o Megan Gale per i Vanzina); abbiamo lo stesso tipo di umorismo, con allusioni e scenette sul sesso o sulle funzioni corporali (come la scena di Fiabeschi in bagno). Il tutto ovviamente rapportato ad un target totalmente diverso, con la cultura di sinistra e Bologna a sostituire gli yuppie e Cortina.
E nonostante tutto questo "Paz!" non mi e' dispiaciuto. Perché mi emoziono a sentire i CSI e gli Skiantos, perché a Bologna l'Università l'ho fatta anch'io, perché mi ha riportato nei ricordi a un periodo che ormai e' finito. Mi e' piaciuto, insomma, proprio perché sono lo spettatore a cui il film deve per forza piacere, al di la dei suoi demeriti cinematografici.
Mi e' piaciuto, ma e' un brutto film. Ed e' un peccato perché gli attori sono bravissimi, sia i protagonisti che i comprimari (immensi Antonio Rezza e Frankie Hi Nrg Mc), i personaggi indovinati, le musiche ottime. E perché il regista la passione ce l'ha messa. Aggiungendo una sceneggiatura a cui poter dare un titolo diverso da "Boldi e De Sica al DAMS" poteva essere un bel film. Ma non lo e'.
Voto: 4
Graziano Montanini

--- Paz - PAZ di renato de maria - RENATO DE MARIA

Il cinema ha spesso tratto ispirazione dal mondo dei fumetti per costruire storie o visualizzare atmosfere, ma si tratta, occorre ricordarlo, di due modi di comunicare diversi. Nel fumetto il tratto del disegno e l'immobilità dei personaggi lasciano aperto un mondo alla fantasia del lettore. Non e' quindi detto che la trasposizione su pellicola di vignette, riesca a comunicare la stessa sensazione. Il film "Paz!!" si ispira visivamente ai fumetti e ai personaggi di Andrea Pazienza, artista di culto degli anni settanta. Chi non conosce il fumetto, però, e' tagliato completamente fuori. Davvero difficile, infatti, appassionarsi o provare il benché minimo interesse per ciò che lo schermo racconta. Sembra di ritrovare i più triti luoghi comuni sui fermenti rivoluzionari post-sessantotto: il mondo e' diviso in due, o comunisti o fascisti, la "canna" e il sesso sono il "deus ex machina" di qualsiasi azione, gli ideali politici sono ridotti a slogan privi di sostanza. Probabilmente sarà ANCHE stato così, ma l'ennesima riproposizione acritica di un modello ormai ampiamente superato, potrà piacere ai nostalgici, ma non aggiunge davvero nulla di nuovo su un periodo storico invece interessante e carico di stimoli. Anche la messa in scena di Renato De Maria non convince: non basta piazzare un "Galletto", una "Fiat 127", attaccare qualche manifesto, imbrattare i muri e vestire le comparse con l'eschimo, per creare un'atmosfera credibile. Tra l'altro l'utilizzo del digitale non risulta la scelta più adatta: alcune sgranature sono veramente brutte e cozzano con lo stile dei fumetti, ruvido nei contenuti ma non nella forma. Gli attori, a parte il divertente Max Mazzotta (il mantenuto Enrico Fiabeschi), il volenteroso Claudio Santamaria (Pentothal, l'alter-ego di Pazienza) e la sempre brava Iaia Forte, si limitano ad assomigliare ai personaggi di carta da cui derivano. Alcuni caratterristi, poi, sembrano reclutati per strada all'ultimo minuto, con il copione ancora sotto al cappotto. L'assenza di una narrazione, con lo stanco succedersi di urla e rutti, si fa presto sentire e non e' sufficiente il contributo, nelle scelte musicali, di Gino Castaldo per dare ritmo alle vignette affiancate pedissequamente dal regista. Nulla di ciò che si vede, quindi, scalfisce e l'ironia delle intenzioni sfocia in una rappresentazione grottesca di nullo interesse. Probabilmente l'intenzione era di entrare nello spirito dei fumetti di Pazienza riproponendone lo stesso mondo, ma il risultato non va oltre la superficie delle immagini. Come se il libro a fumetti venisse sfogliato velocemente senza soffermarsi a leggerlo.
Luca Baroncini

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