PASOLINI prossimo nostro

Alla 63ma Mostra di Venezia l'ultimo lavoro di Giuseppe Bertolucci

Sarà presentato venerdì 8 settembre, in anteprima mondiale, alla prossima 63ma Mostra del Cinema di Venezia (30 agosto-9 settembre 2006), come evento speciale nella sezione Orizzonti Doc , il documentario di Giuseppe Bertolucci Pasolini prossimo nostro prodotto dalla Ripley's Film e da Cinemazero con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia. Il documentario è stato realizzato da Giuseppe Bertolucci utilizzando il ricco vasto archivio di Cinemazero che, tra i vari gioielli, ha nel suo patrimonio il lascito della fotografa Deborah Beer, unica fotografa a seguire tutta la lavorazione del film e a documentare, con oltre settemila scatti, in maniera completa ed esaustiva tutta la lavorazione dell'ultimo film di Pier Paolo Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma .
Alla selezione accurata di questo materale, Giuseppe Bertolucci ha poi aggiunto la parola di Pasolini scegliendo, sempre dall'archivio di Cinemazero, tra oltre 50 ore di conversazioni inedite che Pasolini aveva avuto con il giornalista Gideon Bachmann sul film, sulla politica e sul cinema in  generale. Parte di queste conversazioni sono anche state filmate da Bachmann.
In un'intervista a Bachmann Pasolini dichiarò: «Sto facendo Le 120 giornate di Sodoma di De Sade ambientate nella Repubblica di Salò. Questo elemento di ispirazione del film mi serve per rievocare i giorni che io ho vissuto durante la Repubblica di Salò. Io stavo all'epoca in Friuli che allora era stato annesso burocraticamente alla Germania: si chiamava Litorale adriatico. Qui ho passato giornate spaventose: qui c'è stata una delle più dure lotte partigiane (nella quale è morto mio fratello), qui i fascisti erano dei veri e propri sicari …».

Da tutta questa mole di lavoro, durata quasi due anni, è nato il documentario Pasolini prossimo nostro , 63 minuti intensi, dove, accanto alle stupende immagini di Deborah Beer, il poeta con la sua voce dichiara le sue intenzioni: «Nel mio film c'è molto sesso, ma il sesso che c'è nel film è il sesso tipico di De Sade, che ha una caratteristica sado-masochistica. Questo sesso ha una funzione molto precisa nel mio film, quella di rappresentare cosa fa il potere del corpo umano: l'annullamento della personalità degli altri, dell'altro. … il sesso ha una grande funzione metaforica … metafora del rapporto tra potere e coloro che ad esso sono sottoposti … C'è una frase in particolare che faccio dire ad uno dei personaggi del mio film: “ là dove tutto è proibito si ha la possibilità reale di fare tutto, dove è permesso solo qualcosa si può fare solo quel qualcosa… ”».

Press book

Angelo S. Draicchio

presenta

PASOLINI PROSSIMO NOSTRO

un film di

Giuseppe Bertolucci

prodotto da

Angelo S. Draicchio

una produzione

PRESS BOOK

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CAST ARTISTICO E TECNICO

Regia: Giuseppe Bertolucci

Interpreti: Pier Paolo Pasolini

Il cast e la troupe di “Salò o le 120 giornate di Sodoma”

Voce: Pier Paolo Pasolini

Fotografie: Deborah Imogen Beer

Interviste: Gideon Bachmann

Montaggio: Federica Lang

Supervisione montaggio HD: Paolo Benassi

Supervisione musicale: Fabio Venturi

Musiche: F. Ansaldo , C. A. Bixio , F. Chopin , A. Moretti , C. Orff

Musiche eseguite da: Nanni Civitenga , Monica Ficarra, Ensemble Roma Sinfonietta diretta da Claudio Casini e Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano diretto da Francesco Lanzillotta

Montaggio suono e mix musiche: Damiano Antinori

Studio di registrazione: In A Box Studio , Roma

HD film mastering: Digital Film Lab , Copenhagen

Digitalizzazione foto: Studio Grafite , Roma

Montaggio SDI e HD: ID4 , Roma

Postproduzione audio: In A Box Studio , Roma

Mix: Francesco Tuminello - Technicolor Sound Services , Roma

Trascrizione dialoghi: Claude Woznick

Organizzazione: Angelo Palmieri , Laura Scarinzi , Cristina D'Osualdo

Produzione esecutiva: Angelo S. Draicchio

Produzione: Ripley's Film Srl / Cinemazero

Origine: Italia/Francia

Anno: 2006

Formato: 1:1.33

Supporto: HDCAM SR / 35mm

Durata: 63'

Nota del produttore.

