Ultimo tango a Parigi
di Bernardo Bertolucci
Inutile parlare dello scandalo e della caccia alle
streghe suscitati da questo film nel lontano 1972. Oggi
possiamo vederlo per quello che è realmente, al di là del
suo mito. Ultimo Tango rappresenta la solitudine degli
esseri umani e l'incolmabile distanza fra i sessi. Comincia
tutto con un fulmineo rapporto fra un uomo maturo e una
giovane donna borghese. E' l'inizio di una storia che
coinvolge solo i corpi e non i sentimenti dei due amanti. In
un primo tempo l'esperienza è condivisa da entrambi, ma in
seguito la ragazza si stancherà e ucciderà il suo amante.
Sulla direttrice principale della storia s'innesta la
rappresentazione in perfetto stile "Truffaut"
dell'idillio fra la ragazza e il suo promesso sposo, un
giovane regista alle prese con una noiosa pellicola
iperrealista. Sembra di assistere a due film differenti.
L'epilogo è tragico, il salto dalla dimensione ideale a
quella reale costerà la vita al personaggio principale,
interpretato da un Marlon Brando al massimo
dell'ispirazione. Da menzionare anche la splendida
fotografia, particolare solitamente non troppo considerato
in casa nostra. Ultimo Tango è una delle massime
espressioni del cinema italiano; personalmente sono portato
a pensare che sia il miglior film mai realizzato in Italia.
Esprimo questo giudizio senza il patema d'aver dimenticato
uno o più film di Fellini, regista che rispetto, anche se,
con tutto l'impegno del mondo, non riesco a riconoscergli
quella patente - universalmente attribuita - di maestro e di
massimo regista italiano. Peccato che Bertolucci non si sia
più ripetuto a quei livelli...
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