AIKI
GIAP 2002 di Daisuke Tengan
con Haruhiko Kato, Rie Tomosaka, Ryo Ishibashi.
° Il boxeur Taichi rimane paralizzato
dalla vita in giù a seguito di un incidente motociclistico:
supererà la depressione grazie alla filosofia dell’Aiki
("controlla il tuo avversario accettandolo") e
torna in forma e felice. Il primo figlio del grande Shohei
Imamura (vero nome: Daisuke Imamura) si basa sulla vera
storia dell’olandese Ole Kingston Jensen e gira un
"film di maturazione" didascalico e tutto chiaro
ed esplicito fin da subito: inizialmente si pensa (o si
spera) che il film prenderà una via filosofica diversa, poi
è incredibile come invece l’opera diventi una sorta di Karate
Kid nipponico con tanto di cattivi dal vocione e tutti i
cliché possibili sulla cultura delle arti marziali. Ingenuo
(la battuta finale, la videoteca porno) e strepitosamente
comico (la scena del viagra è ridicola come una puntata di Sex
and Zen ma disturba meno che un film americano che si
prende sul serio), moralistico e filosoficamente spicciolo
(tutto si riduce a un catalogo di massime): eppure così
sicuro di sé da risultare quasi convincente. Da delirio il
fatto che è stato presente a Venezia. In una scena, nel
margine basso dell'immagine, si vede parzialmente anche (sic!)
un cane accovacciarsi per fare la cacca (esempio di cinéma-verité
o disattenzione del regista?). AZ 119’ * ½
Roberto Donati
Vai a Sol levante
e...dintorni!
un viaggio tra le cinematografie
dell'estremo oriente