Spiderman,
di S. Raimi, con T. Maguire
A quanti
credono che il "fantastico" possa manifestarsi nel
momento presente, fondendosi con impressioni di vita reale,
non si illudano di trovare nei fotogrammi di "Spiderman",
e tantomeno nell'interpretazione di Tobey Maguire,
l'incarnazione di un "super eroe". Infatti, Peter
Parker non è l'atletico, prestante laureando in Scienze
prodotto dell'immaginario sociale americano, ma un esile,
talvolta esilarante giovane alle prese con un mondo
"tutto da scoprire". Un mondo, una dimensione che
trae azioni, cromatismi e personaggi dalla fantasia, senza
alcuna intenzione di "legittimare" il fumetto, e
soprattutto distante dal voler riprodurre una doppia,
parallela realtà a ciò che gli uomini denotano come
"presente". Questo grado di consapevolezza diventa
il punto forza del regista, Sam Raimi che cerca nello
spettatore un "complice", un fruitore cosciente in
grado di condividere i propri trucchi cinematografici.
Raimi guida
il suo pubblico verso un registro filmico tutt'altro che
univoco: se da un lato gioca sull'esagerazione dei
movimenti, attraverso l'accellerazione dei gesti di "Spiderman",
sullo sfondo di una city carica di grattacieli ed eventi
shock, dando risalto agli aspetti comici di una "natura
fittizia" piena di spiriti maligni, dall'altro tende ad
"alludere" lo spettatore. Tessuta la "fabula
cinematografica" mediante l'ausilio di effetti e mezzi
tecnici, dapprima Raimi suggerisce al pubblico, ormai
paralizzato sulla poltrona davanti allo schermo, di non
prendere troppo sul serio la realtà virtuale che osserva,
poi dona a questa "seconda dimensione in
celluloide" una parziale "possibilità".
Probabilità generata dallo sceneggiatore, rettasi sulle
parole del copione e sancita dai discorsi diretti degli
attori non protagonisti. Infatti, il direttore del giornale
trattando di fotografie scandalistiche parla del
"bikini di Julia Roberts", quando l'amato e
compianto zio di Peter in precedenza, aveva ammonito il
giovane nipote troppo sicuro delle proprie capacità, a non
credersi una sorta di "Superman!"
Per il
resto, la pellicola rappresenta una sorta di "non
compiuto", di amicizie, sentimenti e situazioni
lasciate a metà: dipanate, sospese nel tempo che
impiegherà Raimi a girare il prossimo episodio di Spiderman.
Zoe Martoni
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