Rififi
(Du rififi chez les hommes)
di Jules Dassin (1955)

Chi e` che cercava titoli per un elenco del noir? eccone uno che aspira alla grande al primo posto. Rififi e` un capolavoro assoluto.

C'e` un disperato durissimo, Jean Servais (per esempio nell'immenso "Le plaisir"), che mette insieme una banda e progetta un colpo. E gia` qui mi entusiasmo. Il colpo funziona, non funziona il resto, cioe` tutto quello che c'e` intorno.

Soltanto la fotografia e le inquadrature della prima mezzora bastano a commuovere. Ne scelgo una a caso: dopo cinque anni di galera, Tony torna a trovare l'amante infedele. La fa spogliare; quindi la getta nella stanza da letto (panoramica veloce, terminante sulla porta della camera) e li` la prende a cinghiate. Basta il moto della cinepresa a definire uno stato d'animo. E se non e` Cinema questo. Roba che ci si potrebbe aspettare citata nei manuali.

Poi il colpo: una sequenza di mezzora completamente silenziosa, di una tensione rara. Poi fughe, ammazzamenti, corse in macchina e alla via cosi`. Per DUE ore e passa, non un attimo di tregua per lo spettatore, tutto quel colore (il film e` in bianco e nero) e quelle luci. Io piu` di cosi` non so dire, e` un film che probabilmente meriterebbe un saggio intero. Guardarlo per il proprio bene.

Claudio Castellini

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