50 ore di interviste audio, 3.000 metri di negativo cinematografico, 7.200 fotografie, centinaia di pagine di trascrizioni audio, 23 mesi di lavoro, tra preparazione, riflessioni, pause, discussioni e ripensamenti, un risultato di 63 minuti circa.

Sono trascorsi poco più di 2 anni dal momento in cui Andrea Crozzoli e Piero Colussi mi proposero di realizzare insieme un documentario su Pasolini, utilizzando l'enorme quantità di materiale girato da Gideon Bachmann e Deborah Beer sul set di Salò o le 120 giornate di Sodoma , e sono trascorsi quasi due anni dal giorno in cui, con Giuseppe Bertolucci, a cui avevamo deciso di affidare la regia, saggiammo i primi materiali a Pordenone.

Nonostante questi avessero un forte impatto emotivo - e fossero in buona parte assolutamente inediti -, altrettanto forte fu la sensazione di incertezza che provammo nell'immaginarne un film, per di più l'ennesimo, su una delle più importanti personalità della cultura italiana del ‘900.

Decidemmo comunque di provarci, trascrivendo dapprima tutto l'audio a nostra disposizione e analizzandolo, quasi fosse un testo incompiuto, abbandonato dall'autore. Un puzzle confuso da cui emergeva, a tratti tenera, la voce inconfondibile, potente, di un Pasolini amarissimo e disilluso che abiura la Trilogia della vita e, lucidamente, non lascia speranza alcuna. Un testo a cui abbiamo voluto dare voce, contestualizzandolo, con le immagini del regista alle prese con quella che sarà la sua ultima e straziante opera.

Piaccia o meno, Pasolini prossimo nostro ha la valenza di un definitivo testamento intellettuale; vuole essere un ulteriore tassello nella memoria collettiva, vuole dar voce, ancora una volta, a una delle intelligenze più vive e lucide della nostra cultura e, in generale, del secolo scorso.

Angelo S. Draicchio

Riassunto della trama.

Una voce, calma ed inconfondibile, emerge dal rumore di un operoso, disciplinato set cinematografico. È la voce di Pier Paolo Pasolini, al lavoro per completare la sua ultima, contestatissima (e postuma) opera cinematografica: Salò o le 120 giornate di Sodoma .

Nonostante le enormi, preventive polemiche suscitate dal film, un Pasolini tranquillo, quasi gioioso, si lascia seguire sul set da una piccola troupe capeggiata dal giornalista Gideon Bachmann, che lo coinvolge in una lunga, straordinaria intervista/conversazione.

Inizialmente perplesso, Pasolini trasforma l'intervista in un lucido e violento attacco alla società; un grido d'allarme che assieme alle immagini del set da vita ad una sorprendente sovrapposizione tra film e realtà a svelare la metaforica messa in scena pasoliniana della modernità.

È un Pasolini inedito, drammaticamente disperato e sdoppiato nel suo non concedere/si un futuro, una possibilità, seppure accennata, nel catartico e liberatorio primo finale del film, eliminato dal regista e qui ricostruito fotograficamente.

