Little Miss Sunshine

Regia: Jonathan Dayton , Valerie Faris
Sceneggiatura: Michael Arndt
Fotografia: Tim Suhrstedt
Musiche: Mychael Danna , Devotchka
Montaggio: Pamela Martin
Anno: 2006 Nazione: Stati Uniti d'America
Distribuzione: Twentieth Century Fox
Durata: 101' Data uscita in Italia: 22 settembre 2006
Genere: commedia
Cast:
nonno Alan Arkin
Sheryl Toni Collette
Richard Greg Kinnear
Olive Abigail Breslin
Frank Steve Carell
Dwayne Paul Dano

Gli Hoover sono una famiglia che può essere definita un affresco di una certa decaduta “middle class americana”, che tutto sommato conserva tante positività ma anche tante discrasie rispetto alla tipicità della società americana di provincia, tanto che nel proprio essere “media” in effetti è “disadattata”, rispetto forse a una media che esiste solo nei “media” e che quando invece riveste caratteri estesi e popolari rivela lati “mostruosi”.
Richard è un motivatore, sapete, di quelli che fanno libri su come avere successo nella vita, nell'amore, come raggiungere gli obiettivi nel lavoro….solo che il buon Richard è meno fortunato di questi guru, e si danna per vendere il suo programma di nove punti.
Sheryl, la moglie, fa di tutto per tenere unita la famiglia. Dwayne, il figlio quindicenne, ha fatto voto di silenzio perché vuole entrare in Aeronautica. Il nonno, cacciato da una casa di riposo, sniffa cocaina ed è un erotomane, ma sa dispensare consigli saggi ed è un bravo nonno.

C'è anche Frank, fratello gay di Sheryl, che ha tentato il suicidio per un amore non corrisposto e che è un eminente studioso di Proust. Completa il quadro Olive, la figlia piccola della coppia, che è stata selezionata per un concorso di bellezza per fanciulle in California, dove presenterà uno spettacolo con le

coreografie del nonno….
Questo “on the road familiare” riesce ad essere relativamente originale e credibile; si fanno apprezzare le piccole manie e i lati grotteschi o “diversi” dei protagonisti, che risultano essere funzionali ad una critica sociale di una certa america di oggi. Il film è pervaso da un leggero e sottile umorismo. La classe media americana con la sua mitologia è oggi oggetto di affreschi volutamente kitch, tesi a recuperarne gli aspetti più vicini ad un immaginario pop art, magari con colori acidi o tesi ad imprimerne aspetti vagamente grotteschi e satirici.
Riguardo il “new cinema” emerso, e che è nelle sale in questi giorni risulta essere ben più riuscito C.R.A.Z.Y., che in comune con questa opera ha un gusto relativamente simile, anche se decisamente più intenso, nel trattare aspetti familiari e di costume sociale.
Il film vede la sua migliore riuscita nelle scene finali, come lo sfogo di Dwayne e quelle del mostruoso concorso di belle fanciulle, con le loro insulse esibizioni, con i protagonisti dell'organizzazione dello stesso. La parte finale risulta essere la più intensa e…tifare Olive è obbligatorio.
Il viaggio costituirà una vera ripartenza per tutti? Forse un nuovo inizio con una vera presa di coscienza.
I protagonisti che viaggiano nel furgoncino giallo è come se fossero pieni di acme carico di pus, ma troveranno nell'epilogo la catarsi dei loro malesseri?

Gino Pitaro newfilm@interfree.it