Toto` Peppino e... la malafemmina

Toto` Peppino e... la malafemmina (di Camillo Mastrocinque, 1956) e` una gran bella sorpresa.

Pur piegato all'esigenza di lasciare massimo spazio agli sketch di Toto` e Peppino De Filippo, e quindi dovendo imbastire una storia piuttosto povera, il film e` raramente noioso e valorizza il duo alla grande. Le gag famose e meno famose, ma quasi tutte riuscite, non si contano: il vigile milanese, la lettera alla Malafemmina, il trattore che sfonda il muro, le acrobazie verbali dei due --- che purtroppo sfuggono alla gente di qui. In un ruolo minore c'e` un giovane Nino Manfredi.

Ma anche la regia in se' e` interessante. Penso che Mastrocinque fosse cio` che normalmente si definisce "un onesto artigiano": dispensa carrelli e primi piani nel modo migliore, e pur muovendosi in uno schema rigido, riesce a fare del buon cinema. La protagonista femminile, la Malafemmina, tale "Dorian Gray" alias Maria Luisa Mangini, e` bravina, decisamente piu` che una giunonica comparsa: la ritroveremo, oltre che in parecchi altri film di Mastrocinque/Toto`, anche nelle "Notti di Cabiria" e nel "Grido" di Antonioni.

Curioso il finale. Con un finale del genere, "Malafemmina" non si puo` definire una commedia in pieno. I casi sono due: o si e` dovuto accorciare il film in fase di montaggio --- e gia` cosi` sono quasi due ore, un tempo probabilmente al limite dell'eccessivo per una "commedia con Toto`" --- oppure e` un'idea originale di Mastrocinque e del suo gruppo. Nel secondo caso, onore al merito, e` una gran bella trovata secondo me. A questo punto posso dire che Mastrocinque avesse parecchio talento, anche dopo la visione di "La cripta e l'incubo", un gran bell'horror gotico tradizionale.

Claudio Castellini

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