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Crash
di David Cronenberg
Trattasi di opera d'arte post moderna,
Crash è il miglior film sulla gioventù di oggi.
Cronemberg prosegue il suo personale lavoro di dissezionamento della carne umana, una carne sempre più
interfacciata dall'hardware, a livello metafisico, gibson ha
insegnato molto, e certe soluzione cromatiche ballardiane traspongono sul piccolo schermo le idee di quei visionari
scrittori dediti al cyberpunk di 15 anni fa. Carrellate leggere, colori intensi, torbide escalation, effetti
violentemente stranianti, anatomie aggrovigliate folgoranti,
flashback di depravazione, l'incidente automobilistico
assurge a opera d'arte post moderna. Un tripudio thrash che
sfama le video camere verità in cerca di catastrofi e
incidenti per questi tempi tanto trendy. Pelle lacerata o
carezzata? Carne martirizzata o eccitata? Viscere penetrate
dal sesso o dalla lamiera ammaccata? Il piacere è
direttamente proporzionale al pericolo e al dolore, il
dolore risveglia e fa da catalizzatore afrodisiaco agli
impulsi sessuali. Questa è un opera d'arte post-moderna, un
prodotto di consumo per le telecamere, una morte pop dai
contorni masturbatori, una brutale sodomia metaforica a
colpi d'auto, una tortura imposta al proprio corpo con
contorsioni finalizzate a raggiungere il piacere, è più di
tutto una miseria esistenziale.
Il film di Cronenberg è il miglior film sulla gioventù di
oggi ripeto. L' uomo, la donna, sono coinvolti in una società
dove l' orgasmo è l'unica cosa che conta, la società che
gioca con le macchine come estremo dell' orgasmo. La
macchina e i suoi feriti, i suoi morti sono l'eccitazione
maggiore, persone che provano l' estremo, però quando si
supera, come nella scena in cui Vaughan supera la macchina
di Ballard, muore. La violenza è godere delle disgrazie
altrui, proprio come la risata, però questa è la realtà
pura e giovanile, dove il film di Cronenberg viene visto per
un horror con schizzi di sangue e non per un vero
significato del film. Lo schizzo di sangue èquello che i
giovani di oggi provano e non vanno a vedere se è bene o
male, come quando Ballard si toglie la cintura perchè gli
da fastidio. Il passato di Dean e la riproduzione degli
incidenti come la generazione da imitare, estremo che supera
l' estremo ma non la macchina, vista come la normalità.
Ormai la normalità è il ritratto di questa società,
Cronenberg lo esprime con alcune censure, nonostante tutto
il suo film sia molto spinto, come una società che è
arrivata all' estremo, Strange Days, e non sa come
aggiungere la novità se non come la morte.....le
conversazioni riguardo al traffico in aumento esprimono bene
il senso di alienazione, di claustrofobia e di fretta di
questa società del Dean che corre freneticamente. Il sesso
sopra la macchina come sesso come la prima cosa che ci tocca
in questa vita. L' eccitazione come eversivo dal diverso,
dal traffico che non c' è e aumenta, perchè loro
rappresentano la società che si accumula fino che la
normalità sarà unica : ingorgo di persone che fanno la
fila per il suicidio che è il capolavoro della loro vita,
attimo di follia e di normalità. I pensieri di una società
del Dean, in cui l' apocalisse è il presente e non più il
futuro. Ormai la macchina e l'uomo sono la s(t)ess(a)o cosa.
Un destino che ci accomuna, il fine secolo che non ha
differenze dal nuovo secolo, la macchina e l' identità
umana in una cosa che Dean ci ha fatto pensare e che non può
cambiare. La società del Dean.....con i suoi giovani
rampanti ben pasciuti, ben vestiti, capelli ben curati, peli
del pube ben curati, a 180 all'ora li piace fare il figo, e
sembra più preso dalla sua figa, e quando acceleri a 200
all'ora tu figlio di papà e in giubbotto
di volpe, sniffate di coca a più di 220 all'ora, ti senti
meglio, e forse capirà assieme alla sua consorte che il
Vaughan non esiste, è solo una proiezione delle loro
frustrazioni , dei loro desideri più reconditi, vaughan.....il
fantasma depravato della società del Dean che s'inkazza a
morte se la macchina davanti va piano, siamo tutti un pò
Vaughan dentro la nostra anima(macchina).
Zero Cool (da IAC)
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