GIUSTIZIA PRIVATA

(LAW ABIDING CITIZEN) - a cura di Luca Davide Valtolina

 

Regia: F.Gary Gray
USA(2010) - Drammatico - Durata: 108’
Sceneggiatura: Kurt Wimmer - Fotografia: Jonathan Sela - Scenografia: Alex Hajdu             Montaggio: Tariq Anwar - Costumi: Jeffrey Kurland
Attori: Jamie Foxx - Gerard Butler - Bruce McGill - Colm Meaney - Leslie Bibb - Michael Irby  Regina Hall - Viola Davis
Distribuzione: MOVIEMAX

 

Giustizia Privata Poster ItaliaLa tranquilla serata della famiglia Shelton viene barbaramente devastata da due ladri che, dopo essersi presentati a colpi di mazza da baseball, immobilizzano Clyde Shelton (Gerard Butler) e si avventano su moglie e figlioletta, uccidendole senza pietà. Questa è la prima fulminante sequenza del thriller firmato F.Gary Gray, al timone di una corazzata di ottimi attori e comprimari di lusso che di li a poco affonda miseramente in un oceano di banalità disarmante, con buoni spunti sprecati e situazioni confinanti con il ridicolo. L’accusa, guidata da Nick Race (Jamie Foxx), ambizioso procuratore di Philadelphia, porta alla condanna a morte di uno dei due assassini e alla breve carcerazione dell’altro, resosi disponibile a collaborare accusando il suo complice. Dieci anni dopo l’omicida, rimasto impunito, viene trovato orribilmente giustiziato. Clyde Shelton si dichiara colpevole e avverte Nick Race che tutte le parti coinvolte nel processo farsa verranno sterminate una dopo l’altra. Inizia così una surreale crociata punitiva contro il sistema giudiziario difettoso, divenuto complice, anni prima, della mancata condanna del vero responsabile. L’idea che un uomo tradito dalla giustizia pianifichi e metta in atto una capillare vendetta nei confronti di ogni singolo “elemento difettoso” non è nulla di nuovo; il fatto che possa gestire il tutto dalla sua cella di isolamento risulta tanto spettacolare quanto grottesco. L’empatia tra i due protagonisti promette scintille che però non divampano mai, rendendo la loro interpretazione stucchevole, quasi imbarazzata. Clyde Sheldon, improvvisato anti-eroe, non ha mai negli occhi la determinazione del Re Leonida che lo ha reso celebre e Jamie Foxx, ingessato nei suoi abiti da paladino della legge, è sempre distante dall’esserne veramente convinto fino a contraddirsi platealmente sul finale dal sapore biblico. L’iniziale complicità fra i due infuria presto in una partita a scacchi tra cadaveri e pirotecniche esplosioni, dove la farraginosa sceneggiatura manifesta tutte le sue lacune.          ll regista, dimostrandosi ancora una volta tutt’altro che geniale, può trovare delle attenuanti al suo film sciapo nella fragile sceneggiatura. Non ci sono invece scuse per il superficiale utilizzo di un cast di comprimari intrigante e maturo come Colm Meaney, Bruce McGill e in particolare Leslie Bibb, giovane e bella assistente di Nick Race, che i cinefili appassionati avranno riconosciuto nella parte della sexy giornalista in Iron Man. Lodevole la scelta degli esterni. Una Philadelphia cupa e noir fa da sfondo allo scontro tra il bene e il male. La città simbolo del common law inglese in America nonche sede dei Padri Fondatori della giurisdizione americana viene fotografata come non mai prima. Alcuni scorci, come la storica prigione di Homesburg o la singolare silhouette della City Hall, rubano l’attenzione dello spettatore a dispetto della presenza degli attori. E quando questo accade non è mai un buon segno. Soprattutto se stiamo parlando di un film…

Luca Valtolina