Z-Team
L'inizio in Bolivia è adrenalinico, con la presentazione del gruppo di perdenti alla prima missione. Si rifiutano però di portarla a termine secondo gli ordini loro assegnati per salvare un gruppo di bambini, che tuttavia finiscono ugualmente ammazzati al loro posto. Da lì la squadra di mercenari disposti a quasi tutto una nuova missione: vendicarsi di Max (Jason Patric), il loro contatto all'interno della CIA, che sta facendo il gioco ancora più sporco per assicurarsi un fantascientifico congegno e perciò li ha traditi. Per questo vengono assoldati da Aisha (Zoë Saldana, felicemente in carne ed ossa dopo Avatar) che sembra avere anche lei un conto aperto con quel farabutto di Max...
Tratto dal fumetto omonimo di Andy Diggle e Mark Simpson (in arte Jock) edito dalla Vertigo, costola della DC Comics, il film di Sylvain White ne mantiene molti dei tratti distintivi, come le didascalie geografiche spalmate sugli sfondi, l'istantaneo inquadramento dei cinque protagonisti attraverso immagini disegnate e le inquadrature veloci come tavole disegnate.
Tutto è sopra le righe - viaggi all'interno di bare, pallottole ed esplosioni a raffica, cattivi quasi da operetta - e niente è preso sul serio, grazie all'ironia diffusa a piene mani dal regista ed all'efficace e fulminea caratterizzazione di ogni personaggio da parte della sceneggiatura di Peter Berg e James Vanderbilt.
L'abile White inoltre dirige le scene di lotta facendole sembrare sequenze d'amore (e viceversa), come nel primo concitato incontro tra Clay (Jeffrey Dean Morgan) ed Aisha. Il montaggio convulso ed ipercinetico di David Checel e James Herbert agita infine il tutto come un gustoso ed energetico cocktail. Sorta di parodia dell' A-Team in negativo e più sventurato, il sestetto (5 + 1) procede inarrestabile attraverso ben tre colpi di scena, oculatamente distribuiti, verso un finale che apre la possibilità ad un eventuale seguito.
Tutto è già visto, non c'è niente di nuovo in The losers, ma gli ingredienti sono amalgamati bene, le facce sono quelle giuste e, anche se qualcosa non quadra fino in fondo, lo spettacolo funziona.
Voto: * * * . .
Paolo Dallimonti.