IL SOLISTA

 

(The soloist)

 

Un film di Joe Wright

G.B./USA/Francia, 2009 – Biografico/Drammatico – Durata: 117‘

Con Jamie Foxx, Robert Doney Jr., Catherine Keener, Tom Hollander, Lisagay Hamilton, Nelsan Ellis

 

 

È la musica che gira intorno...

 

Due solisti. Un giornalista in crisi sentimentale e professionale, Steve Lopez (Robert Downey Jr.), abituato a lavorare autonomamente e Nathaniel Ayers (Jamie Foxx), un barbone che fu (ed è ancora) un asso del violoncello. Il contatto avviene casualmente, per strada, dove il primo si trova a passare e quasi investe il secondo, che lì vive. Quella musica suonata su due corde soltanto da quel bizzarro uomo di colore è una rivelazione per Steve: parla di antichi dolori, di voci urlanti solo in una testa, di un mondo esclusivamente interiore e fittizio che ha rubato il posto a quello vero. E soprattutto è l'occasione per raccontare una storia giusta per il Los Angeles Times e per cercare di essere un uomo migliore, interessato agli altri non soltanto per amore della notizia facile...

Tratto da una storia vera, raccontata dal reale Steve Lopez nell'omonimo libro tratto dalle colonne da lui pubblicate sul giornale per cui scriveva, il film di Joe Wright, già autore di  Espiazione ed Orgoglio e pregiudizio, è l'ennesimo racconto di (musicisti) disadattati dopo Shine, Rain man ed il nostro Piano, solo. Poco si dà da fare per discostarsi dai suoi predecessori, disperdendosi tra i flashback del passato del violoncellista e restando alquanto convenzionale. Ha però dei momenti molto toccanti, nei quali viene mostrata l'esistente comunità di senzatetto e disagiati di Skid Row, in quel di Los Angeles, alla quale è avvicinato Nathaniel, ed altri più lirici in cui il regista prova a "visualizzare" la forza della musica. Quando ad esempio quella studiata geometria di suoni viaggia sotto forma di uccelli in volo sopra le ordinate forme della nostra caotica civiltà, fatte di auto parcheggiate in fila e di circonvoluzioni autostradali. Oppure quando un trionfo danzante di luci colorate, che ricorda l'inizio di Fantasia della Disney, si schiude nella complessa mente dello stralunato musicista assorta ad ascoltare il suo amato Ludovico Van.

Insomma, dove non arriva Freud arriva Beethoven, sembrano dirci Wright e Lopez con questa storia di note, umanità e rispetto reciproco. Un racconto semplice, a momenti banale, ma spesso efficace ed emozionante.

 

Voto: * * * . .

Paolo Dallimonti.