VIAGGIO A TOKYO
(Tokyo monogatari) GIAP 1953 di Yazujiro Ozu con Chishu Ryu, Chiyeko Higashiyama, So Yamamura, Kuniko Miake.

° Lasciano la figlia a casa da sola e vanno a Tokyo: sono due coniugi anziani che vogliono rivedere i loro figli ma questi, occupati dai loro affari, li affidano alle premure della buona vedova di un altro loro figlio. Poi tornano al loro paese ma la madre muore e l’uomo resta solo. Lo stile di Ozu è tipicamente giapponese, anche se può sembrare di stampo neorealista per la semplicità della messinscena, per la profonda e serena umanità e per l’attenzione tutta posta al fatto umano: un solo carrello e per il resto macchina da presa fissa, "in ginocchio" come i personaggi che riprende. Il soggetto, simile a quello di Cupo tramonto di L. McCarey (che Ozu dichiarò di non aver visto), analizza il divario insanabile, a livello di comunicazione e di comprensione, fra due generazioni (l’una ancora attaccata alle tradizioni, l’altra già proiettata verso il mondo moderno, industrializzato) e due modi di vita (il primo provinciale e meditativo, il secondo metropolitano e stressante) completamente opposti, che simboleggiano il Giappone di ieri e il Giappone post-atomica di oggi (del 1953) e di domani. Un capolavoro di altri tempi e, soprattutto, di altro luoghi che potrebbe non essere capito o apprezzato proprio da quelle generazione giovani alle quali, invece, è rivolto. E un altro fatto determinante: pur essendo lungo e lento, non annoia. Scusate se è poco. Doppiaggio italiano discutibile. BN DRAMM 136’ * * * * ½
Roberto Donati

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