Note del regista

Il termine fotoromanzo , associato a un film “maledetto” come il Salò di Pasolini, sembra incongruo e quasi inopportuno. E invece a me pare assolutamente appropriato, perché di un foto-romanzo si tratta. Con Federica Lang abbiamo rivisitato il piccolo tesoro delle foto di scena di Deborah Beer (impeccabili sul piano della fedeltà e della qualità) e abbiamo creato una sorta di sintesi dell'ultima opera di Pasolini: sostituendo le immagini fisse alle sequenze cinematografiche. Ma l'archivio di Gideon Bachmann conteneva anche alcune preziose testimonianze (filmate e sonore) dell'autore, che abbiamo posto a commento del nostro fotoromanzo. Arrivando, io credo, a una rilettura inedita, assolutamente attendibile, di uno dei film più sconvolgenti degli anni settanta. Dalla quale emerge, potente, la spietata analisi pasoliniana di una società italiana sempre in bilico sulla voragine del fascismo. Il suo grido d'allarme fu strozzato la notte del 2 novembre 1975, ma continua ad arrivarci, nitido e straziante, a trent'anni di distanza.

Giuseppe Bertolucci

Giuseppe Bertolucci

Regista e sceneggiatore per il cinema ed il teatro, grande passione sin dai primi anni di attività, è nato a Parma il 27 novembre 1947 ed è figlio del poeta Attilio e fratello minore di Bernardo.

L'esordio cinematografico è del 1970, La strategia del ragno , come aiuto del fratello Bernardo, con cui proseguirà la collaborazione come sceneggiatore di Novecento (1975) e La Luna (1979). L'esordio alla regia arriva l'anno dopo con I poveri muoiono prima (1971), a cui farà seguito Andare e venire (1972), opera televisiva realizzata per la RAI. Sul set di Novecento gira e realizza ABCinema (1976), documentario didattico di forte interesse.

Nel 1975 arriva al teatro di sperimentazione con lo spettacolo Cioni Mario di Gaspare fu Giulia , con cui lancia l'amico Roberto Benigni, interprete unico. L'enorme successo di pubblico e critica porteranno ad una trasposizione cinematografica di altrettanto successo, Berlinguer ti voglio bene (1977), sempre interpretata dal comico toscano a cui affianca Alida Valli, attrice a cui si legherà da grande ammirazione professionale e sincera amicizia.

Autore originale, sempre alla ricerca di nuovi modi di raccontare e di utilizzo del mezzo cinematografico, nel 1979 realizza l'originalissimo Oggetti smarriti , tutto girato nella stazione centrale di Milano e basato sugli strani incontri dei due protagonisti, una donna borghese assieme ad un amico lì incontrato.

Dopo il film-inchiesta realizzato per il PCI, Panni sporchi (1980), torna al lungometraggio con il delicato Segreti, segreti (1980), un film corale tutto al femminile che, traendo spunto dal tema del terrorismo, gli dà modo di manifestare l'enorme interesse e sensibilità per l'universo femminile. Nel 1983 torna a lavorare con Benigni come sceneggiatore di Tu mi turbi , seguito da Non ci resta che piangere (1984), e come regista del lungometraggio Tuttobenigni (1986), film che raccoglie alcune delle migliori performance dal vivo del comico toscano tiene in Italia. Nel contempo gira Strana la vita (1987), road movie italiano interpretato da Lina Sastri, Monica Guerritore, Stefania Sandrelli e Diego Abatantuono, quest'ultimo, assieme a Paolo Rossi, protagonista del successivo I Cammelli (1988).

Nel frattempo, non dimentica la passione per il monologo teatrale, dirigendo Marina Confalone in Raccionepeccui (1985), di cui realizzerà una versione televisiva nel 2005. Torna a lavorare per la TV con il film Una vita in gioco (1992), interpretato dalla Valli e da Mariangela Melato, e sempre per la TV dirige Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1997), trasposizione televisiva dello spettacolo di Luca Ronconi dal romanzo di Gadda.

Dopo Amori in corso (1989), dirige Troppo sole (1994), con Sabina Guzzanti, ed il delicato melodramma Il Dolce rumore della vita (1999), interpretato da Francesca Neri, continuando a lavorare sia per il teatro – con i pasoliniani Il Pratone del Casilino (1994) e Na specie de cadavere lunghissimo (2004), quest'ultimo scritto ed interpretato da Fabrizio Gifuni, e la regia della Traviata (2001) al Regio di Parma – che per la TV, per la quale realizza diversi documentari.

Con curiosità neofita si appassiona alle nuove tecnologie, spingendosi a dirigere e produrre uno dei primi film italiani girati in digitale, L'amore probabilmente (2000), interpretato da Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni e Rosalinda Celentano.

Autore schivo, didatta sempre pronto a dare il suo fattivo apporto, soprattutto per aiutare i giovani, misura il suo impegno in diverse iniziative culturali e diversi festival, misurandosi anche istituzionalmente come Presidente della Cineteca di Bologna, carica che tuttora riveste.


Filmografia.

Cinema – lungometraggi:

Berlinguer ti voglio bene

con R. Benigni e A. Valli

Italia, 1977

Oggetti smarriti

con M. Melato e B. Ganz

Italia, 1979

Segreti, segreti

con L. Sastri, M. Melato, A. Valli, G. Boschi, S. Sandrelli, L. Massari, R. Podestà

Italia, 1984

Tuttobenigni

con Roberto Benigni

Italia, 1986

Strana la vita

con D. Abatantuono, D. Giordano, M. Guerritore, L. Sastri, A. Sandrelli

Italia, 1987

I cammelli

con D. Abatantuono e P. Rossi

Italia, 1988

Amori in corso

con S. Vonderman, F. Prandi, A. Sandrelli

Italia, 1989

Troppo sole

con Sabina Guzzanti

Italia, 1994

Il dolce rumore della vita

con F. Neri, R. Serbetja, R. Celentano, N. Senni

Italia, 1999

L'amore probabilmente

con Sonia Bergamasco, Rosalinda Celentano, T. Celio, F. Gifuni, M. Melato, S. Sandrelli

Italia, 2000

Cinema – cortometraggi e documentari:

I poveri muoiono prima

Italia, 1971

Abicinema

Italia, 1975

Panni sporchi

Italia, 1980

Effetti personali

Italia, 1983

La domenica specialmente

episodio La Domenica specialmente

con O. Muti, B. Ganz

Italia, 1991

Cinema – sceneggiature

Novecento

di Bernardo Bertolucci

Italia, 1975

La luna

di Bernardo Bertolucci

Italia, 1979

Tu mi turbi

di Roberto Benigni

Italia 1983

Non ci resta che piangere

di R. Benigni e Massimo Troisi

Italia, 1984

Il piccolo Diavolo

di Roberto Benigni

Italia, 1990

Teatro

Cioni Mario di Gaspare fu Giulia

con Roberto Benigni

Italia, 1975

Raccionepeccui

con Marina Confalone

Italia 1985

Il pratone del Casilino

con Antonio Piovanelli

Italia 1994

La traviata

Teatro Regio di Parma

Italia, 2001

‘Na specie de cadavere lunghissimo

di e con Fabrizio Gifuni

Italia, 2004

Sguardi

con Isa Danieli

Italia 2004

Televisione – cortometraggi e documentari

Se non è ancora la felicità

Italia, 1976

Il perché e il percome

Italia, 1986

Bologna 90

Italia, 1990

Il Correggio ritrovato

Italia, 1991

In cerca di Eugenio Montale

Italia, 1996

In cerca del '68: tracce e indizi

Italia, 1997

Il mago, il re e la regina

Italia, 1998

In cerca della poesia

Italia, 1998

Come un cieco tra i mobili di casa

Backstage del film L'Assedio di B. Bertolucci

Italia, 1999

Ragioni politiche 2000

film-intervista a Vittorio Foa

Italia, 2000

Segni particolari

appunti per un film sull'Emilia Romagna

Italia, 2003

Il cinema del passato: istruzioni per l'uso

Italia, 2004

Televisione

Andare e venire

Italia, 1972

Quer pasticciaccio brutto de via Merulana

Edizione televisiva dello spettacolo di Luca Ronconi

Italia, 1997

Il congedo del Viaggiatore Cerimonioso

Italia, 1991

Una Vita in gioco

con M. Melato e A. Valli

Italia, 1992

Il pratone del Casilino

Edizione televisiva dello spettacolo teatrale

Italia, 1995

Tino e Tano

Italia, 1996

Ferdinando

Edizione televisiva dello spettacolo di Annibale Ruccello con Isa Danieli

Italia, 1998

Luparella

Italia, 2002

‘Na specie de cadavere lunghissimo

Edizione televisiva dello spettacolo di e con F. Gifuni

Italia, 2005

Raccionepeccui

Edizione televisiva del monologo con Marina Confalone

Italia, 2005


Deborah Imogen Beer

Deborah Imogen Beer è nata in Inghilterra, dove ha studiato fisioterapia. A 21 anni si è trasferita in Italia e si è dedicata alla fotografia, specializzandosi presto nel cinema.

Dopo alcuni anni come fotoreporter sui set, è stata assunta da Pasolini e lo ha seguito nei suoi ultimi anni, curando sia le foto di produzione da destinare alla pubblicità dei film, sia le foto sul set per film come Salò .

In rapida successione ha lavorato nella stessa veste per Fellini ( La città delle donne , E la nave va , Ginger e Fred ), Liliana Cavani ( La pelle ), Volker Schlöndorff ( Circle of Deceit ), Mike Newell ( Soursweet ) e altri.

Ha fotografato inoltre sul set di registi quali Peter Bogdanovich, Vittorio De Sica, Bernardo Bertolucci, Sergio Citti, Steno, Vincent Minnelli, Norman Jewison, i fratelli Taviani, Carlo Lizzani, Riccardo Freda, Michelangelo Antonioni, Ettore Scola, Franco Zeffirelli, Marco Ferreri, Andrej Tarkowski …

La sua opera è stata usata per pubblicizzare, tra gli altri, i seguenti film: Daisy Miller , Il viaggio , Novecento , Il fiore delle mille e una notte , Casotto , Due pezzi di pane , Rollerball , Fontamara , Identificazione di una donna , Il mondo nuovo , La traviata , Otello , Storia di Piera , Nostalghia , Dietro le quinte , Lifeforce , Deja Vu , Delta Force e, ovviamente i già menzionati film di Fellini, Schlöndorff, Cavani, Newell.

Nelle foto di registi al lavoro, Deborah Beer unisce il suo interesse per il cinema con il suo vecchio amore per le persone e il ritratto.

Gideon Bachmann

Gideon Bachmann è nato in Germania, è cresciuto negli Stati Uniti, ha studiato a Praga e, negli anni Sessanta, è tornato in Europa, fissando la sua dimora in Italia.

Ha iniziato la sua carriera nel cinema con una trasmissione alla radio americana. Nel corso degli anni, i suoi articoli e le interviste con protagonisti del cinema, accompagnati dai suoi scatti, sono apparsi in oltre un centinaio di giornali e riviste in tutto il mondo, e il suo lavoro di critico ai festival lo ha portato praticamente ovunque. Per decenni ha collaborato in veste di consulente con numerosi festival (Venezia, Berlino, Cannes, Locarno, Rotterdam, Chicago, New York, Mannheim, Vienna, Haifa e altri) e in molti casi ha fatto parte del comitato selezionatore.

A partire dal 1961, l'anno del trasferimento a Roma, il suo è diventato un volto conosciuto sui set di molti film importanti, documentati sia attraverso le sue fotografie che i suoi scritti. Da quando la fotografa britannica Deborah Imogen Beer, incontrata nel 1970, è diventata sua moglie, è lei a realizzare quasi tutte le foto di cui Bachmann aveva bisogno per i suoi articoli e saggi.

Ha realizzato diversi documentari sul cinema, tra i quali: JONAS e Underground New York sul periodo di rivolgimenti politici ed artistici nella New York degli anni Sessanta e Settanta; Ciao Federico! su Federico Fellini; A Camera is not a Molotov Cocktail sul cinema politico in Italia; The Schlöndorff Protocol girato durante la guerra civile a Beirut; le serie televisive Movies on Movies e The Cinema of the Men Who Say No sul cinema israeliano di opposizione (realizzati per ZDF, ARD, Channel 4 e altri network europei).

Attualmente riveste la carica di direttore esecutivo EIKK - Europaïsches Institut des Kinofilms Karlsruhe ed è membro dell'European Film Academy, della Federazione Internazionale dei Critici Cinematografici e dell'American Society for Cinema Studies.

RIPLEY'S FILM

Nata nel 2000 come società di distribuzione, la RIPLEY'S FILM ha un catalogo caratterizzato da una ricca ed importante selezione di autori: Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Gianni Amelio, Nikita Michalkov, Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Luigi Zampa, Vittorio De Sica, Tinto Brass, Alessandro Blasetti, Mario Camerini e altri ancora; catalogo di oltre 700 film che spazia dal cinema d'autore al peplum, dal dramma alla commedia italiana.

Nel corso degli ultimi anni ha intensificato i propri rapporti col mercato estero sia attraverso la promozione e vendita del proprio catalogo, sia attraverso l'acquisizione di film per il mercato italiano, intessendo rapporti con società come Roissy Films, Gaumont, Reverse Angle, Wide, Channel 4 Int., Costantin Film, Arte, New Japan Cinema, Werner Herzog Production e altri ancora.

Molto attiva nella preservazione e restauro dei propri film, ha rapporti con i maggiori archivi europei e con diverse fondazioni, associazioni e festival. Tra i restauri realizzati: Prima della rivoluzione di Bernardo Bertolucci in collaborazione con la Film Foundation di Martin Scorsese e la Cineteca di Bologna (Festival di Cannes 2004 – Cannes Classic Selection), Le avventure di Giacomo Casanova di Steno, restauro realizzato in collaborazione con CSC – Cineteca Nazionale (Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2005). Attualmente sta lavorando al restauro di Per un pugno di dollari di Sergio Leone e La terra trema di Luchino Visconti.

Dal 2002 ha creato una divisione home video, la RIPLEY'S HOME VIDEO, attiva sul mercato italiano e, ad oggi, considerata una delle più qualificate società home video europee sotto il profilo qualitativo e commerciale, con un catalogo di oltre 150 titoli.

E' in procinto di dar vita a una propria distribuzione theatrical portando in sala 7 film nel periodo 2006/2007.

Attiva anche nel settore della produzione di documentari, oltre a Pasolini prossimo nostro , ha prodotto Maria Denis (2004) diretto da Gianfranco Mingozzi ed ha in preparazione altri tre documentari e due lungometraggi.

CINEMAZERO

Cinemazero nasce il 24 marzo del 1978. È del 1979 la prima grande e completa retrospettiva su Pier Paolo Pasolini, scomparso pochi anni prima. La manifestazione viene accompagnata anche da una mostra dei disegni originali di Pasolini, da una mostra di fotografie e da una pubblicazione, Il cinema in forma di poesia .

Nel 1982 Cinemazero fonda, assieme alla Cineteca del Friuli, “Le giornate del cinema muto”, un festival che diventerà in pochi anni un punto di riferimento internazionale per studiosi, critici e giornalisti, interamente dedicato al cinema delle origini.

Nel corso del tempo, Cinemazero ha sviluppato un patrimonio iconografico consistente su Pasolini, Tina Modotti ed altri fotografi, che permette di allestire mostre fotografiche in Italia e nel mondo. Da questo patrimonio sono nati anche documentari su Federico Fellini e sull'ultimo film di Pasolini Salò o le 120 giornate di Sodoma presentati ai Festival di Cannes e Venezia. Nel corso degli anni a Cinemazero si è anche costituita una Mediateca che ora conta quasi 10.000 volumi sul cinema e dintorni e quasi altrettanti film su supporto magnetico (VHS e DVD). Innumerevoli sono state le retrospettive e gli incontri con l'autore: da Bernardo Bertolucci a Pupi Avati, da Damiano Damiani a Nanni Moretti.

Attualmente, oltre alla pubblicazione di un mensile (Cinemazero/Notizie), ad una collana editoriale e alla gestione di una piccola ma frequentatissima multisala d'essai (oltre centomila presenze all'anno), Cinemazero ha avviato un progetto annuale con le scuole su didattica e cinema, la pubblicazione di DVD ed ha in cantiere una serie di nuove iniziative fra le quali un approfondimento del rapporto fra cinema e musica. La multisala fa parte anche del circuito “EuropaCinemas” e del circuito “100 Città”.